Cultura

Archeologia subacquea, da Paestum il progetto di un Itinerario europeo

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si terrà dal 25 al 28 novembre, presenterà la rete mediterranea dei siti sommersi

di Vera Viola

 L’ultima edizione della BMTA che si è svolta a Paestum. Nel 2020 La Borsa non si è tenuta a causa del Covid e delle conseguenti restrizioni

4' di lettura

Realizzare un un nuovo “Itinerario Culturale del Patrimonio Subacqueo del Mediterraneo”, una rete che colleghi Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, ma anche Egitto, Grecia, Israele e Turchia. Questa la proposta di candidatura che avanzerà la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico – che si svolgerà a Paestum dal 25 al 28 novembre – sottoponendola all’esame del Consiglio d'Europa.
I siti coinvolti
Partendo da Baia Sommersa, considerata un esempio positivo di tutela e gestione di un sito archeologico subacqueo (si veda l’articolo qui sotto), passando per Capo Rizzuto, le isole Tremiti e poi Ustica e Pantelleria, l’itinerario potrà poi svilupparsi verso Alessandria d’Egitto, Pavlopetri/Peristera, Caesarea Maritima, Kızlan, «Riteniamo – precisa Ugo Picarelli fondatore e direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico BMTA – che queste testimonianze rappresentino una risorsa chiave per il turismo responsabile e lo sviluppo sostenibile. Il nostro progetto recepisce gli indirizzi innovativi indicati dal Consiglio d’Europa: cooperazione in materia di ricerca e sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del patrimonio europeo; scambi culturali e educativi per i giovani europei; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e sviluppo culturale sostenibile».
Il progetto nasce dalla considerazione che ci sono ancora pochi itinerari o aree archeologiche subacquee attrezzati e fruibili al pubblico, sia in Italia che nel Mediterraneo. Per la verità molteplici sono i siti archeologici subacquei meta di visita, anche guidata, da parte dei diving club locali, ma si tratta di siti non tutelati e, comunque, privi di alcuna segnaletica e organizzazione didattica. La richiesta di certificazione al Consiglio d’Europa di un Itinerario Culturale Europeo ha, dunque, l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del turismo archeologico subacqueo per lo sviluppo locale delle tante destinazioni, anche lontane dalle località più note, che richiedono nuove offerte turistiche nel segno della tutela, delle esperienze autentiche e della sostenibilità.
In Europa
Entro un anno circa potrebbe essere proposta la candidatura al Consiglio d’Europa. È partita la preparazione del dossier che l’Istituto europeo degli itinerari culturali a Luxemburgo – che ha il compito di riconoscere la validità degli itinerari culturali internazionali che la società civile propone – supporterà fino alla formalizazione della candidatira che verrà poi sottoposta ai 35 Paesi membri del Consiglio d’Europeo. «Tematica molto interessante – si sbilancia Stefano Dominioni, direttore dell’Istituto – Bisognerà valutare lo stato di avanzamento delle attività. Ci auguriamo che la rete dei siti coinvolti si sviluppi per poter poi promuovere una candidatura. Noi al termine della procedura di solito diamo una certificazione e sulla base di questa è possibile anche concorrere all’assegnazione di finanziamenti europei».
Oggi in Europa si contano 33 itinerari culturali certificati, presto saliranno a quota 40. Esempio più noti sono quelli della “Via Franchigena”, “Santiago di Compostela”, “Le Abazie cunensi”, l’itinierario dedicato a Mozart, o ai giardini d’Europa. Gabriella Bettaini Dragoni, ex vice segretaria generale del Consiglio d’Europa, promotrice e sostenitrice dei programmi degli itinerari culturali, da pochi mesi in pensione, chiarisce: «Sono convinta del valore degli itinerari culturali europei – dice – in quanto strumento di ricerca sulle radici comuni dei Paesi europei e del Mediterraneo. Quello archeologico è il percorso che avrei voluto lanciare già due anni fa, ma non è giunto a maturazione poiche il Covid ha bloccato i lavori».
In Campania
Intanto, in Campania c’è molto interesse per il progetto e programmi già definiti. Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.«Dopo la mostra Talassa di due anni fa abbiamo pensato a una nuova grande sezione del Mann dedicata al Mediterraneo antico, toccando i temi del commercio, l’incontro di popoli, vascelli, rotte di navigazione, scontro tra civiltà. Questa sezione del Mann dovrà poi essere in rete con i Campi Flegrei e con un itinerario lungo che dia conto del vivere antico lungo il mare con numerose grandi ville: a Positano e sulle isole. Insomma parlo degli avamposti che la Campania può mettere in campo per realizzare un percorso lungo “La via del mare”».
Progetti su cui è in prima linea la Regione Campania. «Il tema del turismo archeologico è per la Regione un tema strategico – dice Felice Casucci, assessore al turismo – Vogliamo far crescere il turismo archeologico in tutta la Campania. In particolare, per quanto riguarda il patrimonio sommerso abbiamo ormai interlocutori molto attivi per poter lavorare in rete. La tutela è fondamentale per valorizzare i territori».
L’evento
La XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si terrà a Paestum dal 25 al 28 novembre 2021, per la prima volta in quella che sarà la sua location definitiva, ovvero il complesso immobiliare dell'ex Tabacchificio Cafasso, un sito di archeologia industriale. Il programma vede protagonista il turismo culturale e sostenibile.
Agli incontri della tre giorni parteciperanno tra gli altri Louis Godart Componente Consiglio scientifico della “Maison de l'histoire européenne” del Parlamento Europeo, Gianfranco Gazzetti direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d'Italia, Rosario Santanastasio Presidente Archeoclub d'Italia, Massimo Deandreis dg di Srm.

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