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ArcelorMittal, Comune Taranto chiede riesame Aia all’Ambiente

di Domenico Palmiotti


3' di lettura

Si apre un nuovo fronte per ArcelorMittal Italia. Il Comune di Taranto ha spedito al ministero dell'Ambiente una richiesta di riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata per l'esercizio produttivo dell'acciaieria. Il passo del Comune è da mettere in relazione ai poteri di autorità sanitaria locale attribuiti al sindaco. E la richiesta di riesame verterebbe proprio sugli aspetti sanitari e di tutela della salute. Una possibilità, questa, prospettata già all'indomani della presentazione, avvenuta ai primi di aprile, del rapporto congiunto di Ispra e Arpa Puglia. Che si diceva in quel rapporto? Nel 2017 e 2018 «isultano rispettati i valori limite per Pm10, Pm2.5, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio e biossido di zolfo» e «del valore obiettivo per benzopirene, nichel, arsenico, cadmio e piombo». Inoltre emerge nel quinquennio 2014-2018 «una riduzione dei livelli di benzoapirene» e sempre in questi anni «non si sono registrati superamenti dei valori limite per la protezione della salute umana per il Pm10, per il Pm2.5 e del valore obiettivo per il benzoapirene». Tuttavia, si evidenzia nel rapporto, per le diossine, se i primi due anni di misurazioni (dopo l'attivazione dal 2016 del campionamento in continuo delle emissioni convogliate di diossina sul cammino E312 dell'Agglomerato 2) hanno mostrato un sostanziale rispetto del limite, 0,3 nanogrammi per normale metro cubo, nel 2017 è stato riscontrato un valore di 1,54 nanogrammi. Quantità non più rilevata da oltre un lustro - hanno scritto Ispra e Arpa Puglia - a dimostrazione che l'impianto è ancora in grado di generare emissioni particolarmente rilevanti. E ancora, sempre per le diossine, Ispra e Arpa Puglia hanno detto che la rete deposimetrica esterna alla fabbrica ha evidenziato che dal 2013 al 2017 i livelli sono gradualmente diminuiti ma negli ultimi due anni si è registrato un lieve aumento per tutte le postazioni. In particolare, per un deposimetro, quello di masseria Carmine, dove anni fa furono abbattute pecore e capre perché contaminate dagli inquinanti, si è registrato un aumento significativo per il periodo giugno-ottobre 2018 che ha riportato la media annuale agli stessi ordini di grandezza pre-2012, l'anno del sequestro degli impianti. Analoghi picchi riscontrati anche all'interno della fabbrica, in particolare per la postazione cokeria. Ai primi di marzo era stata la Regione Puglia a chiedere il riesame dell'Aia, chiedendo anche il dimezzamento della produzione autorizzata, ma il ministero dell'Ambiente l'ha respinta affermando che prima la Regione doveva predisporre il piano della qualità dell'aria. Ne è nato anche uno scontro tra il governatore Michele Emiliano e il ministro Sergio Costa.
Intanto si registrano due avanzamenti per le opere ambientali. Il primo riguarda l'installazione dei nuovi filtri a manica sul camino E312 - il più alto della fabbrica - per catturare le polveri e le diossine e ridurre quindi le emissioni, il secondo, invece, il completamento al 50 per cento della pavimentazione del parco loppa. Sui filtri, il processo Meros, sviluppato da Siemens, aiuterà a diminuire le emissioni generate dal processo di agglomerazione. Inizialmente Arcelor Mittal aveva proposto un sistema di filtri ibridi al posto di quelli Meros, poi ha convenuto sulla scelta già fatta anche perché una tecnologia diversa avrebbe comportato un più lungo percorso autorizzativo. L'ultima conferenza di servizi svoltasi al ministero dell'Ambiente ha dato un sostanziale via libera all'installazione dei filtri. Si tratta solo di completare un approfondimento urbanistico chiesto dal Comune di Taranto e per questo ci si è riaggiornati a giugno, ma la strada è in discesa. Disco verde anche dall'Arpa Puglia che ha trasmesso il suo parere alla Regione. In sostanza l'Arpa dice che va bene la tecnologia Meros, al momento è la più avanzata, ma dato l'ok all'installazione bisognerà poi accelerare la realizzazione dell'opera (attesa già da marzo 2016 secondo Peacelink), monitorare sia l'uso degli additivi da aggiungere che il raggiungimento degli obiettivi (per le diossine, 0,1 nanogrammi per normal metro cubo di aria) e controllare come e dove avviene lo smaltimento delle polveri. Insieme alla copertura dei parchi (al 50 per cento quello minerali), i filtri al camino E312 costituiscono un altro importante intervento ambientale.
In quanto alla pavimentazione del parco loppa, è pronta al 50 per cento e sarà ultimata a settembre, a meno di un anno dal subentro di Arcelor Mittal - rileva l'azienda - e in linea con i tempi dell'Addendum ambientale. Previsto anche il barrieramento su tutto il perimetro dell'area in modo da ridurre al massimo la dispersione delle polveri. E si farà l'impermeabilizzazione della superficie con un sistema di raccolta delle acque piovane e di quelle provenienti dalla loppa stessa. Tra suolo, aria e acqua, sono 69 i progetti in campo con più di un miliardo di investimenti entro il 2023 e, commenta Arcelor Mittal, «stiamo rispettando tutte le scadenze».

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