SIDERURGIA

ArcelorMittal incrementa gli utili e mette a budget 400 milioni di investimenti per l’ex Ilva

di Matteo Meneghello


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2' di lettura

ArcelorMittal chiude un 2018 in forte crescita, nonostante il calo della produzione e delle spedizioni. L’utile operativo è stato di 6,53 miliardi di dollari (+20,3% annuo), di cui 1,04 miliardi nel quarto trimestre dell’esercizio appena concluso (-15,6%) e un Ebitda rispettivamente di 10,26 miliardi (+22,1%) nell’anno e di 1,95 miliardi nel periodo (-8,9%).

Il risultato netto è di 5,14 miliardi (+12,7% sui 4,56 miliardi del 2017), di cui 1,19 miliardi relativi agli ultimi tre mesi dello scorso anno (1,03 miliardi per pari periodo 2017). Le vendite l’anno scorso sono state pari a 76,03 miliardi (da 68,67 miliardi del 2017), di cui 18,32 miliardi nell’ultimo trimestre (da 17,71 miliardi). Il debito lordo al 31 dicembre è di 12,6 miliardi, che è di 10,2 miliardi nella parte netta, meno dei 10,5 di settembre 2018 e stabile sui 10,1 miliardi di dicembre 2017.

«Il 2018 è stato per ArcelorMittal un anno di slancio positivo, caratterizzato da un importante progresso strategico e finanziario» ha commentato il numero uno Lakshmi Mittal.

ArcelorMittal stima per il 2019 un capex - spese per acquisto, mantenimento o miglioramento degli investimenti fissi - in rialzo a 4,3 miliardi di dollari (dai
3,3 miliardi del 2018), una cifra che include 400 milioni riportati dallo scorso anno, 400 milioni di impatto dell’Ilva e le voci di progetti ad alto valore in Messico e Brasile. La compagnia stima una domanda di acciaio in «leggera» espansione nel 2019, con consegne in aumento sostenute dalla migliorata performance operativa.

Il 2019 sarà un altro anno di crescita della domanda di acciaio anche se non «privo di incertezze» ma ArcelorMittal «è in una posizione di forza e può guardare avanti con fiducia». Lakshmi Mittal ha sottolineato come «il miglioramento strutturale nel settore siderurgico globale, la trasformazione strutturale del bilancio, i miglioramenti del business raggiunti attraverso Action2020 e la ristrutturazione del portafoglio hanno contribuito a rafforzare la posizione di ArcelorMittal. Ciò significa - ha detto - che siamo ben posizionati per portare a termine coerentemente la nostra strategia, investire nel business e far progredire l’azienda indipendentemente dalle prospettive cicliche» che vanno dalle incertezze geopolitiche al rallentamento economico alla disputa commerciale. «Anche se il problema della sovracapacità globale persiste e ci sono rischi macroeconomici ben evidenti prevediamo un’ulteriore, moderata crescita della domanda mondiale di acciaio quest’anno. Avendo notevolmente rafforzato la società negli ultimi anni, siamo in una posizione di forza per generare sani livelli di cassa e prosperare attraverso il ciclo economico» ha concluso.

Proprio ieri l’Ilva in amministrazione straordinaria ha fatto sapere ai sindacati che, a decorrere da gennaio, non potrà più procedere all’anticipazione mensile della Cassa integrazione per i circa 2mila addetti in carico. La Cigs di gennaio è stata autorizzata con il pagamento diretto dell’Inps, a causa dell’incapienza contributiva della società. Ilva in as assicura, nella comunicazione, che «continuerà ad erogare quanto di sua competenza con le consuete tempistiche mensili», lavorando in sinergia con Inps.

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