Mercato dell'arte

Arco candida Lisbona al ruolo di nuova capitale dell'arte

di Sara Dolfi Agostini

Stand di Murias Centeno, Porto e Lisbona

3' di lettura

Dal 18 al 21 maggio è andata in scena la seconda edizione di Arco Lisboa in un clima positivo, alimentato da un fermento che si è protratto per due giorni tra preview a invito e inaugurazione. Chi parlava di immobiliare e riferiva prezzi doppi rispetto al 2016, chi raccontava di un collega, artista o gallerista, che ha mollato tutto e si è spostato a vivere in città, chi addirittura si lanciava in paragoni con Berlino, la capitale dell'arte europea, che come Lisbona vanta spazi economici e pochi ma buoni collezionisti, pur perdendo sul fronte del cibo e del meteo. Tra i nuovi arrivi ci sono la spagnola Maisterravalbuena , che ha ristrutturato un garage nel nascente quartiere galleristico di Alvalade, tra Quadrado Azul e Vera Cortes , e la romana Monitor, che sostituisce lo spazio di progetto aperto a New York con due stanze a Rato, pochi minuti dalle gallerie storiche di Lisbona, Cristina Guerra e Pedro Cera . «La mostra inaugurale è di Graham Hudson e indaga gli intrecci tra identità, ambizione estetica, caso e politica” racconta la gallerista Paola Capata, e aggiunge “adesso ho un'azienda anche qui in Portogallo - dove per le opere d'arte l'Iva è al 11% - ma continuo a lavorare su due fronti, qui esperimento mentre in Italia proseguo un percorso più storico e istituzionale». Monitor era anche in fiera, con un parterre di artisti da 7-13mila euro, Iva inclusa, tra cui spiccavano i quadri visionari e ironici di Thomas Braida, che tra i sostenitori ha Maurizio Cattelan ed è in mostra a Venezia con la curatela di Caroline Corbetta.

La Fiera. «Lisbona aveva la sua fiera di arte prima di Arco, ma ha chiuso nel 2012 a causa delle forti pressioni economiche dovute alla crisi e per più di due anni la situazione non permetteva di tornare a investire» ha spiegato Carlos Urroz, direttore di Arco Madrid dal 2010. Poi la decisione di aprire nel 2016 nelle corderie, uno spazio di archeologia industriale adiacente a varie strutture comunali, una di queste ora in prestito alla Fondazione Serralves , e vicino al Museu Berardo , che espone la straordinaria collezione di arte moderna e contemporanea dell'omonimo collezionista, e al Museo Maat , creatura della Fondazione EDP che ha aperto l'autunno scorso dopo un importante progetto di espansione e l'arrivo del direttore del dipartimento architettura del MoMA , Pedro Gadanho.

Loading...

Arco Lisboa è una fiera “boutique” con 58 gallerie da 13 paesi diversi, che tra giornalisti, collezionisti, curatori direttori di museo – la fiera ha coinciso con il summit dei musei europei e latinoamericani guidato diretto da Juan Gaitàn e Gadanho - e membri del team di Madrid ha smobilitato quest'anno oltre 300 professionisti del settore artistico. Accanto ai protagonisti della scena portoghese c'erano attori internazionali di primo piano, come Vermelho di San Paolo, che ha portato una selezione di opere di vari artisti – strategia condivisa da molti stand - tra cui anche i lavori di ispirazione duchampiana e surrealista di Cinthia Marcelle, vincitrice della menzione speciale per il Padiglione Brasiliano alle Biennale di Venezia e in vendita a 6-15mila euro. Numerose le partecipazioni dalla Spagna, tra cui Elba Benitez , che ha esposto Carlos Garaicoa – in mostra al Maat, Cristina Iglesias e il portoghese Carlos Bunga a prezzi tra 8-60.000 euro, e accolto l'invito a Lisbona come un modo per supportare il brand di Arco. Nella sezione Opening, riservata ad artisti giovani o emergenti, José Garcìa di Città del Messico ha presentato opere di Nina Beier e Simon Fujiwara a 6-18mila euro, in un dialogo organico tra manufatti artigianali che echeggiavano il corpo o le sue parti. Mentre Madragoa , fondata dall'italiano Matteo Consonni e dal portoghese Gonçalo Jesus l'anno scorso e già pronta al debutto a Liste a Basilea, ha puntato su Joanna Piotrowska, Sara Chang Yan e Renato Leotta, e venduto a prezzi tra 1.200 e 5.000 euro a collezioni private e al Museo Municipale di Lisbona. Un risultato positivo, condiviso con le altre gallerie portoghesi, in un paese dove i collezionisti del contemporaneo si contano sulle dita di due mani e, si potrebbe aggiungere, a oggi c'è il pane ma non i denti. Eppure lo scenario si sta trasformando e Lisbona si è ufficialmente candidata a nuova capitale dell'arte contemporanea. Vincerà la scommessa? Arco ci ha creduto e oggi è una palestra di buone intenzioni, scommesse e qualità.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti