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Archeologia, il collezionismo colto premia gli oggetti rari a stime contenute

Da Pandolfini premiate ceramiche etrusche, italiche e greche, trozzelle apule aggiudicate sopra le stime. Tra i prezzi più importanti una Venere pudica e l’epigrafe del liberto di epoca imperiale. Invenduta un’Hydra e notificati 16 pezzi

di Laura Traversi

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Epigrafe di un Liberto, Roma, I secolo d.C

5' di lettura

Pandolfini di Firenze, cresciuta negli ultimi anni sia in sedi (Milano e Roma, oltre le due fiorentine di Palazzo Ramirez-Montalvo e Poggio Bracciolini) che in fatturato, si colloca ai vertici della classifica italiana per venduto (149.400.000 € negli anni 2016-2020 secondo il Rapporto annuale Case d'Asta del Giornale dell’Arte, febbraio 2021). Non demorde la casa d’asta, in questo scorcio di 2021, e dopo aver archiviato, come molti suoi competitor, un 2020 in perdita (-52% a 23.137.500 € nel 2020), si salva in corner con il digitale e gli incanti online e a tempo, grazie a due piattaforme, Pandolfini live e Pandolfini tempo. Pur realizzando maggiori profitti con Old Masters e XIX sec. (7,5 milioni di €) e arredi antichi (2,5 milioni di €), con risultati di leadership nel Luxury (vini 2,5 milioni di €, gioielli 2,2 milioni di € ) e nell' arte Orientale (1,5 milioni di €) cui si sommano l'Arte moderna e contemporanea (1,5 milioni di €), Pandolfini presidia anche il difficile “mercato” dell'Archeologia, nel paese leader della Tutela e della Conservazione.

Cross collecting

Che indicazioni emergono da un'asta di Archeologia esitata in Italia (23 febbraio, la 4° dal 2017), in una fase internazionale e generazionale contrassegnata da un’interessante quota di cross-collecting? In cui collezionisti ed amatori d'arte – anche giovani – potrebbero orientarsi di più in futuro al mix di contemporaneo e antico? Solo 16 dei lotti erano notificati o in attesa di essere dotati di attestato di temporanea e/o certificato di libera circolazione, tutti soggiaciono alle normative vigenti e la soglia di valore a 13.500 €, per l'autocertificazione introdotta dalla Riforma Franceschini, non li coinvolge. Il totale delle aggiudicazioni, rispetto alle stime minime pre-asta di 435.600 euro, ha raggiunto quasi quota 700.000 €, con una percentuale di venduto per numero dell'86% e un incremento complessivo rispetto alle stime iniziali del 165%. Con opere scultoree, pittoriche, metalli e ceramiche del mondo italico, etrusco e greco-romano, ma anche di archeologia pre-classica mediterranea (cicladica, egizia, tolemaica e copta), euro-asiatica fino al Gandhara e all'Indo (dal III-II millennio a.C.), inclusi mondo mesopotamico e medio-orientale oltre che qualcosa di raro ed interessante anche del medioevo bizantino, iranico ed islamico. Su 236 lotti, circa 40 hanno largamente superato le stime, confermate per tutti gli altri. Pochi gli invenduti (16%, tra cui la bella collana greco-sarmata dat. I a.C.-I d.C., lotto 46, con libera circolazione), grazie al combinato disposto di web, telefoni e sala (a numero contingentato) e a stime complessivamente centrate. Anche per artefatti così antichi comanda il canale online, nel senso che la presenza dei compratori in rete alimenta la gara, cui gli affezionati in sala e al telefono conferiscono un po' di sale e quella quota di vivacità che si ritroverà probabilmente dopo la pandemia. Almeno due le istituzioni partecipanti, che si sono aggiudicate due tra le belle epigrafi esitate. All'incanto lotti compresi tra 60 e 100.000 € (al netto di commissioni al 25%). Tra i pezzi “forti”: un bel ritratto del tipo detto “Scipione”, ovvero un Sacerdote di Iside (I-II sec.d.C.), aggiudicato a 22.000 € (lotto 157, stima 10/20.000 €) e un esemplare di Venere pudica in marmo greco microcristallino del II sec.d.C. di buone dimensioni (115 cm di altezza, con dichiarate integrazioni in marmo di Carrara), aggiudicato a 95.000 € (lotto 175, stima 50/70.000 €), pur incorporando la dichiarazione di eccezionale interesse archeologico del MIBACT . Sul web sono stati assegnati un torso di Afrodite e una testa di Barbaro di età traianea ( 10.000 € e 3500 €).Tra i pezzi che hanno decuplicato le stime, tre epigrafi (lotti 141, 142 e 147, tra 7.500 e 11.000 €) e una stele di pretoriano proveniente da Roma-Via Salaria (lotto 171, 13.000 €, nota agli storici dal 1699) di cui due notificate, a testimoniare l'esistenza di una nicchia collezionistica di competenza non comune. Idem per uno specchio etrusco inciso a 8500 € (lotto 87). Tutti destinati a restare in Italia. Una menzione speciale al marmo di “Uomo maturo” di età tiberiana (Roma, 30-40 d.C.), che ha più che raddoppiato la stima con aggiudicazione di 9.500 € (lotto 156, da 3/5000 €) e a un altro interessante ritratto “corrucciato” (marmo, h.35 cm), sul tipo di Alessandro Magno datato II-III sec. d. C., rimasto a 5000 € (lotto 132). Per il sarcofago in marmo con eroti il martello è caduto a 22.000 € (lotto145, stima 12/18.000 €) Ad ambiti storico-culturali esterni alla penisola hanno corrisposto quotazioni vivaci, raggiunte per lo più online, anche se sono destinati a restare nella penisola: l'idolo di area cicladica 14.000 € (lotto 25, 18,5 cm), il bustino romano del dio greco-egizio Serapide ( 2° metà del II d.C., h. 33,5 cm, con libera circolazione) arrivato a 22.000 € al telefono (stima 11/18.000 €), il Toro iranico in bronzo a 3500 € (lotto 28), le tavolette cuneiformi (lotti 15,17 e 18) e un bassorilievo del Gandhara (lotto 58) molto sopra le stime, in sala. Il pugnale medio-orientale donato da Simon Peres a Bettino Craxi ha raggiunto 4.000 € per meriti di cronaca storica (lotto 13). Particolarmente belle: una moneta macedone (tetradramma) d'argento del III sec. a.C. esitata a 2.000 € (ma stimata 2/4000 €, lotto 202), una maschera mortuaria tolemaica ( IV-I sec. a.C.) passata a 8.000 €, proveniente dalla Collezione del pittore G. Sebasti, e una grande lucerna in bronzo (34,8 cm) datata V-VI sec., dal Mediterraneo orientale, a 4000 €. Poco distanti dalle stime minime un cucchiaio in argento bizantino ( sec.VI-VII d.C. ) e un'aggraziata coppa romana databile I a.C.-I d.C., in tipico vetro azzurro-verde ( Ø= 13 cm) a 2400 € (lotto 113).

