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Armi, balzo di vendite nel 2021. Leonardo sale al 12esimo posto della classifica mondiale

Pubblicato i dati dell’istituto internazionale di ricerce sulla pace di Stoccolma (Sipri), che redige una classifica annuale dei primi 100 produttori mondiali di armi. Il primo produttore dell’Unione europea per ricavi da vendite di armi è l’italiana Leonardo

di Gerardo Graziola

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3' di lettura

La domanda di armi sta registrando una forte crescita quest’anno, sia negli Stati Uniti che in Europa, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Lo indica l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri) che redige una classifica annuale dei primi 100 produttori mondiali di armi.

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Nella classifica il primo produttore dell’Unione europea per ricavi da vendite di armi è l’italiana Leonardo (12esima posizione mondiale), davanti alla francese Thales.

Il ruolo delle scorte Usa

Il balzo della domanda nei paesi occidentali, si legge nel rapporto, è sostenuto soprattutto dalla necessità, in particolare da parte degli Stati Uniti, di ricostituire le scorte dopo i massicci invii a favore dell’Ucraina.

Il gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, un gruppo guidato dagli Usa e composto da oltre 50 paesi, ha coordinato gli sforzi per aumentare la produzione di armi e ricostituire le scorte.

A fine ottobre scorso, ad esempio, si legge nel documento di Sipri, istituto istituito nel 1966 per commemorare i 150 anni di pace ininterrotta in Svezia, il governo Usa aveva assegnato diversi contratti a imprese costruttrici di armi.

Tra questi un ordine da 624 milioni di dollari con Raytheon Technologies per i missili Stinger; un ordine da 663 milioni di dollari con la joint venture tra Lockheed Martin e Raytheon Technologies per i missili anticarro Javelin e un ordine da 95 milioni di dollari con Lockheed Martin per il lanciarazzi multiplo Himars.

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La classifica

Le imprese statunitensi dominano ovviamente la classifica con 40 produttori tra i primi cento (cinque tra le prime dieci), segue l’Europa con 21 aziende. Le vendite complessive di armi da parte degli europei vengono calcolate da Sipri in 123 miliardi (+4,2%).

«Molti produttori europei specializzati nel militare aerospaziale hanno registrato un calo nel 2021 - osserva il ricercatore Sipri Lorenzo Scarazzato - mentre i costruttori di navi sono risultati meno condizionati dalle ricadute della pandemia ed hanno incrementato le vendite nel 2021».

Le vendite mondiali hanno tenuto una traiettoria di crescita fin dal 2015 quando l’istituto svedese ha inserito per la prima volta delle imprese cinesi nella rilevazione. Nella classifica ci sono anche i gruppi definiti pan-europei da Sipri, come Airbus e Mbda (partecipata da Leonardo). Quest’ultima viene indicata al 27esimo posto nella classifica, con vendite di armi per 4,96 miliardi di dollari (99% del totale dei ricavi) in crescita del 15% sull’anno precedente.

Airbus, invece, è in calo al 15 posto con vendite per 10,85 miliardi (-15%). Sipri nella sua rilevazione considera le vendite di armi e di servizi militari. Questi ultimi includono i servizi tecnici, come l’information technology; manutenzione, riparazione e supporto operativo; servizi relativi al funzionamento delle forze armate, come l’intelligence, l’addestramento e la gestione della logistica e la sicurezza armata nelle zone di conflitto.

Leonardo scala posizioni

Leonardo scala posizioni nella classifica mondiale delle vendite di armi redatta dall’istituto indipendente svedese Sipri. Secondo i dati raccolti da Sipri da fonti aperte, il gruppo italiano ha realizzato vendite per circa 13,9 miliardi nel 2021 con un incremento del 18% sull’anno precedente, portandosi al 12esimo posto della classifica mondiale delle top 100 (14esima posizione nel 2020) guidata dalla statunitense Lockeed Martin.

Le vendite di armi di Leonardo, secondo i calcoli dell’istituto rappresentano l’83% dei ricavi totali. Le vendite di armi nel mondo lo scorso anno, nonostante le difficoltà nella catena di approvvigionamento, sono cresciute dell’1,9% a 592 miliardi di dollari, un incremento che è inferiore a quello che si registrava prima della pandemia.

Nella classifica dei primi 100 costruttori mondiali compare anche Fincantieri al 46esimo posto (48esimo nel 2020) con un incremento delle vendite del 5,9% a 2,98 miliardi di dollari (36% dei ricavi complessivi).

Sipri osserva che l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio scorso ha aggiunto nuove sfide a quella della catena di approvvigionamento per le aziende del settore, anche perché la Russia è un importante fornitore di materie prime utilizzate nella produzione di armi. Ciò potrebbe ostacolare gli sforzi in corso negli Stati Uniti e in Europa per rafforzare le loro forze armate e per ricostituire le loro scorte dopo aver inviato miliardi di dollari di munizioni e altre attrezzature in Ucraina.

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