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Ex Ilva, ArcelorMittal: con la nuova legge Taranto chiude a settembre

L'ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre, quando entrerà in vigore la legge che ha abolito l'immunità: lo ha detto l'amministratore delegato di ArcelorMittal Europa. Per scongiurare l’ipotesi sono previsti un tavolo del Mise con l’azienda il 4 luglio e uno il 9 luglio con i sindacati

con approfondimenti di Paolo Bricco


Ex Ilva, basta giochi: le leggi naturali del business vanno rispettate

3' di lettura

In assenza di una soluzione al problema della protezione legale, l'ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre, quando entrerà in vigore la legge che ha abolito l'immunità: lo ha detto l'amministratore delegato di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, a margine di una
conferenza di Eurofer e ripreso da Radiocor. «Il Governo continua a dirci di non preoccuparci, che troverà una soluzione, ma finora non c'è niente. Quindi il 6 settembre l'impianto chiuderà. Abbiamo ancora due mesi, spero che il Governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere», ha detto. Dalle dichiarazioni di Van Poelvoorde la giornata si è fatta convulsa, con la risposta dura del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e la posizione più conciliante con le osservazioni dell’azienda espressa dal vicepremier Matteo Salvini.

Tavoli Mise: il 4 lulgio con ArcelorMittal, il 9 con i sindacati
Mercoledì il Mise ha annunciato che il prossimo 4 luglio ci sarà un incontro tra il ministro Luigi Di Maio e i vertici di ArcelorMittal, tra i quali è annunciato anche l’ad di Mittal Italia Matthieu Jehl. Nella giornata di giovedì il ministero dello Sviluppo ha convocato il tavolo su Ilva, alle 16 di martedì 9 luglio, per effettuare un monitoraggio dell'accordo sindacale sottoscritto il 6 settembre 2018 a seguito delle azioni unilaterali effettuate dall'azienda ArcelorMittal. Sono stati convocati i sindacati nazionali e territoriali di categoria e confederali; la direzione aziendale e i commissari Ardito, Danovi, Lupo. L'incontro sarà presieduto dal ministro Luigi Di Maio.

Di Maio: no ai ricatti - Salvini: avrei lasciato garanzia legale
«L’avvio della Cig per i lavoratori dell’Ilva tramite comunicato stampa è un atteggiamento irresponsabile che mina l’equilibrio sociale del territorio di
Taranto. Un equilibrio messo già a dura prova in questi decenni e che crea allarmismo e tensione, frutto anche delle dichiarazioni dell’ad di ArcelorMittal Europa sulla presunta chiusura dello stabilimento». Lo sottolineano fonti del Mise aggiungendo: «Vogliamo trovare una soluzione assieme ad ArcelorMittal». Concetti ribaditi poi personalmente dal vicepremier Luigi Di Maio: «Io non accetto ricatti. Qui la legge è uguale per tutti. Ilva resti aperta, non hanno nulla da temere, le soluzioni si trovano». La vicenda ex Ilva è stata occasione per un nuovo confronto a distanza tra i due vicepremier. Matteo Salvini, infatti, è intervenuto dicendo che avrebbe «lasciato la garanzia legale. Di Maio mi assicura che non rischia, io mi fido. Con 15mila posti di lavoro non si scherza. Non si può cambiare un contratto in corso d’opera».

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Comunicato l’avvio della Cig
ArcelorMittal sta comunicando ai lavoratori dello stabilimento di Taranto il numero delle giornate di cassa integrazione che partirà dall'1 luglio
prossimo e coinvolgerà 1395 dipendenti per 13 settimane. Lo rendono noto Fim, Fiom e Uilm che hanno inviato un comunicato all'Ad Matthieu Jehl e al responsabile della Risorse Umane Annalisa Pasquini definendo «irresponsabile» l'atteggiamento dell'azienda.

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Il 25 giugno l’incontro tra azienda e sindacati sulla Cassa integrazione ordinaria si era chiuso senza esito. La riunione è stata aggiornata proprio al primo luglio, essendo le parti ancora distanti. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto ulteriori chiarimenti, anche alla luce delle perplessità manifestate ieri a Taranto dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio in merito alla questione della Cassa integrazione.

ArcelorMittal: siamo aperti al dialogo con il Governo
«L'entrata in vigore del Decreto Crescita non consentirebbe ad alcuna società di gestire l'impianto oltre il 6 settembre – sottolinea l’azienda –, una data che è stata fissata dal Governo, a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale. ArcelorMittal è aperta al dialogo con il Governo e continua a sperare in una conclusione soddisfacente che consenta all'Azienda di continuare a investire in modo significativo nell'industria siderurgica italiana».

Il sindaco di Taranto: Governo agisca in fretta
«Le dichiarazioni del gestore continuano a generare molta preoccupazione. Già al tavolo del CIS di lunedì scorso a Taranto avevo chiesto al vicepremier Di Maio se stesse elaborando per precauzione un piano alternativo, ma la risposta non è stata convincente». Lo afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, commentando le dichiarazioni dell'Ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, che a margine di una conferenza di Eurofer, ha affermato che «in assenza di una soluzione al problema della protezione legale, l'ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre», quando entrerà in vigore la legge che ha abolito l'immunità. «Spero che il Governo - ha aggiunto Melucci - agisca in fretta
per mettere in sicurezza la vicenda».

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