siderurgia

ArcelorMittal-Invitalia c’è l’ok della Ue, la società può partire

La Commissione ha deciso che l'acquisizione proposta non solleverà problemi di concorrenza, data l'assenza di sovrapposizioni e collegamenti verticali tra le attività delle società

di Domenico Palmiotti

(Afp)

2' di lettura

Con un anticipo di poco più di una settimana (era infatti atteso entro il 10 febbraio), è arrivato il via libera dell'Unione Europea all'accordo, raggiunto lo scorso 10 dicembre, tra ArcelorMittal Italia e Invitalia per una nuova società con l'ingresso dello Stato nel capitale. La Commissione ha approvato l'acquisizione del controllo congiunto di Am InvestCo da parte di Invitalia e ArcelorMittal. La Commissione ha deciso che l'acquisizione proposta (la notifica a Bruxelles è stata fatta il 6 gennaio) non solleverà problemi di concorrenza, data l'assenza di sovrapposizioni e collegamenti verticali tra le attività delle società nello spazio economico europeo.

ArcelorMittal-Invitalia, la lettera della Ue

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L'operazione è stata esaminata nell'ambito della procedura semplificata di revisione della fusione. Il sì della UE ha due effetti immediati: mette in pista la nuova società pubblico-privata e permette ad Invitalia di effettuare il primo investimento nel capitale della società dell'acciaio. Lo scorso 10 dicembre, infatti, a valle di una lunga trattativa durata alcuni mesi e dopo un primo accordo raggiunto lo scorso 4 marzo, si è stabilito che il primo investimento di 400 milioni di euro sarà effettuato da Invitalia entro il 31 gennaio 2021 subordinatamente all'autorizzazione antitrust dell'Unione Europea, che è arrivata, attribuendo a Invitalia il controllo congiunto su AM InvestCo.

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Il secondo investimento fino a 680 milioni di euro sarà invece dovuto al closing dell'acquisto da parte di AM InvestCo dei rami d'azienda Ilva ed è soggetto alla risoluzione di alcune condizioni sospensive, entro maggio 2022, tra cui il dissequestro degli impianti siderurgici di Taranto. A quel punto, la partecipazione di Invitalia in AM InvestCo raggiungerà il 60% mentre ArcelorMittal investirà fino a 70 milioni di euro per mantenere una partecipazione del 40% e il controllo congiunto della società. Il fatto che la nuova società possa operare, consente ora di riprendere il confronto che ArcelorMittal Italia, Invitalia e sindacati avevano avviato nelle scorse settimane.

Tenuti due incontri, senza però entrare nel merito dei vari punti (tra cui l'occupazione perché è prevista una transizione sino al 2025 con la cassa integrazione e gli investimenti ambientali e industriali) proprio perché si attendeva il semaforo verde di Bruxelles. I segretari di Fiom Cgil, Francesca Re David, e della Uilm, Rocco Palombella, hanno già chiesto che si torni subito al tavolo.

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