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Aramco, l’Ipo diventa locale: niente roadshow in Occidente

di Sissi Bellomo


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(AFP)

2' di lettura

L’Ipo di Saudi Aramco non è più l’evento internazionale che Riad aveva sognato. La quotazione della compagnia petrolifera non solo avverrà esclusivamente sul listino locale, il Tadawul, ma avrà dimensioni più limitate rispetto alle aspirazioni iniziali e farà a meno dei grandi investitori stranieri.

Subito dopo aver definito una forchetta di prezzo inferiore alle attese – che valuta Aramco al massimo 1.700 miliardi di dollari invece dei 2mila auspicati in precedenza – i sauditi hanno cancellato quasi tutti gli appuntamenti del roadshow, che sarebbe dovuto partire lunedì 18 toccando tutti i maggiori centri finanziari.

I dirigenti di Aramco non faranno tappa a Londra, né a New York e nemmeno nelle piazze asiatiche come Tokyo, Hong Kong e Singapore, che fino a pochi mesi fa scalpitavano per ospitare la fase due dell’operazione, quella che avrebbe previsto il collocamento su una grande Borsa internazionale.

Il piano oggi è scomparso dall’orizzonte, insieme all’interesse di banche, fondi e altri investitori istituzionali del mondo capitalista. E Riad si è rassegnata a un mini-roadshow,nel mercato domestico (dove il successo dell’Ipo è scontato) e nei Paesi alleati del Golfo Persico: Emirati arabi, Kuwait, Oman, Bahrein.

Anche sulle dimensioni dell’operazione la casa reale saudita ha dovuto fare molti passi indietro rispetto agli obiettivi che il principe ereditario Mohammed Bin Salman aveva sbandierato fin dal primo annuncio dell’Ipo, nel lontano 2016.

Sul mercato non finirà il 5% ma appena l’1,5% di Saudi Aramco (tutto sul Tadawul e con uno 0,5% di capitale riservato al pubblico retail saudita) e l’operazione frutterà circa un quarto di quanto Riad avesse inizialmente sperato.

Il prezzo di offerta delle azioni, secondo la forchetta comunicata domenica 17 novembre, sarà di 30-32 riyal (8-8,52 dollari), dunque nelle casse dello Stato arriveranno tra 24 e 25,6 miliardi di dollari invece dei 100 miliardi auspicati in origine. E la valutazione complessiva della compagnia sarà compresa tra 1.600 e 1.700 miliardi di dollari.

Potrebbe ancora essere un’Ipo da record: il primato da battere, della cinese Alibaba, è di 25 miliardi raccolti nel 2014. E comunque vada Saudi Aramco potrà fregiarsi del titolo di società a maggior capitalizzazione nel mondo: Apple, l’attuale numero uno, non supera 1.200 miliardi di dollari.

Riad tuttavia non potrà brindare al pieno successo dell’operazione, nemmeno se – come probabile – riuscirà a portare dalla sua parte qualche fondo sovrano: dietro le quinte ci sono stati parecchi incontri in Russia e in Cina, dove l’interesse politico potrebbe spingere a superare ogni eventuale perplessità di ordine finanziario.

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