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ArcelorMittal riduce la produzione e rallenta gli investimenti

Le misure «saranno in vigore fintanto che Invitalia non adempierà agli impegni presi con l'accordo di investimento»

2' di lettura

Aminvestco annuncia «una riduzione dei suoi livelli di produzione ed un rallentamento temporaneo dei suoi piani di investimento». Le misure «saranno in vigore fintanto che Invitalia non adempierà agli impegni presi con l'accordo di investimento».

A oggi, secondo una informativa della società, « Invitalia non ha ancora sottoscritto e versato la sua quota di capitale e quindi non ha adempiuto agli obblighi previsti dall'accordo» che Aminvesto definisce «di natura vincolante». Il «persistente mancato adempimento sta seriamente compromettendo la sostenibilità e le prospettive dell'azienda e dei dipendenti».

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L’intesa del 10 dicembre

Aminvestco fa riferimento all'Accordo di Investimento firmato con Invitalia lo scorso 10 dicembre 2020 che prevede l'impegno si Invitalia a sottoscrivere e versare un aumento di capitale di euro 400 milioni entro il 5 febbraio 2021 ed una serie di altre misure per sostenere gli investimenti della società.

Sindacati: impianti bloccati, azienda nel caos

«È del tutto evidente che l'azienda è in uno stato di assoluto caos e la comunicazione, avvenuta nella tarda serata di ieri alle organizzazioni sindacali, della mancata ripartenza di alcuni impianti è il chiaro esempio che l'azienda non riesce a programmare la produzione e continua a gestire una fabbrica così complessa tralasciando gli aspetti della sicurezza, dell'ambiente e della manutenzione impiantistica». Lo sottolineano i delegati Rsu Fim, Fiom e Uilm dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Le fermate e mancate ripartenze riguarderanno l'Acciaieria 1, il Treno nastri 2, il tubificio Erw, il reparto Produzione Lamiere 2 e Manutenzioni centrali / Magazzini.

Chiesto un intervento del Governo

L'azienda ha già comunicato venerdì 19 un aumento del numero di lavoratori collocati in cassa integrazione di 250 unità. Ma, fanno sapere i sindacati, «a questi si aggiungerà altro personale in proporzione alle fermate indicate». Già nei giorni scorsi Fim, Fiom e Uilm avevano sollecitato «un incontro per conoscere gli assetti di marcia in quanto i fatti accaduti in questi ultimi giorni - sostengono - hanno destato forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sia dal punto di vista ambientale che della salvaguardia degli impianti e dell'occupazione». Al Governo è stato chiesto ora un intervento urgente.

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