Finanza immobiliare

Ardian pensa al terzo fondo focalizzato su uffici e residenziale

Tra sei mesi il lancio di un veicolo destinato anche a ospitalità e logistica. Il gruppo ha iniziato l’iter per decarbonizzare tutti gli asset in portafoglio

di Paola Dezza

 Sede di Deloitte Italia, sviluppata da Ardian

2' di lettura

Un progetto già lanciato per decarbonizzare gli asset in portafoglio e un nuovo, terzo, fondo “build to green” da creare fra sei mesi. Sono alcuni punti nodali della strategia di Ardian, gruppo europeo con una solida base di investimenti in Italia. Paese nel quale ha un portafoglio immobiliare under management da un miliardo (3,7 i miliardi in Europa) e intende puntare anche in futuro.

«Il secondo fondo ha oggi un livello di investimento avanzato – racconta Rodolfo Petrosino, senior managing director, responsabile Sud Europa -, che potrebbe arrivare all’80-85% in 2-3 mesi e ci permette di pensare a una terza generazione di prodotti immobiliari». Ardian ha raccolto 1,2 miliardi di euro per il suo secondo fondo (AREEF II), che ha quasi 100 investitori – più di 50 dei quali sono istituzionali – provenienti da tutto il mondo. Già con questo secondo fondo Ardian Real Estate ha ampliato il campo di azione, investendo anche in attività immobiliari ad uso commerciale, ma il focus rimane quello degli edifici adibiti a uffici in aree strategiche in Europa. I Paesi target sono Germania, Francia, Italia e Spagna.

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«Il terzo fondo sarà build to core ma anche build to Esg – spiega Matteo Minardi, managing director del team Ardian Real Estate –. La decarbonizzazione è già iniziata con alcuni asset in costruzione». E per questo prodotto si potrebbe ampliare il gruppo dei Paesi nei quali investire.

Il secondo fondo, come detto, è dedicato in primis alla asset class uffici. «Riteniamo che gli uffici abbiano avuto una accelerazione nella trasformazione – dice Petrosino –, un trend che però era già presente prima del Covid». Parte dell’equity del secondo prodotto di gestione va a creare una piattaforma che anticipa il terzo fondo, che sarà generalistico con una importante fetta di uffici, «ma che si concentra anche su asset class quali residenziale, logistica e hospitality (hotel, ma anche short term residence)» dice ancora Petrosino.

Il terzo fondo sarà caratterizzato soprattutto dal focus sui temi Esg. Obiettivo è la riduzione delle emissioni fino a tendere a emissioni zero. «La progettazione sarà accurata da consentire di consegnare edifici performanti per involucro e impianti, ma anche per fonti rinnovabili – spiega Minardi -, e non ultimo terzo aspetto fondamentale l’aggiunta di una componente digitale agli edifici che permette di massimizzare le performance per arrivare allo smart building, gestendo umidità, luci, aria e prenotazione degli spazi». La tecnologia si aggiunge dunque all’edificio per sprecare meno energia, ma anche perché l’asset possa avere una maggiore durata nel tempo. Non solo. Diventa fondamentale anche la tematica relativa al Well being delle persone.

L’approccio di Ardian è sempre value add, quindi terminata la valorizzazione il team tende a dismettere gli asset. «A Milano stiamo realizzando il progetto Fidia, nel quartiere Isola, a bassissime emissioni – dice Minardi –. Il fabbisogno per più del 50% viene prodotto grazie a fonti rinnovabili. L’edificio risparmia in bolletta il 33%». Il secondo edificio è a Milano in via Melzi d’Eril, progetto pilota che avrà una infrastruttura digitale per massimizzare le performance. E il tenant qui sarà proprio una tech company. Forse proprio questo potrebbe essere il primo asset da monetizzare con la dismissione.

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