MEDIO ORIENTE

Arabia Saudita, drone dei ribelli houthi su maxi-pozzo petrolifero

Un attacco con droni a un giacimento petrolifero dell’Arabia Saudita ha provocato un incendio, ora sotto controllo. L'attacco è stato rivendicato dai ribelli Houthi filo-iraniani dello Yemen. Lo ha confermato la tv di Stato saudita


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1' di lettura

Un attacco con droni a un giacimento petrolifero dell’Arabia Saudita ha provocato un incendio, ora sotto controllo. L'attacco è stato rivendicato dai ribelli Houthi filo-iraniani dello Yemen. Lo ha confermato la tv di Stato saudita.

L'incendio ha colpito il giacimento di petrolio e gas di Shaybah, che produce circa un milione di barili di petrolio al giorno. Il campo si trova nel “quarto vuoto” della penisola arabica, un deserto di sabbia dove le temperature raggiungono regolarmente i 50 gradi centigradi. Il sito si trova anche a pochi chilometri dal confine degli Emirati Arabi Uniti e a circa 1.200 chilometri dal territorio controllato dai ribelli nello Yemen, alla portata dei droni degli Houthi.

Un portavoce militare degli Houthi ha detto che il gruppo ha preso di mira il campo petrolifero di Shaybah con 10 droni, in quello che ha detto è stato definito il «più grande attacco al cuore» del regno.

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Il ministro dell'energia saudita Khalid al-Falih ha definito il giacimento Shaybah una «struttura vitale». «L'obiettivo di questo attacco è la sicurezza dell'approvvigionamento globale di petrolio, non solo del regno; costituisce una minaccia per l'economia globale», ha detto nei commenti pubblicati dall'agenzia di stampa saudita ufficiale.

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