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Aromi e spezie, Fratelli Pagani cresce anche con il Covid e investe in R&S

L’azienda milanese leader negli aromi e ingredienti per l’alimentare registra a marzo un aumento delle vendite del 15% ed è fiduciosa per il futuro

di Luisanna Benfatto

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La fabbrica Pagani a Milano

L’azienda milanese leader negli aromi e ingredienti per l’alimentare registra a marzo un aumento delle vendite del 15% ed è fiduciosa per il futuro


2' di lettura

Sorge, tra piazzale Lodi e Porta Romana, poco fuori la circovallazione esterna di Milano, la sede principale di Fratelli Pagani. Nata come drogheria, con alla guida 5 generazioni della stessa famiglia, in 110 anni si è trasformata in un’azienda leader degli aromi e ingredienti esclusivi per l’industria alimentare, soprattutto nei prodotti per la lavorazione e trasformazione della carne. Tra i suoi clienti si contano alcuni tra i big player italiani dei salumifici come Veroni, Fumagalli, Rovagnati, Beretta, Raspini , Brugnolo,Viani.

Pagani, come altre imprese attive nel settore alimentare, ha registrato anche in questo periodo emergenziale, una crescita del fatturato a doppia cifra . «Abbiamo osservato picchi inusuali: un’impennata delle vendite a marzo(+15%), bilanciata da un assestamento su aprile», commenta l’international business developer Valentina Cardazzi(figlia di Francesco e nipote di Marco, i due fratelli alla guida del gruppo).

A contribuire all’exploit le scorte del mix di prodotti per prosciutti cotti, prodotti stagionati ed elaborati di carne fresca (salsiccia e hamburger) e soprattutto il lavoro mai interrotto delle 120 persone impiegate.

«Gli orari sono stati allungati del 30% per sopperire alla riduzione degli operai in ogni turno per rispettare delle normative sulle distanze. Tutti ovviamente sono stati dotati di mascherina FFp3, guanti, disinfettante e controllo della temperatura in ingresso. Il commerciale ha aderito invece allo smart working. Grazie a questi interventi nessuno si è ammalato e siamo riusciti a far fronte alla domanda. Per questo abbiamo ritenuto giusto rinoscere allo staff 400 euro di “bonus” oltre agli straordinari con una maggiorazione del 50%».

Nel futuro del gruppo, racconta Cardazzi, c’è il rafforzamento nel campo dell’innovazione e diversificazione dei prodotti (attualmente sono impegnate 18 persone nel reparto R&D), nella digitalizzazione dei processi e una nuova sede: «L’area è già individuata e ci sono anche i progetti, purtoppo il coronavirus ha rallentato i lavori del nuovo headquater che vedrà la luce entro due anni».

Secondo la manager, la cui azienda ha fatturato circa 31 milioni nel 2019, l’occasione che ci si presenta quest’anno è quella di gettare i semi per una grande ripartenza nonostante l’incertezza: «Ho grande fiducia nel 2021. Gli anni ‘20 di questo nuovo secolo, seppur iniziati con una situazione così sfidante, potranno certamente donarci l’occasione per una rinascita. Non mi piace l’espressione “ritorno alla normalità”, desidero che le cose non tornino come prima, ma meglio di prima. Una grande certezza, quando tutto è incerto è che c'è tutto ancora da scrivere».

Fratelli Pagani, che conta 30 distributori nel mondo diffusi nelle aree Est Europa e America, guarda fiduciosa oltre i confini nazionali. Nell’agenda ci sono il consolidamento dei branch office europei anche attraverso acquisizioni e lo sviluppo di nuove formule e miscele in settori affini alla carne nel mondo del salato. «Grazie al nostro laboratorio degli aromi (con un tesoretto di 1400 molecole codificate) abbiamo sviluppato da poco una salsa Teriyaki per la marinatura senza allergeni e senza soia che sta ottenendo un buon gradimento. Continueremo anche su questa strada». Per raggiungere questi obiettivi l’azienda sta valutando di assumere nuove figure nel settore commerciale e strategico .

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    Luisanna BenfattoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: francese, portoghese, inglese

    Argomenti: food, travel, lifestyle, startup, tecnologia, social media, digital e data jounalism

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