Asia

Aria di dimissioni a Tokyo: dal capo dell’opposizione a quello dell'esercito

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

Renho (Reuters)

2' di lettura

Se pure la popolarità del premier giapponese Shinzo Abe appare in picchiata, il principale partito di opposizione sta peggio. La presidente del Partito Democratico, Renho (49 anni, prima donna a guidare lo schieramento avverso al governo, dal settembre dell'anno scorso), ha deciso di dimettersi, seguendo a ruota le dimissioni annunciate da numero due, il segretario generale ed ex premier Yoshihiko Noda. Entrambi hanno sottolineato di volersi assumere la responsabilità per l’infimo risultato ottenuto dal partito nelle elezioni per l'assemblea metropolitana di Tokyo, che ha confermato come il Partito democratico – dopo aver perso il potere a fine 2012 – non riesca a riprendersi nonostante le recenti difficoltà del premier. Lo stesso Abe, peraltro, ha dovuto incassare una pesante sconfitta per il suo partito (il liberaldemocratico) nelle medesime elezioni metropolitane, vinte dalla governatrice Yukiko Koike con una nuova formazione politica.

Dopo due giorni di teso confronto alla Dieta sullo scandalo dei presunti rapporti di favore con due titolari di istituzioni scolastiche, Abe sta cercando un difficile rilancio procedendo a un’ampia manovra di rimpasto dell'esecutivo, che sarà varata alla fine di settimana prossima.

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Il premier ha detto di non voler allontanare la ministra della Difesa Tomomi Inada, anch’essa toccata da scandali (oltre che accusata di incompetenza), da ultimo quello dell'insabbiamento di documentazione delicata relativa alla presenza e al ruolo delle Forze di Autodifesa in Sud Sudan (la missione è già terminata).

Per questa vicenda si è dimesso il capo di stato maggiore delle Forze di Autodifesa di terra (in pratica, l'esercito), generale Toshiya Okabe: in pratica, i vertici militari avrebbero tenuto nascosto al pubblico il livello crescente di pericolosità della missione africana, influendo sul relativo dibattito parlamentare. Finora Okave era considerato candidato alla massima carica, quella di capo di stato maggiore della Difesa, oggi ricoperta dall'Amm. Katsutoshi Kawano. Anche Inada resta in bilico.

Intanto l’eco degli scandali “scolastici” che toccano Abe non accenna a placarsi. Oggi è stato formalmente interrogato come imputato (con la moglie) il titolare della Moritomo Gakuen, Yasunori Kagoike, prima beneficiato per il progetto di una nuova scuola elementare e poi trasformatosi in accusatore del premier.

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