Energia

Arera: pressione su prezzi energia resterà, servono interventi strutturali

La relazione annuale del presidente Besseghini: la transizione ecologica sia giusta, c’è rischio extra-costi che potrebbero incidere maggiormente sulle categorie più deboli

Decreto bollette, Besseghini (Arera): “Provvedimento necessario. Importante nostro contributo”

2' di lettura

«È facile prevedere che la pressione al rialzo dei prezzi si mantenga nell’immediato futuro e le previsioni di medio periodo lasciano ad oggi intravedere un processo molto lento di riallineamento a prezzi più bassi». A dirlo è il presidente dell’Arera Stefano Besseghini nel suo intervento alla presentazione a Parlamento e Governo della Relazione annuale dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Bessenghini ha richiamato l’attenzione sul tema di una «transizione ecologica giusta» che eviti «extra-costi che potrebbero incidere maggiormente sulle categorie più deboli» e sul nucleare con l’invito a non «perdere tempo» nell’individuazione del sito per la realizzazione di un deposito nazionale di rifiuti radioattivi.

La pressione al rialzo dei prezzi proseguirà

Per il presidente dell’Arera la pressione al rialzo dei prezzi «sollecita una riflessione sulla opportunità di rendere alcuni» degli interventi per contenerne l’impatto «strutturali, tra cui la possibilità di destinare stabilmente una quota del gettito in crescita delle aste CO2 alla riduzione degli oneri generali di sistema».

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L’intervento del governo sulle bollette «significativo»

Il governo ha appena varato un decreto da 3,4 miliardi di euro per ridurre l’impatto dei rincari di gas e luce in arrivo per l’aggiornamento trimestrale per i clienti (famiglie e piccole imprese) in maggior tutela. L’effetto «lo vedrete martedì (quando l’Arera diffonderà l’aggiornamento trimestrale, ndr), ma sarà certamente significativo» ha detto Besseghini a margine della Relazione annuale. «E’ un po’ come la volta scorsa, c’era un 20% di variazione. Qualcosa di significativo si riuscirà a fare anche questa volta».

La transizione ecologica sia giusta, rischio extra-costi

Oggi con il Covid, ha detto Bessenghini, «il senso di urgenza si è rafforzato. La transizione ecologica è riconosciuta e condivisa da molti ma, nella pratica, richiede interventi complessi che coinvolgono diversi attori pubblici e privati e tutte le realtà territoriali, per cui non è sempre facile stimare correttamente i tempi». Il presidente dell’Arera ha poi sottolineato che «la transizione, se pur accettata e condivisa, rischia di porci di fronte a extra-costi che potrebbero incidere maggiormente sulle categorie più deboli. È questo il tema della “transizione giusta”».

La scelta del deposito di un deposito di rifiuti radioattivi

Un passaggio dell’intervento alla presentazione della Relazione annuale è stato dedicato al nucleare. ««L’Italia non può più permettersi di accumulare ritardi. Il decommissioning (lo smantellamento degli impianti, ndr) e l’individuazione del sito per la realizzazione di un deposito nazionale di rifiuti radioattivi (finalmente avviatosi in questi mesi dopo anni di ritardi e titubanze) non possono aspettare». Besseghini ha quindi ammonito: «Perdere tempo significherebbe caricare le future generazioni di costi economici e ambientali inaccettabili».

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