Golfo del Tigullio - Lavagna

Aqua de Mâ, l’allevamento green di orate e branzini

di Davide Madeddu

  La produzione è in linea col piano di transizione ecologica dell’Ue

3' di lettura

La sfida lanciata ai primi del 2000 di allevare orate e branzini di qualità in alto mare è stata vinta. E ora l’azienda Aqua, forte del rebranding che ha portato un nuovo nome, Aqua de Mâ, si appresta a conquistare nuovi mercati. E ad «affermare le solide radici liguri» anche nelle regioni vicine.
Il viaggio imprenditoriale, all’insegna del mare, ambiente e sostenibilità, inizia a Lavagna quando la società ligure Aqua, mutuando e adattando un brevetto norvegese, comincia ad allevare orate e branzini al largo del Tigullio in gabbie sistemate a un miglio dalla costa. La produzione procede e l’impresa si afferma sia sul mercato regionale sia in quelli vicini.
A fine ottobre la nuova sfida per l’impresa che con il rebrandig punta a una maggiore visibilità e forza. «La società - annuncia l’ad Roberto Co’ che condivide l’esperienza con il presidente Davide Orsi e il consigliere Riccardo Repetto - diventa Aqua de Mâ e adotta la sostenibilità come filosofia aziendale». Il tutto all’interno di un sistema produttivo che, come sottolinea il management, «ricalca perfettamente le linee guida e il piano di transizione ecologica nel settore marino sostenuto dalla Ue».
La produzione media dell’impresa è di circa 450 tonnellate l’anno destinate per il 70% al mercato ligure e per la restante parte a Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta. A fare andare avanti questa macchina complessa che lavora per metà in mare e per l’altra nel laboratorio, una ventina di persone tra esperti marinai e sommozzatori professionisti. L’attività portata avanti è inserita anche nell’ambito del progetto europeo Idreem (curato per l’Italia dall’Università di Genova e coordinato da Scottish Association for Marine Science).
L’allevamento di orate e branzini avviene attraverso l’utilizzo di 16 gabbie affondabili sistemate a un miglio dalla costa e in un’area in cui l’acqua ha una profondità di circa 40 metri. Un punto, come chiarisce l’amministratore delegato «esposto agli agenti marini» e su cui agiscono senza interruzioni i venti da Sudovest. Una posizione che espone le strutture a eventuali danni dovuti a maltempo giacché «possono crearsi in condizioni estreme altezze d’onda di 10 metri» ma che ha degli effetti positivi sulla produzione e sull’allevamento.
«Questo si traduce in due fatti - argomenta l’amministratore delegato -, mantenimento della qualità ambientale e riduzione del trattamento farmacologico». C’è poi anche un altro aspetto: «Si tratta di pesci con tessuto magro e ben sviluppato e con una percentuale di grassi molto bassa rispetto agli altri tipi - aggiunge ancora -. E questo è dovuto al fatto che l’allevamento avviene in un sito fortemente idrodinamico». Non meno importante poi l’aspetto legato alla tutela dell’ambiente che viaggia di pari passo con la qualità del prodotto. «A un miglio dalla costa, le onde e le correnti tengono costantemente puliti i fondali che si trovano sotto il nostro allevamento - afferma Co’ - e che dopo 20 anni di attività si presentano perfettamente integri». All’interno delle gabbie la corrente si comporta come un tapis roulant. «Le analisi delle acque, effettuate periodicamente da organismi terzi - continua - certificano il rispetto dell’ambiente e la qualità del nostro allevamento».
Poi lo stabilimento con il reparto per la selezione e confezionamento del pescato, la produzione del ghiaccio e la cella adibita a garantire il rispetto della catena del freddo. «La nuova identità di Aqua De Mâ - dice l’ad - è il punto di partenza che conferma gli ottimi risultati ottenuti nei primi 20 anni di lavoro e punta ad ampliare ulteriormente la nostra presenza in nuovi mercati, conservando i due elementi che contraddistinguono il nostro operato: sostenibilità e compatibilità ambientale».
Non solo pesca ma anche turismo esperienziale con visite che hanno riscosso un buon successo di pubblico e partecipazione. Due i momenti che caratterizzano le visite: la presentazione dell’attività con slides in sede e poi l’uscita in mare nell'impianto».
Superata la fase dettata dall’emergenza Covid, ora il gruppo è punta a rilanciare questa attività che suscita interesse soprattutto tra gli studenti. Per il futuro c’è l’intenzione dell’azienda di «sviluppare convenzioni con le scuole primarie e secondarie e istituti specializzati per sostenere e portare avanti questa attività di divulgazione e formazione relativa a un settore in costate crescita e con grandi potenzialità per l’economia locale e nazionale».

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