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Argea, il nuovo polo di Botter-Mondodelvino e Fondo Clessidra pronto a investire 50 milioni

Ricavi a 420 milioni (+28%).L’assetto azionario prevede una holding partecipata in maggioranza da Clessidra con un importante quota della famiglia Botter e una presenza della famiglia Martini e del management

di Giorgio dell'Orefice

(AdobeStock)

2' di lettura

Finora era una sommatoria di due player del vino con una significativa dimensione che ne facevano già il primo gruppo privato italiano alle spalle delle grandi cooperative adesso ha una veste e un marchio nuovi. Si chiama oggi Argea (da “Ar” come arte e “Gea” come terra) il nuovo Gruppo pensato dal Fondo Clessidra e condiviso da due grandi, storici marchi del vino italiano quali Botter e Gruppo Mondodelvino che ne fanno parte.

La storia e la visione imprenditoriale delle famiglie Botter e Martini, tramite la regia del Fondo Clessidra, hanno costituito la base per la creazione di un Gruppo innovativo e orientato al futuro.
L’assetto azionario vede una holding, partecipata in maggioranza dal fondo Clessidra, con un importante quota della Famiglia Botter ed una presenza della Famiglia Martini e del management.

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Argea, quindi, nasce grande e punta a crescere ancora – sia in maniera organica, sia per acquisizioni – nella creazione di valore e nel perseguimento della sostenibilità.
Con ricavi consolidati di circa 420 milioni di euro nel 2021, realizzati con il 95% all'estero, e in crescita di oltre il 18% rispetto al risultato dell'anno precedente ottenuto da Botter e Mondodelvino separatamente, Argea rappresenta oggi il più importante player privato nel settore vitivinicolo nazionale, con circa 500 collaboratori.

Gli obiettivi di crescita ambiziosi hanno posto le basi per un piano investimenti al 2025 da circa 50 milioni di euro con attese ricadute positive anche sulle comunità locali in cui l'azienda opera.

Argea esporta in 85 Paesi, con una rete commerciale distribuita sia sui mercati dove il vino italiano è da tempo apprezzato – Usa, Uk, Germania e Paesi scandinavi – che in aree del mondo di tradizione enologica più recente: dalla Cina, alla Corea del Sud, al Canada e molti altri.Sei i siti di produzione distribuiti dalla Romagna al Piemonte al Veneto e numerose filiere coinvolte nel progetto provenienti anche da Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Puglia e Sicilia.
Argea porta sul mercato una variegata offerta di vini italiani Barbera, Nebbiolo e Moscato per il Piemonte, Sangiovese e Trebbiano per la Romagna, Prosecco e Pinot Grigio per il Veneto, Primitivo per la Puglia, Montepulciano d'Abruzzo, Nero d'Avola per la Sicilia.

«Con questo progetto – ha detto l’ad di Argea, Massimo Romani – unendo risorse tra le migliori del settore, Argea intende rappresentare una grande opportunità per il vino italiano e per l'intero comparto enologico sui mercati mondiali. Tramite il nostro Piano Industriale ambiamo a uno sviluppo etico e sostenibile che coinvolga i nostri collaboratori, le comunità e l'ambiente in cui operiamo. Un percorso ambizioso, caratterizzato da ingenti investimenti che permetteranno ad Argea di allargare sempre di più i propri orizzonti, con crescite importanti sia all'estero che in Italia».

«Poco più di un anno fa – ha aggiunto l’ad di Clessidra, Andrea Ottaviano – abbiamo lanciato il progetto ’Vino Italiano nel Mondo’. Oggi non è più solo un progetto ma il più grande esportatore di vino italiano. Il nuovo nome Argea serve per raccogliere in una casa unica tutti i nostri prodotti realizzati con grande attenzione alla qualità e all’innovazione».

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