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Arredi per gelaterie, Frigogelo sbarca a Doha

Qatar

di Michelangelo Bonessa

2' di lettura

La Lombardia porta il gelato ai Mondiali. L’azienda bergamasca Frigogelo ha infatti aperto un punto vendita Doha, capitale del Qatar, proprio in corrispondenza della manifestazione sportiva: si tratta di una gelateria avviata per la catena spagnola Gelati Dino, anch’essa fondata in realtà da un cuneese emigrato in terra iberica, e partner storico di Frigogelo con una rete di oltre cinquanta punti vendita in Spagna.

«Abbiamo lavorato di corsa per aprire in tempo – racconta il titolare Marcello Misurini – perché lì c’è un’imponente burocrazia e bisogna prepararsi prima, ma ce l’abbiamo fatta e tutto è made in Bergamo, dal progetto, alla falegnameria alle macchine 4.0». Nonostante la fretta in dieci giorni cinque tecnici di Frigogelo sono sbarcati a Doha e hanno creato di fatto la nuova gelateria. Un’operazione portata a termine anche grazie alla vasta esperienza di lavori all’estero, Golfo compreso, su cui poteva contare l’azienda perché ha già lavorato in Barhein. Così come in Brasile dove collabora da anni con la catena Bacio di Latte, 850 dipendenti e ben 130 punti vendita, dei fratelli Tonolli.

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Oggi Frigogelo può contare su una lunghissima esperienza e un fatturato 2022 che chiuderà vicino ai 12 milioni di euro. Ma la sua è una storia tipica dell’Italia novecentesca: Misurini ha imparato il mestiere entrando in azienda a 14 anni. Era il 1983. Per gli undici successivi ci è rimasto imparando il mestiere e ottenendo le conoscenze per creare la sua prima macchina per gelato «in 50 metri quadri a casa, con mia moglie che mi aiutava con la contabilità» ricorda Misurini. All’epoca il fatturato era di circa dieci milioni di lire, oggi l’azienda ha superato i 10 milioni di euro e nella sede di fronte all’aeroporto di Orio al Serio impiega 40 persone. E dalle prime semplici macchine ha iniziato a vendere macchine dotare di connessione remota per la teleassistenza. Nonché in grado di risparmiare molta energia e soprattutto acqua grazie a un investimento in un genere particolare di condensatori.

La crisi pandemica ha inciso, ma non ha affondato i conti aziendali: «Diciamo che abbiamo avuto una riduzione degli affari del 20-25% - dichiara Misurini – ma non abbiamo mai chiuso del tutto e il credito di imposta garantito da “industria 4.0” ci ha aiutato molto».

Ma l’azienda non vive solo di incentivi: grazie a una radicata esperienza nel settore, ha un’ampia rete di partners in tutto il mondo e continua la sua espansione anche avvalendosi di una presenza stabile alle fiere di settore. Tanto le esposizioni di Tokyo come di Dubai e altre garantiscono continui contatti con chi opera dentro e fuori dall’Italia, segno che le fiere restano un investimento utile per le aziende con prodotti validi alla ricerca di clienti. Senza contare che grazie a questa costante attività anche un pezzo di Italia e di Lombardia, anche se non sportiva, è sbarcato ai Mondiali di calcio.

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