Innovazione

Arredo & Design, il successo è nell’ingegneria

Oltre la metà delle esportazioni italiane all’estero nel comparto arredo e illuminazioni è costituita da prodotti di fascia alta, a maggior contenuto tecnologico, per via dei materiali, degli automatismi, delle finiture e anche della sensoristica di derivazione automotive e aeronautica

di Paola Guidi

4' di lettura

È soprattutto l’innovazione tecnologica e non solo quella formale a supportare da decenni la crescita delle vendite dell’arredo italiano in tutto il mondo e a mettere in sicurezza, per così dire, questo primato anche nei periodi di profonda crisi, come dimostrano la Design Week e il Supersalone che si è aperto domenica 5 settembre. Oltre il 56% delle esportazioni italiane di mobili e illuminazione è infatti costituito da prodotti di fascia alta e medio alta (era il 32% nel 2017 secondo Ipsoa), che sono quelle a maggior contenuto tecnologico, per via dei materiali, degli automatismi, delle finiture e addirittura della sensoristica di derivazione automotive e aeronautica.

Il successo si costruisce in laboratorio

Ci sono comparti come quello per esempio del sistema-cucina dove – come ha spiegato Alberto Scavolini, ceo &managing director di Ernestomeda Spa (28,5 milioni fatturato 2021, +20% sul 2019), per realizzare un ambiente cucina occorre integrare componenti e lavorazioni provenienti da almeno 300 fornitori diretti. E proprio per queste caratteristiche esclusive che le esportazioni del made in Italy della casa sono dirette, come ci ha confermato il Monitor di FederlegnoArredo, verso i mercati più evoluti e esigenti e cioè quelli degli Stati Uniti, della Germania, della Francia, del Regno Unito e della Svizzera. Tra i più riconosciuti centri di R&D che supporta da decenni i primati tecnologici e di tendenza del settore c’è Fauciglietti Engineering, un laboratorio che ha sede nella Brianza, culla del good design, titolare di oltre 50 brevetti d’invenzione internazionali, e di oltre 500 progetti con decine e decine di premi, celebrato anche dal Wall Street Journal. La storia della Fauciglietti Engineering è esemplare perché svela il meccanismo semplice ma quasi perfetto che collega strettamente la filiera “diffusa” sul territorio del made in italy di successo: R&D, progetto, messa a punto, verifiche, certificazioni, produzione e marketing. «Le grandi firme italiane e anche alcune importanti aziende internazionali quando ricevono le proposte dei designer – dichiara Renzo Fauciglietti – ci richiedono la collaborazione per risolvere tutti o alcuni problemi tecnici e ed estetici. E spesso anche per i processi produttivi, per inventare materiali e finiture risolutivi, o addirittura ci chiedono di creare ex novo un prodotto particolarmente innovativo».
L’approccio della Fauciglietti, di tipo olistico, multidisciplinare e scientifico, concepito nel 1989, ha consentito di accumulare una tale ricchezza di invenzioni e conoscenze –l’azienda investe in aggiornamento il 30% del fatturato – che spesso già possiede una parte delle soluzioni per i nuovi progetti. Il processo di sviluppo, secondo le norme ISO9001 e 2000 si basa su 57 fasi distribuite su quattro macro piattaforme: la pianificazione del prodotto, la progettazione preliminare, l’ingegnerizzazione di prodotto e dei processi produttivi e, infine, la loro industrializzazione. Un percorso rigoroso, ogni volta modulato sulle esigenze del cliente, riesce a ottenere sempre un risultato di grande rilievo e cioè la riduzione dei costi rispetto a percorsi non così scientifici poiché ciascuna delle fasi prevede una valutazione e una relativa verifica dei costi.

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Oltre alla sedia Uno, premiata con il Compasso d’oro, tra i prodotti premiati divenuti celebri – firmati da designer famosi, spesso insieme a Graziella e Renzo Fauciglietti – ci sono la porta Convex della Tre più, realizzata con la collaborazione di Porsche Design, protetta da brevetto, che unisce sulla base di materiali usati in aeronautica, una eccezionale robustezza e una ottimale riproducibilità industriale. Anche la tecnologia alla base della scala a chiocciola di design della Fontanot, la Techne, la prima al mondo in tecnopolimero, rinforzato con fibra di vetro, stampato a iniezione, è diventata una pietra miliare per questa tipologia, ed è protetta da numerosi brevetti internazionali.

Al Fuorisalone della Design Week milanese, la siciliana Lithea presenterà – come ha dichiarato Patrizia Furnari, contitolare – una serie di complementi di arredo e di rivestimenti in marmi e pietre lavorati con speciali macchine a controllo numerico e che, innestando foglie di rame e bronzo o altri materiali, richiedono un’integrazione di lavorazioni manuali e digitali uniche che ha portato l’azienda a esportare il 90 per cento della creazioni. L’ultima delle quali si trova nella residenza newyorchese del Principe Alberto di Monaco ed è una grandiosa parete di marmo e pietra con incastonato un grande camino. Ed è interessante, come ha confermato Scavolini, che il lockdown della pandemia sia servito alle aziende per affinare ulteriormente questa propensione all’innovazione tecnico-formale dei prodotti. Questo arricchimento in termini di contenuti speciali ha determinato, a partire dal II semestre del 2020, un aumento delle esportazioni oltre il 10% che dovrebbe accentuarsi per l’intero 2021 salvo frizioni e difficoltà sui mercati mondiali delle materie prime e l’aumento dei trasporti.

Ecosostenibilità

E poi c’è il fattore ecosostenibilità-circolarità non però coniugata su scelte basiche ma dotata di certificazioni che, secondo molti esperti, possono alzare con percentuali anche a due cifre il valore di un prodotto.

Per la prima volta in assoluto la circolarità di mobili per cucina, quelli di Ernestomeda, attestata dalla Cosmob, è stata letteralmente misurata. «Con risultati eccellenti – sottolinea Scavolini che l’ha fortemente voluta-per gli arredi con ante in vetro – la circolarità materica si attesta intorno al 99%, con una percentuale del 98% dei materiali destinabili al riciclo, una volta esaurito il ciclo di vita del prodotto; anche per gli arredi con ante laccate, prodotti per l’89% con materiali da fonti rinnovabili, la circolarità materica è pari al 99%, con una percentuale di riciclo a fine vita prodotto del 98 per cento. Ottimi risultati ottenuti anche dagli arredi con ante impiallacciate – circolarità materica del 98%, produzione da materiali provenienti per l'89% da fonti rinnovabili, percentuale di riciclo a fine vita prodotto pari al 97% – e da quelli con ante in melaminico/laminato: anche in questo caso, la circolarità materica si attesta al 98% e la percentuale di materiale riciclabile alla fine del ciclo di vita del prodotto al 97 per cento». E se l’export italiano dei mobili per cucina ha avuto nei primi 6 mesi la maggior crescita rispetto agli altri settori dell’arredo, con quasi il 7% e con una produzione a +15,1%, Ernestomeda ha superato queste già lusinghiere cifre, rispettivamente, con un +20 e +30 per cento.

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