IL FUTURO DELL’AZIENDA DI TARANTO

ArcelorMittal: «Sull’ex Ilva il confronto va avanti». Gualtieri ottimista

I vertici del gruppo parlano di «incontro costruttivo» con il Governo e assicurano: «La produzione è in marcia secondo un normale livello». Il ministro dell’Economia: «Rilancio possibile»

Ex Ilva, Conte: non accettiamo disimpegno, Mittal parli chiaro

I vertici del gruppo parlano di «incontro costruttivo» con il Governo e assicurano: «La produzione è in marcia secondo un normale livello». Il ministro dell’Economia: «Rilancio possibile»


2' di lettura

Il confronto sulla vicenda dell’ex Ilva va avanti. Dopo l’incontro di venerdì tra il governo e i vertici del gruppo ArcelorMittal, entrambi le parti hanno dato segali di ottimismo. A commentare l’incontro , durato quattro ore, è stata la multinazionale dell’acciaio che ha parlato di confronto «costruttivo». In serata anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, presente all’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, ha confermato:
«Si sono create condizioni e la situazione si è rimessa su binari positivi».

L’azienda: produzione in marcia normale
«Le discussioni continueranno con l’obiettivo di raggiungere al più presto un accordo per una produzione sostenibile di acciaio a Taranto». Nel pomeriggio fonti vicine al colosso dell’acciaio diffondono messaggi rassicuranti sulla situazione operativa dell’azienda di Taranto: «Gli ordinativi dei clienti nella settimana appena conclusa sono soddisfacenti, la produzione è in marcia secondo un normale livello di funzionamento degli impianti e le materie prime sono state ordinate secondo i consueti programmi di approvvigionamento». Quanto ai pagamenti viene confermato che «la task force dedicata alle verifiche contabili è al lavoro, come comunicato il 19 novembre ai sindacati e a Confindustria Taranto, per pagare il 60% delle fatture scadute dell'indotto-appalto ArcelorMittal entro due settimane e quindi entro lunedì 2 dicembre».

Gualtieri: rilancio possibile
Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, la vicenda di Taranto «può concludersi positivamente con il rilancio dell’Ilva, con un piano di investimenti che metta insieme una prospettiva di sviluppo industriale e il risanamento ambientale coniugando quindi sviluppo e ambiente. Si sono create condizioni e la situazione si è rimessa su binari positivi». E ha aggiunto, partecipando alla Festa del Foglio di Firenze, si tratta di «un grande assetto strategico del Paese che va rilanciato».

Sindacati: l’azeinda rispetti gli impegni

Ma i sindacati restano preoccupati per il destino dell'acciaieria più grande d'Europa. Chiedono di ripartire dagli impegni sottoscritti nell’accordo di settembre 2018 e che non ci sia nessun esubero strutturale. Una posizione condivisa insieme alla richiesta di essere convocati dal Governo insieme alla proprietà perché - rimarca la Cisl - il negoziato «deve necessariamente includere il sindacato». «Non accetteremo soluzioni prese in stanze chiuse e lontane dal tracciato che abbiamo costruito il 6 settembre 2018 e per questo rinnoviamo la richiesta al Governo di convocarci alla presenza della proprietà” spiega il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

Per la Cgil è imprescindibile il rispetto di un accordo che «prevede investimenti e che al 2023 si mettano a posto impianti con tecnologie avanzate per arrivare a produrre prima 6 poi 8 milioni di tonnellate, senza licenziamenti». Il segretario generale Maurizio Landini si è detto “pronto a ragionare, ma se qualcuno pensa che può tornare modificando il piano industriale e gli accordi per me non funziona». Anche la Uilm vuole ripartire dall'accordo firmato e partecipare al negoziato.

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