nord corea

Arrestata una seconda donna per l'assassinio di Kim Jong Nam

dal nostro corrispondente Stefano Carrer


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La notizia dell’uccisione di Kim Jong Nam, fratellastro di Kim Jong Un, riportata da un emittente Sud Coreana. (Epa)

2' di lettura

TOKYO - Una seconda donna è stata arrestata in Malaysia per il sospetto coinvolgimento nell'assassinio di Kim Jong Nam, il fratello maggiore del leader nordcoreano Kim Jong Un, avvenuto martedì scorso. L'uomo si trovava al terminal delle linee a basso costo dell'aeroporto di Kuala Lumpur quando qualcuno gli avrebbe spruzzato sul viso una sostanza velenosa a effetto rapido.

La donna era in possesso di un passaporto indonesiano intestato a Siti Aishah, mentre la donna arrestata il giorno prima aveva un passaporto vietnamita con il nome di Doan Thi Huong con il quale si stava imbarcando per uscire dal Paese.

Di quest'ultima è stato confermato che si tratta della persona individuata da telecamere a circuito chiuso dello scalo con indosso una maglietta con la scritta “LOL”.
Secondo fonti sudcoreane, a uccidere Kim Jong Nam sarebbero state due donne appartenenti ai servizi segreti nordcoreani, in quanto già dal 2012 Kim Jong Un aveva messo il fratello (per parte di padre) nella lista nera delle persone da eliminare.

I media nordcoreani non hanno ancora dato la notizia. Oggi e domani si celebra a Pyongyang l'anniversario della nascita di Kim Jong Il, padre di entrambi e per l'occasione a mezzanotte il leader del regime ha fatto visita al mausoleo del Kumsusan Palace of the Sun.

Il missile balistico lanciato domenica scorsa sarebbe stato una sorta di “omaggio” celebrativo: come successo in altre occasioni, le date per dimostrazioni di forza sembrano essere scelte tenendo anche presenti i più importanti anniversari del regime.

Kim Jong Nam, 46 anni, stava imbarcandosi per Macao, dove avrebbe passato la maggior parte del suo tempo negli ultimi anni, sotto una discreta protezione cinese. Varie fonti indicano che gli era stato richiesto di tornare in Corea del Nord, una richiesta alla quale non aveva dato una risposta chiara.

I media sudcoreani hanno riportato che alcuni rappresentanti del governo di Seul hanno potuto effettuare una ricognizione del cadavere, identificandolo come quello di Kim Jong Nam.

Fonti di Seul hanno fatto sapere che potrebbe essere stato il gas nervino ad uccidere il fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un. I media di Seul parlano dell'agente “Vx”, capace di paralizzare parti del sistema nervoso con l'inalazione o il contatto con la pelle, causando problemi respiratori mortali. Il “Vx” sarebbe stato usato, secondo l'intelligence sudcoreana, diverse volte in passato da sicari della Corea del Nord. Se confermato sarebbe considerata la “firma” di Pyongyang sulla morte di Kim Jong-nam.

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