calcolo TAri

Area all’aperto adibita a parcheggio?Produzione rifiuti diversa da un box coperto

Lo ha sancito la Cassazione chiedendo una nuova pronuncia della Commissione tributaria che tenga conto della potenzialità di produrre immondizia nei differenti luoghi

di Annarita D'Ambrosio

1' di lettura

Riguarda la tariffa da applicare per il calcolo della Tari di un’area scoperta adibita a parcheggio la sentenza della Cassazione 25244 del 10 novembre 2020. Una società cooperativa contestava l’avviso di pagamento ricevuto in cui la zona era considerata categoria A/4, cioè equiparata a depositi, autorimesse, magazzini e garage. Ricorso respinto in primo e secondo grado. La Commissione tributaria regionale campana aveva trovato corretta la scelta in quanto le aree scoperte hanno la stessa destinazione di autorimesse e garage, luoghi suscettibili di produrre rifiuti, anzi presumibilmente, essendo aree di facile accesso, anche più rifiuti di un'area chiusa.

Rivoltasi alla Cassazione, la società aveva sollevato però tre motivazioni esaminate congiuntamente partendo da un preciso presupposto, una richiesta avanzata dalla società, ovvero che fosse prevista una sottocategoria per le aree scoperte adibite a parcheggio, avendo queste una propria peculiare potenzialità alla produzione di rifiuti.

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Motivi fondati secondo la Suprema corte che ha richiamato una precedente pronuncia di legittimità relativa alla Tarsu per l’anno 2008 (Cassazione 16686/2019). Anche se le parti risultavano invertite, il punto controverso resta quello delle legittimità della tassazione delle aree scoperte come depositi, magazzini, autorimesse. L’amministrazione comunale - precisa la Corte - ha una certa discrezionalità nell’individuare le tariffe da applicare, tenuto conto delle caratteristiche del territorio e della potenziale produzione di rifiuti.

L’aerea scoperta adibita a parcheggio pertanto è senz’altro idonea alla produzione di rifiuti, essendo luogo frequentato da veicoli e persone (Cassazione 2754/2012), ma non può essere totalmente equiparata ad un’aerea coperta. Ricorso della società dunque accolto con rinvio ad una nuova pronuncia della Commissione tributaria regionale campana.

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