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Fatto interessante

I manufatti di fascia media hanno tenuto bene i valori di stima, forse a riprova dell'attenzione di un collezionismo colto concentrato sulle opportunità del momento. Tra le numerose ceramiche etrusche, italiche e greche (campane, lucane, pugliesi) più rilevanti le quotazioni delle Trozzelle apule (lotti 135 e 140) aggiudicate sopra le stime, sia online che in sala. La rara “Nestoris” (vaso lucano del IV a.C) ha realizzato 5.000 € trascinando forse anche la sua consimile precedente. Idem per le Olpe a rotelle (lotti 70-1) a 2.000 e 3.800 €, compresa quella con attestato di temporanea importazione (VI sec. a.C., h. 34,8 cm) a 3.500 €. Una bella antefissa etrusca (terminale di gronda, lotto 74) è andata a 3.200 €. Allo stesso prezzo una coppa o Kylix (lotto 123) nonostante la notifica. Due crateri a campana, uno pugliese (metà del IV sec. a. C. 31 x 27,5 cm) e l'altro attico o della Magna Grecia (31x15 cm) a stima 3.500/5.500 € (lotti 92-3) sono andati a 3.800 e 5.000 €. Paradossalmente più contenuti gli esiti per opere più appariscenti, come due vasi apuli del IV sec. a.C., tra cui un Cratere a mascheroni (13.000 €) e un'invenduta Hydria monumentale (72 cm) con attestato di libera circolazione (lotti 163-164). A stime più moderate hanno trovato un collezionista le coppe (kylix) – l'una attica di fine V-inizio IV a.C. e l'altra ateniese (500-480 a.C.) ai lotti 123-122 – mentre l'Hydria al lotto 139 (3.800/5.500) ha fatto 5.000 € online. Tra quanto proveniente da vecchi collezionisti italiani o da acquisizioni estere di piccole raccolte, erano molti i pezzi più ricorrenti nei corredi egizi, etruschi, italici, campani, apuli e greco-romani, con quotazioni comprese tra 2/300 e 6/900 €. Sono passati quasi tutti di mano, superando le stime. Tasso di invenduto esiguo anche per buccheri, balsamari, vasi, frammenti di decorazioni architettoniche (fittili e marmoree) con o senza Dichiarazione MIBACT di “ interesse particolarmente importante”.

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