Il ministro Provenzano

«Aree interne del Sud, politiche strutturali e risorse per il rilancio»

Parte il tour sul territorio «Accessibilità e servizi. Per le imprese 90 milioni»

di Donata Marrazzo


Piano Sud, fra azioni immediate e obiettivi 2030

2' di lettura

Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione sociale, ha la valigia pronta: nel mese di marzo farà un tour nelle aree interne del Mezzogiorno, articolato in varie tappe.

Lo accompagnerà Franco Arminio, il “paesologo” dei luoghi disabitati. Dei calanchi d’argilla di Aliano, in provincia di Matera, dove ogni anno Arminio è protagonista della festa della Paesologia: un’idea, quella della Paesologia, che si è sviluppata anni fa in una casa abbandonata di Trevico, in Irpinia.

Cogliere le potenzialità di sviluppo
Per capire un territorio «è necessario conoscere anche l’anima dei luoghi» afferma il ministro. Toccare con mano le grandi ricchezze naturali dei territori, ma valutarne anche le criticità, la distanza dai grandi agglomerati urbani e dai servizi. Cogliere le potenzialità di sviluppo coniugando innovazione e tradizione. Perché «si tornerà presto ad abitare l’Italia interna» prevede Arminio.

Il patrimonio di cultura e bellezza
«C’è un patrimonio custodito di cultura, bellezza, biodiversità, produzioni di qualità, di saper fare, che va rivitalizzato. Assicurando innanzitutto servizi – spiega Provenzano – La scuola, la salute, ma soprattutto la mobilità. Le aree interne vanno connesse con la costa, rese accessibili. Penso a Matera o a Capracotta nell’Alto Molise, segnalata come meta dell’anno dal New York Times».

La gestione associata dei servizi
La Strategia nazionale delle aree interne 2016-2022 prevede proprio che i Comuni lavorino a forme di gestione associata dei servizi (“Nuovi assetti istituzionali e sistemi intercomunali”), adeguate alle esigenze locali, per garantire salute, istruzione, mobilità, tutela del territorio.

Puntare su azioni innovative
«Nella Legge di Bilancio - continua il ministro - abbiamo raddoppiato le risorse proprio per includere quei territori rimasti fuori dalla sperimentazione, che ora deve diventare una politica strutturale. Puntiamo su azioni innovative, sulla progettazione di strategie condivise fra comuni e cittadini, anche per individuare nuove prospettive di sviluppo. Lo spopolamento si contrasta così, non per decreto. Nelle aree interne in Italia vivono ancora oltre 10 milioni di persone, non è una battaglia di retroguardia. Ci giochiamo un pezzo di futuro».

Velocizzare l’infrastruttura digitale
Da cosa partire, come accelerare i processi? «Dobbiamo velocizzare la realizzazione della infrastruttura digitale, per esempio. E non possiamo trascurare il tema del lavoro - conclude il ministro - Per questo abbiamo stanziato 90 milioni a sostegno delle imprese delle aree interne, che a volte sono veri e propri presidi sociali».

Per approfondire
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