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Arcaplanet investe 150 milioni su nuovi punti vendita e digitale

di Raoul de Forcade

Omnicanalità. Arcaplanet ha una grande rete di punti vendita ma offre anche ai clienti la possibilità di acquistare online e di ricevere i prodotti a casa o di ritirarli in negozio

3' di lettura

La ligure Arcaplanet, primo player in Italia, quanto a fatturato, nella distribuzione di prodotti per animali domestici, dopo aver portato a compimento, sabato scorso, l’integrazione con il brand tedesco Maxi Zoo (che gli ha ceduto i negozi in Italia), mira a incrementare i punti vendita, in particolare al Sud, per passare dagli attuali 490 a 700 entro il 2025. Un’operazione che prevede fino a 1.500 assunzioni e su cui la società investirà circa 100 milioni di euro (per la sola parte immobiliare), ai quali si aggiungono 50 milioni per implementare la digitalizzazione.

A raccontare i progetti dell’azienda è Nicolò Galante, ad di Arcaplanet dall’aprile di quest’anno, dopo l’uscita di scena del fondatore della società, Michele Foppiani. L’impresa di Carasco (nel Chiavarese) dal 2021 ha come azionista di maggioranza il fondo Cinven (subentrato a Permira), mentre una partecipazione di minoranza è detenuta dal gruppo tedesco di pet care Fressnapf, proprietario dell’insegna Maxi Zoo.

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«L’1 ottobre scorso - afferma Galante - abbiamo chiuso l’operazione di connessione fra i 400 punti vendita Arcaplanet e i 150 del concorrente Maxi Zoo, che proseguiranno le vendite col nostro marchio; un’operazione che segna anche l’uscita dal mercato italiano di Fressnapf. Al netto di 61 esercizi che abbiamo dovuto cedere, dietro richiesta dall’Autorità garante della concorrenza, per acquisire quelli di Maxi Zoo, arriviamo a 489 negozi. Ma contiamo di salire ancora, a più di 500, già entro fine anno».

Galante, infatti, ha un ambizioso progetto di sviluppo dell’azienda, che si articola su diversi livelli. «Avevamo due imprese concorrenti - prosegue - e ora ne abbiamo una sola con 2.700 addetti: con la fusione abbiamo acquisito un migliaio di persone. E se nel 2021, che già era stato un anno straordinario, come il 2020, perché con la pandemia è cresciuta l’attenzione per gli animali domestici, abbiamo raggiunto 400 milioni fatturato, per la fine del 2022 contiamo di toccare una cifra superiore ai 500 milioni e vicina ai 600». Del resto, continua l’ad, «il nostro primo obiettivo (ma non il solo, come vedremo, ndr) è sviluppare la rete italiana di Arca, in particolare al Sud. Perché siamo molto presenti fino a Roma e meno nel Mezzogiorno, anche se in negozi che sono in quell’area offrono performance molto buone. Da qui al 2025, insomma, vogliamo passare da 500 punti vendita a 700, ma senza fare ulteriori operazioni di acquisizione. Intendiamo semplicemente aprire 200 nuovi negozi in varie aree geografiche, nei quali lavoreranno da 1.200 a 1.500 persone in più. L’investimento previsto, per la sola acquisizione dei punti vendita, è di circa 100 milioni di euro nell’arco di tre anni».

Dopo l’Italia, dice Galante, «ci piacerebbe vedere se il nostro modello, di successo a livello nazionale, può essere vincente anche all’estero. Intendiamo, quindi, allargare il territorio di espansione a Paesi vicini. In Svizzera abbiamo già due punti vendita ma puntiamo ad espanderci nell’area mediterranea dell’Europa. In Ue, peraltro, non esiste, nel pet care, un player sovranazionale di riferimento: c’è Pets at Home in Uk, Fressnapf nell’area tedesca, altri nella penisola iberica, noi in Italia. Bisogna vedere, quindi, chi riuscirà a proporsi con una formula vincente fuori dalle proprie frontiere. Noi stiamo studiando i punti di forza dei migliori player europei per farli nostri: Pets at Home, ad esempio, è efficace nel digitale e sui servizi, mentre Fressnapf lo è nei prodotti col proprio marchio. Mettere insieme questi diversi punti di eccellenza può dare un mix vincente». E proprio su questo mix vuole concentrarsi Galante, che chiosa: «Dall’anno prossimo cominceremo a identificare i Paesi esteri in cui crescere». L’ad non esclude di arrivare, un giorno, anche oltreoceano: «Dipenderà molto da come andrà Arcaplanet nei Paesi europei in cui entrerà».

Proprio per seguire la strategia descritta, Arca si concentrerà anche sulla digitalizzazione. «In tre anni - sottolinea - investiremo 50 milioni di euro sul digitale, che saranno indirizzati su tecnologie e promozione nonché assunzione di risorse umane esperte in dati, e-commerce e social network; ma anche tecnici per sviluppare software e hardware. Siamo già il player del settore più in crescita online: abbiamo totalizzato +50% rispetto al 2021 e offriamo ai nostri clienti, se vogliono, la possibilità di ritirare anche in negozio quanto acquistano su web. Il nostro obiettivo, però, è offrire sempre più servizi e vogliamo sviluppare una app che consenta, ad esempio, di trovare facilmente un hotel pet friendly o un veterinario vicino. Insomma, vogliamo capire, e andare incontro, ai bisogni di chi ha animali».

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