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Arabia felix, l’arte renderà bella la penisola

di Giuditta Giardini


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8' di lettura

In contemporanea con il Metropolitan Museum dove è in corso la mostra In «Praise of Painting: Dutch Masterpieces at the Met» (fino ad ottobre 2020), dal 14 febbraio 2019 il Louvre Abu Dhabi ospiterà la mostra dedicata a «Rembrandt, Vermeer & the Dutch Golden Age: Masterpieces from The Leiden Collection and the Musée du Louvre». Le opere provenienti dalla città olandese di Leiden arrivano direttamente dall' Hermitage di San Pietroburgo dove si è appena chiusa « The Age of Rembrandt and Vermeer: Masterpieces of The Leiden Collection ». Si dovrà, invece, ancora aspettare per l'esposizione del «Salvator Mundi» di Leonardo, che, dopo il rinvio della mostra prevista lo scorso novembre, ha fatto perdere le sue tracce. Tralasciando le varie teorie di complotto, indiscrezioni vogliono che il quadro sia già nei magazzini del museo e che si attenda il “momento giusto” o l'“esposizione giusta” per farlo uscire fuori. Questo momento potrebbe arrivare nel maggio 2019, nella ricorrenza dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, nato il 2 maggio 1519. Nel frattempo nella sala del museo dedicata all'Umanesimo è presente la «Belle Ferronnière» di Leonardo, - spaesata e malamente illuminata – è un prestito del “museo madre” di Parigi. A garantire la stretta collaborazione tra Emirati Arabi Uniti (EAU) e Francia è Agence France-Muséums , attiva dal 2007, che mette a disposizione delle autorità arabe le competenze degli esperti francesi nei settori di gestione del patrimonio culturale, programmazione, progettazione urbanistica e museografia, progetti multimediali e gestione dei prestiti da musei, collezioni, esposizioni francesi nonché supporto nello sviluppo delle politiche museali. L'Agence France-Muséums riunisce le principali istituzioni partner del Louvre Abu Dhabi, tra cui il Louvre di Parigi, il Centre Pompidou, il Museo d'Orsay, l'Orangerie, il Museo di Rodin, la Biblioteca nazionale di Francia, il Museo du quai Branly-Jacques Chirac, la Reggia di Versailles e lo Château di Fontainebleau.

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I musei degli EAU. Il Louvre AD si trova nella capitale culturale degli EAU, sull'isola di Al Saadiyat (in arabo “luogo di illuminazione”). Situata a soli sette minuti dal centro di Abu Dhabi e a 20 minuti dall'aeroporto internazionale, in 27 km quadrati e 500 metri di costa, tra qualche anno, l'isola ospiterà la più grande concentrazione al mondo di beni culturali di pregio ripartiti principalmente tra il Zayed National Museum, il Louvre Abu Dhabi e il Guggenheim Abu Dhabi, tutti spazi progettati da vincitori del premio Pritzker (premio assegnato ogni anno per onorare il talento di un architetto vivente). Oggi soltanto l'avamposto arabo del Louvre è aperto al pubblico. La costruzione degli altri due centri, inizialmente prevista per il 2017, è stata posticipata a data da definirsi. Sembra che i fondi inizialmente stanziati dal governo siano stati impiegati per la guerra in Yemen e si dovrà attendere ancora qualche anno. La rivoluzione culturale in atto interessa anche gli acquisti in asta; secondo Sotheby's , nel 2017, il numero di clienti mediorientali che hanno partecipato alle vendite internazionali è aumentato del 76% rispetto ai precedenti cinque anni, e l'interesse dagli Emirati Arabi Uniti del 157%. Questo mecenatismo unito alla concentrazione di opere d'arte nella penisola avrà forse la forza di invertire il trend negativo delle aste che hanno visto un calo del 63% nelle vendite degli artisti locali (ArTactic 2018).

È positivo il bilancio per il 2018 del Louvre AD, che nel primo anno di vita ha totalizzato la presenza record di oltre un milione di persone. Benché il museo vanti una sua collezione indipendente, essa è continuamente arricchita con prestiti dei musei-partner della capitale francese, provenienti attualmente per la maggior parte dal Louvre di Parigi e dal Museo del Quai Branly. Tra le opere concesse da quest'ultimo compaiono alcuni pezzi (come la tavola raffigurante l'Oba del Benin tra musicisti e guerrieri) rientranti nel progetto di restituzione alle colonie francesi dei loro tesori indetto dal governo francese e che quindi, con buona probabilità, saranno rispedite al mittente.

