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Ariston acquista la tedesca Centrotec, esborso di 703 milioni in contanti

Il gruppo italiano pagherà 703 milioni di euro in contanti e circa 41,42 milioni in azioni per il 100% della società.

di Monica D'Ascenzo

4' di lettura

Ariston Holding N.V., tra i leader mondiali nelle soluzioni sostenibili per il comfort termico, con azioni ordinarie quotate su Euronext Milano, ha firmato un accordo vincolante con Centrotec SE per l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Centrotec Climate Systems GmbH.

Attraverso i rinomati brand Wolf, Brink, Pro-Klima e Ned Air, Centrotec Climate Systems è tra i leader nella fornitura di soluzioni per il riscaldamento, la ventilazione e il trattamento dell’aria nonché di soluzioni la generazione combinata di calore ed energia; impiega circa 2.500 persone; beneficia di solido posizionamento in Germania e nei Paesi Bassi e di una presenza significativa in altri mercati europei. Nel 2021 ha registrato ricavi per 599 milioni di euro e un margine operativo lordo (Ebitda) adjusted di 84,8 milioni di euro, con una robusta crescita dei ricavi e della redditività negli ultimi anni. Tra il 2018 e il 2021 il fatturato ha registrato una crescita media annua del +11,2% , mentre nel primo semestre di quest’anno ha segnato un incremento del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

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I dettagli dell’operazione

L’intesa prevede il conferimento ad Ariston dell'intero capitale di Centrotec Climate Systems a fronte della sottoscrizione da parte di Centrotec di 41.416.667 di azioni ordinarie Ariston di nuova emissione, pari all’11,1% del capitale Ariston e al 2,6% del totale dei diritti di voto, e di un esborso da parte di Ariston di 703 milioni di euro in contanti. Le azioni di nuova emissione saranno soggette a lock-up (copre il 100% delle azioni di nuova emissione per i primi 12 mesi e solo il 50% per i 12 mesi successivi): una quota pari a n. 19.321.437 saranno subito ammesse a quotazione, mentre la parte restante sarà ammessa a quotazione 12 mesi dopo il closing.

La componente in contanti e le azioni di nuova emissione saranno rispettivamente pagate ed emesse al closing a favore di Centrotec, che avrà il diritto di nominare un membro del consiglio di amministrazione della società.

In questa operazione Ariston è stata assistita da CC&Soci e Goldman Sachs Bank Europe SE in qualità di advisor finanziari; Pedersoli ha agito come lead counsel, Clifford Chance e Houthoff rispettivamente come consulenti legali per il diritto tedesco e olandese; KPMG per la due diligence ed Equita SIM in qualità di fornitore della fairness opinion al consiglio di amministrazione di Ariston.

Una storia di acquisizioni

Ariston persegue una strategia di sviluppo nei mercati in cui è presente, sia tramite crescita organica, sia attraverso linee esterne. La storia di Ariston Group è caratterizzata da una serie di acquisizioni, che hanno trasformato un'azienda nata nel 1930 nelle Marche in un gruppo internazionale nel settore del comfort termico. Tra le operazioni di M&A più rilevanti c’è l’acquisizione negli anni ’90 di Racold, la più grande azienda di riscaldamento dell’acqua in India; e negli ultimi 20 anni le acquisizioni di Chaffoteaux, ELCO, Cuenod, Rendamax, Ecoflam, Termogamma, Cipag, Domotec, DhE, ATAG Heating, Heat Tech Geysers, Gastech-Energi, SPM, NTI, HTP, Atmor, Calorex e Chromagen. Nel dettaglio dal 2014 al 2021 sono 17 le acquisizioni realizzate dal gruppo, con un consolidamento particolare tra il 2016 e il 2019 nel Nord-America.

Nel 2021 il gruppo si è quotato su Euronext Milano con il dichiarato intento di accelerare i piani di crescita per linee esterne e poi nel gennaio scorso, a poche settimane di distanza dall'Ipo, il presidente esecutivo Paolo Merloni ha affermato in un’intervista al Sole 24 Ore che «con le azioni oltre alla cassa sappiamo di avere più opzioni, ma in questi casi oltre ad avere buone carte in mano occorre anche saperle giocare bene e studiare i competitor». Ad una domanda sulla possibilità di un deal trasformativo, ha risposto: «In assoluto non escludiamo nulla, d'altronde vent'anni fa abbiamo già deciso di cogliere una grande occasione acquisendo Chaffoteaux, che ci ha portato per un certo periodo dei nuovi soci finanziari e ha avuto un forte impatto anche sulla governance, con un cda e una rendicontazione ispirata alle best practice. Oggi ci siamo quotati per alzare l'asticella, avviare una nuova fase, migliorare ulteriormente il nostro profilo e la nostra attrattività».

Dopo la quotazione, rispondendo agli analisti durante le call sui risultati trimestrali, l'amministratore delegato Laurent Jacquemin ha ribadito più volte che Ariston Group valuta tutte le possibilità di crescita tramite M&A ed è continuamente alla ricerca di opportunità che abbiano il giusto profilo.

Nel primo semestre 2022, Ariston Group ha registrato ricavi netti a 1,135 miliardi di euro, in crescita del 24,1% rispetto al primo semestre 2021 grazie a un secondo trimestre molto forte (+24.3% anno su anno) e all'acquisizione di Chromagen. A livello di redditività l’Ebit adjusted è stato pari a 95 milioni di euro, in crescita del 5,9% rispetto al primo semestre 2021, mentre l’utile netto si è attestato a 66 milioni di euro, contro gli 81 milioni di euro del primo semestre 2021 che includevano un beneficio fiscale una tantum di 22 milioni di euro. Il free cash flow è stato negativo per 63 milioni di euro, contro i +20 milioni di euro del primo semestre 2021.

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