Mare: forte dei marmi

Arabi, russi, americani: la perla della Versilia fa il pieno di stranieri

In una estate difficile per le località balneari, la destinazione toscana non ha accusato difficoltà grazie agli arrivi dall’estero

di Silvia Pieraccini


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Forte dei Marmi

4' di lettura

Sono rimaste in poche, le località balneari italiane considerate esclusive, riservate, sicure, cool e trendy. E una di queste, anzi quella che negli anni ha guadagnato fascino e allure rispetto alle altre, è Forte dei Marmi, la perla della Versilia incastrata tra il mare e le Alpi Apuane, amata da artisti, imprenditori, intellettuali e da tante generazioni di famiglie lombarde e toscane che qui hanno trascorso intere estati. Ora le abitudini sono cambiate, le vacanze sono diventate più corte e spezzettate, ma il Forte, come lo chiamano tutti, brilla ancora, inossidabile a attraente. Ben posizionato in quel segmento lusso (le case costano 10mila euro al metro quadro) a cui tutti, nella moda come nella meccanica, ambiscono.

L'estate 2019, che sulle spiagge toscane ha visto cali compresi tra il 10 e il 20%, qui è passata senza lasciare danni. Certo, giugno è andato malino, luglio poteva andare meglio, ma ad agosto si è visto il “tutto esaurito” che ha fatto tornare il sorriso agli operatori turistici, anche perché ci sono state tante, tantissime presenze estere. «Se dieci anni fa mi avessero detto che a metà agosto avrei avuto l’albergo pieno al 70% di stranieri non l’avrei mai creduto», dice Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Forte dei Marmi e vicepresidente nazionale dell’associazione. Che sintetizza: «Abbiamo tenuto senza ripetere l’exploit del 2017».

La certezza è che anche il turista del Forte sta cambiando, e sta diventando sempre più internazionale, con la prospettiva – vista con favore - di accrescere sempre più gli investimenti esteri sulla cittadina. «Quest’anno c’è stato il sorpasso, gli stranieri hanno superato gli italiani e raggiunto il 55%», certifica Corchia. In testa ci sono sempre i russi (o delle ex repubbliche sovietiche), che sono stati i primi a scoprire il Forte e che, dopo la grande crisi del rublo e la sparizione collettiva, ormai da un paio d’anni sono tornati in massa, forse più di prima. E stanno investendo: comprano alberghi (come il Paradiso al Mare e l’Alcione, in mano a una famiglia ucraina che dovrebbe ristrutturarli) e stabilimenti balneari, come ha fatto il tycoon russo Oleg Tinkov, sponsor della squadra di ciclismo Tinkoff, che dopo aver realizzato il boutique hotel ribattezzato “La Dacha” ha comprato un “bagno” cui ha dato lo stesso nome. Ora si sussurra che altri russi stiano per comprare il “Beach”, lo stabilimento balneare al Cinquale, al confine del Forte, con discoteca, palestra e, soprattutto, pontile e marina pronti ad accogliere (in parte lo fanno già) i tender dei grandi yacht ancorati al largo. Una spiaggia per armatori, insomma, ricca di servizi a mare che sono una delle carte vincenti del Forte.

Accanto ai russi quest’anno sono cresciuti gli arabi: «Mai visto tante donne velate come durante questa estate», dicono al Forte. E – sorpresa delle sorprese – sono arrivati gli americani che in Versilia in passato erano sempre venuti poco, tuttalpiù frequentando Pietrasanta per l’offerta di gallerie d’arte per poi virare verso le amate Cinque Terre. E invece quest’anno gli americani si sono fermati al Forte, per la gioia di albergatori e ristoratori. Sarà stato il tenore Andrea Bocelli, che qui abita e che ogni anno porta decine di facoltosi americani a cena nella sua villa sul lungomare per l’evento benefico della Celebrity Fight night; oppure il fascino del grande Michelangelo, che sulle Apuane veniva a scegliere i blocchi di marmo per le sue sculture e che periodicamente “ritorna” in film e cortometraggi internazionali: fatto sta che tra i tavoli e le vetrine si è sentito parlare inglese come mai prima d’ora.

Ma se il Forte continua ad attrarre con le sue biciclette, mezzo privilegiato per spostarsi, e la sua storica “Capannina” (ha compiuto 90 anni) dove vanno a ballare insieme teenager e ultrasessantenni, e se è riuscito a risollevarsi dalla tempesta di vento che quattro anni fa spazzò via centinaia di pini e di alberi, ripiantumando e riabbellendo, questo non significa che tutto vada bene.

Alcune cose vanno migliorate. A partire dalla durata della stagione. «Ormai il turismo si concentra in due mesi, che non possono bastare per sostenere la città», dice il sindaco Bruno Murzi, un cardiochirurgo pediatrico di fama prestato alla politica, che ha le idee molto chiare su dove deve andare il turismo della Versilia. Natale e Pasqua stanno già diventando delle “finestre” turistiche importanti, ma la vera sfida è attirare vacanzieri dai Paesi freddi, che possono apprezzare il nostro mare di primavera. «Dobbiamo cercare di attrarre i turisti del Nord Europa – dice Murzi – e per questo sarà molto importante l’Ambito turistico della Versilia, che stiamo creando con la Regione: il Comune di Forte dei Marmi è capofila di sette amministrazioni che lavoreranno insieme alla promozione dell’area». E la promozione secondo Murzi dovrà essere innanzitutto nei Paesi del Nord Europa: «A quel punto occorrerà parlare con gli operatori turistici locali e convincerli ad aprire le strutture anticipatamente, già in maggio. Bisogna osare, innovare, adattarsi: non snaturarsi ma essere al passo con i tempi». Cambiare le abitudini non sarà facile, ma il Forte punta a farcela.

L’altro problema da risolvere è quello dei collegamenti, o delle “connessioni” come le chiama il sindaco. La vicinanza dell'aeroporto di Pisa non basta, serve anche un miglioramento del collegamento ferroviario con Firenze (dal capoluogo toscano al Forte si impiega 1 ora in auto e 2,5 ore in treno). «I trasporti sono uno degli elementi fondamentali del turismo – conclude il sindaco – sono favorevole all'ammodernamento dell’aeroporto di Firenze ma va velocizzata al più presto la linea ferroviaria per il mare».

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