Percorrendo i “dodici capitoli” (così sono chiamate le gallerie del museo) appare chiara la scelta curatoriale di disporre le opere per temi e non per aree geografiche che si sposa con una visione dell'espressione artistica come fenomeno condiviso ed innato nei popoli, che ha portato grandi culture a produrre allo stesso tempo opere simili e concetti analoghi.
Guggenheim AD. Pur senza quattro mura, ancora in costruzione, il Guggenheim AD vanta già una sostanziosa collezione cominciata nel 2009 ed esposta periodicamente presso il centro culturale Manarat Al Saadiyat di Abu Dhabi situato anch'esso sull'isola. Attualmente il centro espositivo ospita la mostra « geteway2018» dai toni insolitamente politici (fino il 29 gennaio) e una bella retrospettiva dell'artista locale, Andul Qader Al Rais, dal titolo “50 Years of Art”. La mostra, che mette insieme cinquant'anni di opere dell'artista: dai primi periodi figurativi fino alla più recente svolta grafica, è curata dal Senior Project Manager del Guggenheim AD, Maisa Al Qassimi, e dall'Assitant Curator, Sara Bin Safwan. Il progetto è patrocinato dal Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi (DTC-AD), che negli ultimi anni sta avendo un ruolo chiave nello sviluppo e promozione del patrimonio artistico della capitale degli Emirati anche attraverso la coordinazione delle attività ripartite tra i poli museali.

L' AD Performing Arts Centre opera della fu architetto e designer irachena, Zaha Hadid, ancora in costruzione, avrà sede anch'esso nel distretto culturale di Al Saadyiat. Il Centro è uno spazio multifunzionale che ospiterà sale da concerto, un teatro d'opera, un teatro drammatico, spazi per spettacoli sperimentali e un'accademia di arti performative. Il centro è già di per sé un'opera d'arte: il design esterno, come quello interno, è ispirato a temi naturali: foglie, steli, gemme, frutti e rami. Gli spazi chiusi sono stati creati per massimizzare l'uso di energia naturale; enormi finestre sono state orientate per catturare al meglio la luce del sole, lo stesso vale per gli spazi disposti per migliorare l'acustica. I teatri e le lobby aprono sul mare per mantenere un costante contatto visivo con l'ambiente circostante.
Il Zayed National Museum ideato da Fosters Partners – attualmente in costruzione - riunisce assieme la funzione di museo e memorial in ricordo dello Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, primo presidente nonché fondatore degli EAU. Le gallerie sono nascoste all'interno di un cumulo di terra che riproduce astrattamente la topografia degli emirati, sopra di questo si stagliano strutture aerodinamiche a vela, visibili all'esterno, che coinvogliano luce, calore ed energia all'interno della struttura. Gli elementi naturali sono fusi con simboli della tradizione celebrando la visione del mondo dello Sceicco Zayed.
Un altro polo in costruzione è il Maritime Museum che insisterà anch'esso sull'isola di Al Saadyiat e celebrerà il patrimonio culturale marittimo della città e la sua millenaria relazione con il mare (III secolo a.C.). I musei dedicati alla navigazione sono un vero lusso anche in Europa in quanto pochissime testimonianze sono giunte fino a noi della vita della povera gente di mare. Il design rigoroso dell'involucro è opera dell'architetto Tadao Ando. La struttura unisce le sale con la luce e l'acqua, che entrano ed escono fondendo l'interno con l'esterno e facendo del desgin del museo l'opera d'arte principale.

Dubai. L'emirato arabo di Dubai, diventato con Art Dubai il mercato d'arte principale degli Emirati, si prepara all'Expo 2020, nel cinquantenario della fondazione degli EAU; il tema scelto non è causale e sarà “connecting minds, creating future” (collegare le menti, creare il futuro). Il padiglione degli Emirati, il più atteso, è stato disegnato da Santiago Calatrava e sorgerà al centro dei 500 acri di terreno dedicati all'esposizione universale. In vista di Expo, nella capitale dell'emirato di Dubai stanno sorgendo nuovi edifici con cadenza mensile; tra quelli in costruzione meritano di essere ricordati il tondeggiante Museo del Futuro e l'Opus, che non sarà un centro espositivo, ma l'unica opera di Zaha Hadid, “la regina della curva”, presente in città.
Il Museo del futuro , che aprirà i battenti (si dice) nel 2019, sarà il più grande incubatore di innovazioni esistente al mondo. La struttura, situata nell'area della Emirates Tower, vicino alla trafficata arteria Sheikh Zayed che taglia la città, è stato commissionata dal visionario presidente e premier degli Emirati Arabi Uniti nonché governatore di Dubai, lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, e progettato dall'architetto Shaun Killa. Dal 2014 il museo ha organizzato esposizioni tenutesi presso il World Goverment Summit in Dubai, in cinque anni i temi affrontanti sono stati: i servizi del futuro, la città intelligente, vita meccanica, il cambiamento climatico re-immaginato nella Dubai 2050 e quest'anno l'intelligenza artificiale. Il museo sarà anche sede del programma Future Accellerator della durata di quattro settimane.
L'Opus, che aprirà al pubblico alla fine di questo mese o all'inizio di febbraio 2019, è la prima ed unica opere di Zaha Hadid a Dubai, il progetto è stato lanciato due anni dopo la scomparsa dell'architetto e realizzato da O mniyat Properties. All'interno dell'edificio cavo si troveranno residenze private, uffici, un nightclub, 12 ristoranti, un rooftop bar e, nel cuore del palazzo, un boutique hotel a cinque stelle, ME il primo hotel della catena Melia Hotel, dotato di 100 camere, 60 appartamenti lussuosi, piscina, palestra e lobby futuristica (immagine). Tra gli altri progetti dell'architetto iracheno in medio oriente vanno enumerati il ponte Sheikh Zayed di Abu Dhabi e lo stadio Al Wakrah Stadium in Qatar.

