ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEntrano nel vivo decreti «caldi»

Armi all’Ucraina, trivelle e balneari: l’opposizione si prepara a dare battaglia in parlamento

Non si escludono tensioni nemmeno sul decreto Ischia nato dopo la frana di novembre che ha travolto Casamicciola

di Andrea Carli

Dalle trivelle alle rinnovabili, il governo fissa la strategia

3' di lettura

Dopo lo sprint per approvare la manovra prima del 31 dicembre, evitando lo spettro dell’esercizio provvisorio, il Parlamento torna alla routine e da lunedì 9 gennaio le opposizioni si preparano a dare battaglia sui decreti più caldi che entrano nel vivo.

In ballo, al Senato, c’è quello che proroga alla fine del 2023 la possibilità di inviare equipaggiamenti militari all’Ucraina: di certo il M5s punterà i piedi, votando contro, ma probabilmente in solitaria tra le opposizioni. Va anche detto che sarà un decreto interministeriale (Difesa, Esteri, Mef) a indicare le armi che saranno mandate a Kiev (come i precedenti, il provvedimento sarà probabilmente secretato).

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Sempre a palazzo Madama, le commissioni riunite Affari costituzionali e bilancio esaminano il Milleproroghe. La maggioranza si accinge a cogliere l’occasione della conversione di questo provvedimento per riaprire il dossier balneari, dopo che il ddl concorrenza, approvato dal governo Draghi, aveva introdotto una proroga al 31 dicembre 2023 (estendibile fino al 31 dicembre 2024) per le concessioni demaniali e previsto una delega all'esecutivo per il riordino della materia con indennizzi per i concessionari uscenti. A metà gennaio, quando arriverà il momento degli emendamenti, Forza Italia ha annunciato di essere pronta a chiedere l’ennesima proroga delle gare.

Nel pomeriggio di lunedì 9 approva invece in aula alla Camera il decreto Aiuti quater: nella pancia del provvedimento l’estensione delle estrazioni di gas in Adriatico, invisa a Pd, M5s e Alleanza Verdi Sinistra. Sono stati in tutti 180 gli emendamenti presentati al dl aiuti quater in commissione bilancio alla Camera. Le opposizioni, dal Pd al M5s passando per Avs, hanno presentato proposte di modifica contro le trivelle (il Terzo Polo si è invece sfilato). Infine, non si escludono tensioni nemmeno sul decreto Ischia nato dopo la frana di novembre che ha travolto Casamicciola.

Dl aiuti quater, 180 emendamenti, opposizioni sul piede di guerra contro le trivelle

Intanto l’attenzione è tutta sulla norma sblocca trivelle nell’Aiuti quater. Si punta a rilanciare a monte, le estrazioni di gas in Italia per offrire poi, a valle, forniture a prezzo calmierato alle aziende gasivore attraverso un sistema di aste gestito dal Gse. Con il decreto Aiuti quater si è aperto uno spiraglio, ancorché minimo, alle estrazioni nell’Alto Adriatico, interdetto da 30 anni, consentendo agli operatori di muoversi in una piccolissima porzione - che corrisponde all'estremità più a sud (tra il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po) -, oltre le 9 miglia dalla costa e per giacimenti con un potenziale sopra i 500 milioni di metri cubi, mentre continua a restare vietata l'area di fronte a Venezia. Il tutto a condizione che i titolari delle concessioni presentino analisi e monitoraggi puntuali che escludano il rischio di subsidenza (lo sprofondamento del suolo). E la coltivazione sarà riattivata anche nelle acque dei golfi di Napoli, di Salerno e delle isole Egadi, per la durata di vita utile del giacimento e solo a patto che si dimostri l'assenza di rischi per il territorio.

Il voto in commissione è previsto per lunedì 9 gennaio, in tempo per l’avvio dei lavori d’Aula nel pomeriggio dove il governo dovrebbe porre la fiducia. Il decreto scadrà a metà mese.

Balneari, il nodo delle concessioni da mettere a gara

Un altro nodo politico è quello che riguarda i 30mila balneari che, stando alle regole scritte nella legge sulla Concorrenza, il prossimo anno dovrebbero vedere le concessioni messe a gara, come peraltro imposto anche da una sentenza del Consiglio di Stato. Un tema, quello delle concessioni e in generale dell’applicazione della Bolkestein, che ha visto negli anni il centrodestra compatto a difesa di spiagge e ambulanti. Governo dal quale i balneari si aspettavano un intervento di proroga che, ad ora, non è previsto. Ecco allora che l’azzurro Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, ha annunciato un emendamento al decreto Milleproroghe. Non c’è solo il problema delle vecchie concessioni ma anche la proposta lanciata dalla ministra del Turismo Daniela Santanché di mettere a gara quelle spiagge che oggi sono libere e lasciate al “degrado”. Una questione che potrebbe riaprire vecchie ruggini (e procedure di infrazione) con Bruxelles proprio nel momento in cui il governo intende chiedere di rinegoziare il Pnrr.

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