la vicenda della «stanza-relax»

ArcelorMittal, tre licenziamenti a Genova. Reintegrato un delegato Fiom-Cgil

È stato trovato «all'interno di un locale aziendale materiale incompatibile con l'attività lavorativa»

di Domenico Palmiotti

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È stato trovato «all'interno di un locale aziendale materiale incompatibile con l'attività lavorativa»


2' di lettura

C'erano 16 bottigliette con liquido infiammabile, verosimilmente benzina, 3 bossoli di carabina, una tanica da 4 litri di smalto nero e una bombola di gas di quelle usate per le manutenzioni, nella stanza “abusiva” scoperta nei giorni scorsi nello stabilimento di Genova di ArcelorMittal. Lo si evidenzia nella denuncia che l'azienda ha avanzato alla magistratura. A cosa servissero e perché fosse stato tutto messo lì, dovrà adesso accertarlo un'indagine.

Si tratta di un caso scoppiato tra il 9 e l'11 novembre, che ha portato inizialmente anche a quattro licenziamenti di altrettanti dipendenti, quindi allo sciopero e al blocco dei varchi di transito della fabbrica da parte della Fiom Cgil. Una protesta alla quale l'azienda ha risposto inviando 250 lettere di sospensione dal lavoro. Poi la mediazione in prefettura a Genova con la revoca di uno dei quattro licenziamenti: quello relativo a un delegato sindacale Fiom Cgil.

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È stato trovato «all'interno di un locale aziendale materiale incompatibile con l'attività lavorativa»: così si legge nel verbale siglato l'11 novembre in prefettura a Genova che ha posto fine al blocco dello stabilimento. Ora, nella denuncia all'autorità giudiziaria, l'azienda dettaglia cosa effettivamente è stato trovato nel locale: oltre alle bottigliette con la benzina e alla bombola di gas, anche due dischi in rame dal peso complessivo di 22 chili, cinque dischi in legno, tre dischi da taglio in metallo con caratteristiche diverse, quattro metri di cavo elettrico. E ancora, sono stati trovati 60 pezzi di rame, in piastre rettangolari, per 113 chili di peso complessivo, 2 chili di alluminio in pezzi, 6 chili di truciolato di rame in due contenitori di plastica, 2 cassette da pronto soccorso con materiale elettrico ed idraulico.

Non mancavano altri beni, più di svago e relax, come decoder, monitor, stereo, forno a microonde, caffettiere, stufette, condizionatore portatile, lettori dvd, autoradio, ventilatori, una lavatrice ed un frigo. La stanza è stata aperta con l'intervento del personale del pronto intervento meccanico dello stabilimento.

In quanto alla protesta seguita ai quattro licenziamenti, poiché il delegato sindacale Fiom Cgil non é stato colpito da una denuncia penale, al contrario degli altri tre, ma rispondeva solo del fatto di aver denigrato il direttore di stabilimento attraverso un audio fatto girare su whatsapp, la stessa Fiom ha chiesto e ottenuto che il provvedimento di licenziamento venisse sostituito con la sanzione disciplinare della sospensione temporanea dal lavoro.

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