Dhahran. In Arabia Saudita, nella città della provincia orientale, Dhahran, è stato inaugurato il grandioso King Abdulaziz Centre for World Culture, detto “Ithra”. Nel 2007 gli architetti Snøhetta, con il loro ambizioso progetto, si sono aggiudicati il bando per la realizzazione del museo indetto dalla compagnia petrolifera Saudi Aramco con l'intento di incoraggiare lo sviluppo culturale del Regno saudita. Il centro è dotato di un museo per la promozione dell'arte locale, un museo per bambini, un laboratorio sperimentale, un cinema e un auditorium capace di ospitare 930 visitatori per eventi come opera, concerti sinfonici, musical e conferenze. Si trovano all'interno del centro anche archivi e biblioteca con più di 200.000 volumi, the great exhibition hall e la Knowledge Tower, che perseguono la missione di illuminare, ispirare e catalizzare il potenziale dei talenti del Regno. Gli architectural concept su cui si fonda l'idea e il design sono sei: il passato e il futuro, l'introverso ed l'estroverso, il contenitore di conoscenza, la diversità e l'unità, il lavoro di squadra e l'energia. Purtroppo per chi non possieda un visto lavorativo l'accesso al paese è ancora interdetto, ma c'è speranze che le cose cambino rapidamente.

Qatar. Già da tempo ospita il Qatar Museums , polo che funge da centro unificatore per tre musei e centro di propulsione artistica per le generazioni del futuro in linea con i traguardi culturali della Vision 2030 dello Stato. Questi musei sono il Museo dell'Arte Islamica , il MATHAF : museo arabo di arte moderna e il Museo Nazionale del Qatar . Le priorità del polo museale sono quelle di portare l'esperienza culturale fuori dalle quattro mura, coltivare i talenti emergenti e creare le giuste condizioni affinché la creatività e il talento possano esprimersi ispirando le prossime generazioni. Il centro cerca altresì di stabilire una piattaforma per dar voce al Qatar ed avere un impatto nel mondo. La gestione è in mano a sua eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad hin Khalifa Al Thani, presidentessa del board del museo ed anche del Doha Film Institute e Reach Out Asia. Attualmente sono esposti presso il MATHAF: «Revolution Generations» e la personale di Mounira Al Solh: «I strongly believe in our right to be frivolous» e presso il Museo di Arte Islamica è rappresentata la mostra «Syria Matters» fino al 30 aprile 2019.
Il 28 marzo di quest'anno è prevista l'apertura al pubblico del National Museum of Qatar, basato a Doha, che racconta la storia del Qatar e del suo popolo. La struttura del museo ruota attorno ad un punto centrale costituito dal restaurato palazzo di Sheik Abdullah bin Jassim Al Thani (1870-1957), figlio del fondatore del moderno stato del Qatar. Come il Louvre AD, anche il progetto del National Museum di 40 mila m2 si deve all'architetto francese Jean Nouvel. Il design dinamico assomiglia ad una rosa del deserto ed è evocativo del paesaggio del Qatar e, allo stesso tempo, della storia della nazione. Tra i lavori di arte contemporanea commissionati per il museo ci sono le sculture «Gate of Sea» dell'artista siriano Simone Fattal che evocano i petroglifi trovati nel sito di sculture di pietra di Al Jassasiya.

PS: in una prima versione del pezzo si era parlato del Salvator Mundi come di una scultura

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