dopo le presidenziali

Argentina, la banca centrale vara subito la stretta sui cambi

Si potranno acquistare solo 200 dollari al mese se si possiede un conto bancario, solo 100 se invece li si acquista in contanti. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a metà dicembre del 2019.

di Roberto Da Rin


L'Argentina torna peronista: Fernandez presidente, Kirchner vice

2' di lettura

BUENOS AIRES - Un contratto sociale alla Rousseau, in salsa tanguera. L’Argentina, el dia después, il giorno dopo, si risveglia da una notte di passione, cori e bandiere. Il peronismo immortale.

La coppia presidenziale, Alberto Fernandez e Cristina Fernandez de Kirchner, lei già vicepresidenta per due mandati consecutivi, promette riforme sociali e riduzione della povertà.

Intanto però la Banca centrale ha varato i primi provvedimenti, restrittivi: Il presidente Guido Sandleris, ha comunicato che il limite per gli acquisti di dollari viene drasticamente abbassato. Si potranno acquistare solo 200 dollari al mese se si possiede un conto bancario, solo 100 se invece li si acquista in contanti. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a metà dicembre del 2019.

Il cambio ufficiale veleggia attorno a quota 60pesos per un dollaro, quello “blu”, o “dolar fuga”, di chi compera fuori mercato, è schizzato a quota 77-78pesos. Mentre le azioni argentine quotate a New York hanno registrato un recupero vicino al 5 per cento.

Le misure cambiarie si traducono in conseguenze pratiche per una società centrata sul biglietto verde.

Il perché è semplice: con quel poco che può risparmiare acquista dollari e li tiene sotto il materasso. Oppure, se è nelle condizioni di farlo, lo porta all'estero.Il biglietto verde è l'unica moneta di cui ci si fida e i dati parlano chiaro: gli attivi fuori dal sistema finanziario superano quota 300miliardi di dollari; ciò rappresenta l'85% del pil, stimato a quota 350miliardi di dollari.

Nei prossimi giorni potrebbero essere varati altri provvedimenti per gli operatori economici: per le imprese, per quelle esportatrici e per quelle importatrici, uno per gli operatori finanziari.

Il dollaro, quaggiù alla Fin del mundo , rimane la vera unità di conto. Si guadagna in pesos, ma si risparmia in dollari.

Nel concessionario di auto multimarca, in calle Salguero, nel quartier di Palermo, sono esposte Fiat, Volkswagen, Renault e Chevrolet. I prezzi oscillano dai 10 mila ai 35mila e sono sempre espressi in dollari. Così come nelle agenzie immobiliari del Microcentro o del magnifico barrio de San Telmo - dove son già sbarcati i primi turisti, qui per godersi la primavera australe - i prezzi delle case sono sempre espressi in biglietti verdi. Con il prezzo di un bi o trilocale, analogo a quello di Milano.

È questo uno dei problemi atavici dei governi argentini, indebitarsi in dollari e immaginare di restituire il dovuto in pesos. Una (in)coerenza culturale e politica condivisa, di peronisti e liberisti.

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