Musica e moda

Armani diventa socio fondatore del Teatro alla Scala. Riapertura l’11 maggio con concerto di Muti

Si rafforza il sodalizio tra due grandi eccellenze della cultura e della creatività milanesi, simbolo del made in Italy nel mondo. Un impegno finanziario di 600mila euro in cinque anni

Lo stilista Giorgio Armani al suo arrivo al Teatro alla Scala per assisitere alla Turandot ( Ansa//Matteo Bazzi)

3' di lettura

Una bella notizia per il Teatro alla Scala di Milano, nel giorno in cui riaprono i teatri nelle regioni “gialle” e in cui l’ente lirico milanese pone la prima pietra della nuova palazzina in via Verdi, progettata da Mario Botta con Emilio Pizzi, per ampliare gli spazi del teatro. Il gruppo Armani, altro simbolo dell’eccellenza milanese e italiana nel mondo, diventerà dal prossimo 17 maggio socio Fondatore Sostenitore della Fondazione lirica.

Lo ha annunciato il cda della Scala, anche se per la formalizzazione dell’ingresso occorrerà aspettare la cooptazione dell’Assemblea dei soci a metà maggio.

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Riapertura l'11 maggio con concerto Muti

La Scala riaprirà al pubblico l'11 maggio con il concerto dei Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Muti. Si tratta di una data simbolica perché proprio l'11 maggio si tenne il concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini nel 1946. Il pubblico (massimo 500 persone) sarà sistemato nei palchi. Verrà quindi mantenuta la pedana costruita durante il lockdown in platea per ospitare l'orchestra.

Un sodalizio tra big milanesi nel mondo

Il sodalizio tra il re della moda e la regina dei teatri lirici italiani è di lunga data: Giorgio Armani era stato tra i primi a sostenere la Fondazione, dopo la sua nascita nel 1997, e ora torna a farlo, «con rinnovato impegno, in un momento particolarmente delicato per il mondo dello spettacolo», si legge nel comunicato diffuso dalla Scala. In quanto socio Sostenitore, il gruppo Armani verserà al teatro 600mila euro in cinque anni, come prevede lo statuto della Fondazione.

«Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto – ha dichiarato Giorgio Armani, amministratore delegato del gruppo –. Questa nuova iniziativa è dedicata alla città di Milano, per il valore simbolico della Scala, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa, per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’«Elektra» di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale».

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Le parole del sindaco Sala

Per il sindaco di Milano, nonché presidente della Fondazione lirica, Giuseppe Sala, «L’ingresso di Giorgio Armani tra i fondatori sostenitori del Teatro alla Scala è la realizzazione di un connubio già scritto nel destino della nostra istituzione culturale più prestigiosa. La fama internazionale, l’eccellenza nel campo della creatività che hanno reso Giorgio Armani il re della moda italiana e milanese nel mondo, sono le medesime caratteristiche che hanno portato il Teatro alla Scala a essere giudicato il “teatro più bello del mondo”, il tempio della lirica e del balletto».

Soddisfatto anche il sovrintendente e direttore artistico della Scala, Dominique Meyer: «Il Teatro alla Scala e Giorgio Armani sono due simboli dell’Italia nel mondo, ma sono anche due realtà profondamente milanesi. Essere insieme internazionali e inconfondibili, condividere gli stessi obiettivi di bellezza e ricerca instancabile della qualità, vivere dello stesso connubio tra arte e alta tradizione artigiana sono le caratteristiche che fanno del Teatro alla Scala e di Armani, l'incarnazione dello spirito migliore di questa città. Per questo la nostra collaborazione è un segnale forte della volontà di Milano di ripartire, con coscienza del proprio passato e rinnovata determinazione per il futuro».

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