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Appuntamento a Pordenone con la pianista Beatrice Rana

Dal 21 al 24 novembre a Cremona c’è “Archipelago”, speciale quattro-giorni per ascoltare e parlare di musica da camera

di Angelo Curtolo

Beatrice Rana. (AGF)

3' di lettura

Una speciale quattro-giorni a Cremona per ascoltare e parlare di musica da camera, visitare il celebre Museo del Violino e l’Accademia Stauffer: tutto grazie all’impresa creativa Le Dimore del Quartetto, già attivissima tutto l’anno. Una settimana che vede in Italia due formazioni orchestrali di spicco, come la Chamber Orchestra of Europe con un direttore come Antonio Pappano, inoltre assieme a un talento come la giovane Beatrice Rana; e la nuova Utopia Orchestra con il suo fondatore Theodor Currentzis. Musica – e teatro – nella “Cantata dei Pastori”, che già ci anticipa il clima natalizio, in chiave di Commedia dell’Arte.

Pordenone

Il 26 al Teatro Verdi la Chamber Orchestra of Europe, direttore Antonio Pappano, con la pianista Beatrice Rana. Musiche Elgar, Dvorak, Schumann (il Concerto). Altre date: il 25 al Valli di Reggio Emilia, il 27 al Comunale di Vicenza, il 28 al Galli di Rimini. La tournée prosegue poi in Germania.

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Cremona

Dal 21 al 24 novembre si svolge Archipelago, ottima occasione di ascolti ravvicinati di molta musica da camera, fra concerti e residenze artistiche con eccellenti giovani gruppi da camera insieme a solisti. La città ospiterà oltre alle masterclass e ai concerti anche attività di networking e incontri sulla filiera della musica da camera.Il 21 masterclass (che prosegue anche nei giorni successivi) del Quartetto di Cremona all’Accademia Stauffer; stesso luogo alle 17 il Trio Ernest e Nikolas Altieri (viola). Il 22 alle 19.30 alla Camera di Commercio ecco i Quartetti Fibonacci e Kandinsky. Il 23 alle 18.00 all’Accademia Stauffer il Trio Tempus con Giulia Cellacchi (violino); alle 19.30 a Palazzo Guazzoni Zaccaria il Quartetto Goldberg e Zoe Canestrelli (viola). Il 24 alle 15 visita all’Accademia Stauffer. Alle 18 visita guidata al Museo del Violino; alle 19 all’Auditorium Arvedi doppio concerto con ensembles e solisti che avranno animato le giornate precedenti del festival.

Brescia

Il 20 al Teatro Grande l’Utopia Orchestra con il suo direttore Teodor Currentzis e il violinista Barnabás Kelemen; in programma il Concerto per violino di Brahms e la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij. Altra data il 22 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Per la prima volta nella capitale, Currentzis, direttore della Radio di Stoccarda, ha fondato questa compagine, composta da più di cento musicisti provenienti da circa trenta Paesi.

Roma

Dal 21 novembre al 3 dicembre alla Sala Umberto Cantata dei pastori, con Peppe Barra e Lalla Esposito, musiche di Giorgio Mellone. Un testo del Seicento, scritto dal gesuita Andrea Perrucci, che si è continuato a mettere in scena fino ad oggi. Anno dopo anno il copione è stato arricchito con tutti i linguaggi, alti e bassi del Teatro: farsa, avanspettacolo, commedia dell’arte, musical. Ecco due napoletani, poveri: Razzullo, scrivano, è capitato in Palestina per il censimento voluto dall’Imperatore romano; e Sarchiapone, suo compaesano, in fuga per i crimini commessi. Incrociano Maria e Giuseppe, che sono alla ricerca di un riparo sicuro a Betlemme, dove dare alla luce Gesù. Il viaggio viene ostacolato da Belfagor, il demonio, con l’intento di impedire che il potere del bene arrivi sulla terra e che l’umanità si possa redimere dal peccato originale. Allo stesso tempo la coppia viene protetta dalla spada di Gabriello Arcangelo.La tradizione popolare stravolse a poco a poco quel testo della Controriforma, volgarizzandolo, rovesciandone gli intenti educativi, edificanti, riuscendo così a strapparlo dall’ineluttabile oblio del tempo. Lo spettacolo andava in scena alla mezzanotte del 24 dicembre. Alla gente, dopo la cena della Vigilia, toccava fare una scelta: a Messa o a Teatro? Uno spettacolo che vuole mettere al centro la lingua, la musica, la storia della città di Napoli, unico luogo al mondo dove sia stato possibile creare, e conservare così a lungo, uno spettacolo dal genere indefinibile, un unicum teatrale, frutto di secoli di devozione. Uno spettacolo all’antica italiana, dove, sulle tavole scalcagnate, gli attori impersonavano più ruoli, in una girandola di travestimenti che diverte il pubblico e spaventa i due affamati protagonisti.


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