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Apre Cracco in Galleria: atmosfere fine Ottocento per la nuova scommessa gastronomica dello chef

di Fernanda Roggero


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2' di lettura

L'attesa è finita. Se ne parla da tre anni - quando il Comune aprì il bando di gara per l'assegnazione di locali - ma finalmente da domani Cracco in Galleria apre i battenti. Un vero salotto nel “salotto” della città. Un restauro accurato, sensibile e fastoso. Anche se la cucina dovesse essere la più sperimentale e minimalista possibile (ancora oggi Cracco non ha voluto svelare il menù) non risulterebbe incongrua ai tavoli che - ben distanziati - occupano le piccole sale dalle ricche tappezzerie in cui si snoda il ristorante gourmet.

Un impegno - e un investimento - colossali quelli dell'uomo che per primo ha incarnato in Italia i panni del celebrity chef. “Ma è il primo ristorante tutto mio - si è quasi giustificato all'inaugurazione per stampa ed amici - ho voluto fare le cose per bene. Qui nulla è lasciato al caso. L'ascensore è d'epoca, scovato in qualche antico palazzo bolognese, il mosaico del café richiama il pavimento della Galleria, i piatti, i bicchieri e le posate sono stati realizzati su disegno nostro, i banchi del bar arrivano da Parigi e sono anch'essi originali”.

Cracco ha voluto un luogo per tutti i milanesi. Un locale caleidoscopico, che si sviluppa in quattro piani, dalla cantina al salone per ricevimenti privati. Il café, che si apre sulla galleria, sarà aperto tutti i giorni, dalle 8 del mattino a sera inoltrata: pareti in stucco, dipinte a mano con un motivo a damasco che ricorda i disegni Fortuny e bancone fine Ottocento. Proporrà oltre alla caffetteria e alla pasticceria da asporto una piccola carta con patti più legati alla tradizione.

Il ristorante è al primo piano. Moquette, boiserie, carta da parati a grandi corolle floreali, tre sale più una (o forse più) piccole alcove. Non mancheranno i grandi classici della casa, dall'insalata russa caramellata al rombo in crosta di cacao e il tuorlo d'uovo marinato, ma Cracco promette grandi novità.

Alle pareti tre piatti in ceramica firmati Fontana, courtesy della galleria Robilant+Voena così come il Pomodoro appeso al fumoir.

    Qui siamo in piena Art Deco e chi si accomoda i piccoli tavolini può scegliere da una piccola carta ostriche e spaghetti al caviale.

    Il nuovo ristorante di Cracco, aperto in Galleria

    Il nuovo ristorante di Cracco, aperto in Galleria

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    L'atmosfera è quasi sospesa e perfetta. Lo Studio Peregalli, artefice dell'ambiente, ha creato una splendida scenografia, teatrale e sontuosa, con un'attenzione davvero maniacale ai dettagli.

    Anche i luoghi tecnici hanno dignità “artistica”: la cucina del ristorante è rivestita da piastrelle giallo zafferano, bianco e nero, su disegno di Gio Ponti.

    Ad aprile verrà anche avviato il progetto Galleria Cracco: tre volte l'anno una serie di artisti italiani contemporanei sarà chiamata a realizzare interventi site-specific per le “lunette” dell'ammezzato che si affacciano sulla Galleria.

    Cracco in Galleria occuperà 60 persone, avrà 50 coperti al piano terra - dove è previsto anche un dehors - 50 al primo piano e fino a 100 al secondo.

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