l’incontro con i sindacati

ArcelorMittal avvia la procedura per riconsegnare impianti e dipendenti allo Stato

ArcelorMittal, tramite l'ad Lucia Morselli, ha comunicato ai sindacati un altro passaggio cruciale che si iscrive nella stessa linea di disimpegno

di Domenico Palmiotti


ArcelorMittal restituisce l’Ilva allo Stato italiano

3' di lettura

Dopo la lettera in cui annuncia ai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria di volersi tirare fuori dalla gestione del gruppo siderurgico, martedì sera ArcelorMittal, tramite l'ad Lucia Morselli, ha comunicato ai sindacati un altro passaggio cruciale che si iscrive nella stessa linea di disimpegno.

Al via la procedura
Mercoledì ArcelorMittal avvierà la procedura tecnica con cui impianti siderurgici e personale assunto un anno fa - 10.700 dipendenti totali, di cui 8.200 a Taranto - vengono riconsegnati in blocco all'amministrazione straordinaria. Allo Stato quindi.

Mercoledì il vertice azienda-Conte
ArcelorMittal va dunque avanti, nonostante mercoledì gli stessi vertici dell'azienda incontreranno a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte.

«Sono stati conseguenziali alla lettera di recesso - annuncia Antonio Talò, segretario Uilm Taranto -. Ci hanno detto che loro mercoledì mattina aprono la procedura di passaggio, di cessione di ramo di azienda, così come era scritto nella lettera di lunedì».

«Ci hanno anche detto - aggiunge Talò - che loro, sino all'ultimo minuto in cui staranno qui, continueranno sia a pagare, ovviamente, gli stipendi ai lavoratori (ma questo mi sembra il minimo), sia a a fare tutte quelle operazioni propedeutiche al mantenimento degli impianti».

Una decisione già presa
Per Talò, «sono passati dalla ordinaria degli impianti al fatto che comunque continueranno a tenere in marcia gli impianti». «Abbiamo la sensazione - spiega Talò - che aprire la procedura, che era nelle cose scritte lunedì, vuol dire qualcosa. Perché così in fretta poi? Potevano aspettare qualche giorno. In 30 giorni si potevano fare tante procedure. È evidente che così danno almeno il segnale che la loro decisione è stata già presa. Abbiamo infatti chiesto a Morselli se il dado è tratto. Ma ci ha detto diplomaticamente - rivela Talò - che non sta a lei decidere queste cose. E al momento non c'è questo».

«Secondo noi - sostiene Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl Taranto - l'apertura della procedura poteva essere fatta successivamente, visto che anche l'ad Morselli ha dichiarato che l'incontro col presidente Conte sarà importante».

«Con la procedura che si apre - sottolinea il segretario Fim Cisl Taranto - si riconsegnano impianti e lavoratori all'amministrazione straordinaria. Abbiamo manifestato tutte le nostre perplessità e il presidio di mercoledì resta confermato. Alle 11 ci sarà l'incontro con Conte ma nella realtà dei fatti non si sono discostati dalla dichiarazione precedente».

«Hanno detto che aprono la procedura - sottolinea Prisciano - ma non hanno specificato se prima o dopo l'incontro col presidente del Consiglio».

Presidio sindacale davanti all’azienda
In quanto al presidio, si terrà davanti alla direzione ArcelorMittal e sarà costituito da segretari sindacali e delegati di fabbrica. Non ci sarà alcuno sciopero. Il presidio cercherà di sapere come evolverà l'incontro a Palazzo Chigi raccordandosi anche col consiglio di fabbrica del siderurgico che da martedì è convocato in modo permanente proprio per monitorare la situazione.

Verso la protesta dei lavoratori
Probabile che già mercoledì possano essere decise delle iniziative di protesta, tutto dipende da come andrà il vertice Governo-Mittal.

Toccato anche il tema dell'immunità penale, tolta dal decreto legge Imprese e citata dall'azienda come una delle ragioni del disimpegno dal contratto. Rimbalzano a Taranto le notizie di un probabile ripristino dell'immunità per via legislativa (cui, però, l’azienda ha già risposto con uno scenario negativo).

Avverte Giuseppe Romano, segretario Fiom Cgil Taranto: «Ripristinare l'immunità per ArcelorMittal? Le forze politiche che vogliono farlo si mettessero in pace col cervello».

Incombe la questione dell’altoforno 2
«Sino alla settimana scorsa - aggiunge Romano - hanno votato quel decreto, adesso, abbiamo appreso, hanno proposto nuovamente questo emendamento. Ci dicessero, una volta per tutte, quale è la linea politica definitiva di questo Governo. L'immunità potrebbe far cambiare idea a Mittal? Non è scontato - osserva Romano - perché come previsto dalla procedura di cessione, non c'è solo la questione dei rami di azienda. Anche al tavolo è stato evidenziato che c'è la questione, molto pesante, dello spegnimento dell'altoforno 2 che potrebbe trascinarsi anche gli altri due altiforni e quindi la situazione è abbastanza complicata».

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