SICUREZZA

Il 2019 dei Carabinieri: «Arrestati 800 mafiosi, confiscati 630 milioni»

Il comandante generale, Giovanni Nistri, all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali: la metamorfosi criminale si manifesta «trasformando la violenza omertosa in forza economica e capacità di contaminazione anche delle Pubbliche amministrazioni»

di Marco Ludovico

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Il generale Giovanni Nistri, comandante dell'Arma dei carabinieri (foto Ansa)

Il comandante generale, Giovanni Nistri, all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali: la metamorfosi criminale si manifesta «trasformando la violenza omertosa in forza economica e capacità di contaminazione anche delle Pubbliche amministrazioni»


3' di lettura

Non solo una priorità operativa: per l’Arma dei Carabinieri il contrasto alla mafia e ai suoi beni illeciti è «parte integrante» dell’identità di una forza di polizia dalla storia bicentenaria. Oggi lo è più che mai per il comandante generale, Giovanni Nistri, come ha sottolineato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 della Scuola Ufficiali, presenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Conte: per governo Iraq impegno Arma contro Daesh è priorità
«Occorre perseguire un radicale cambio di paradigma culturale - ha sottolineato il capo del Governo -. Per questo vogliamo inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità, unitamente allo sviluppo sostenibile, direttamente nella Costituzione italiana». Quanto poi alle sfide sul fronte della sicurezza nell’ambito delle missioni all’estero, Conte ha ricordato che in Iraq «il Governo locale ha più volte sottolineato come l’impegno dell’Arma in seno alla Coalizione Globale anti Daesh, teso alla formazione della Polizia, debba rimanere una priorità strategica per realizzare una pacificazione».

La «forza economica» dei mafiosi
Nistri ha ricordato come il 2019 «ha registrato l’arresto di oltre 800 affiliati alle realtà criminali maggiormente strutturate e il sequestro o la confisca di beni per oltre 630 milioni di euro». Lo scenario, tuttavia, non lascia spazio a illusioni. «La diminuzione dei reati di maggiore allarme non attenua la nostra allerta verso le consorterie, che mortificano le aree di origine e trovano fertili opportunità di profitto nelle regioni del Centro e del Nord Italia e all’estero». La metamorfosi criminale si manifesta «trasformando la violenza omertosa in forza economica – mette in evidenza il generale – e capacità di contaminazione anche delle Pubbliche amministrazioni».

Contro i patrimoni illeciti «cultura investigativa»
Nell’azione repressiva contro l’infiltrarsi e l’espandersi delle mafie l’arma letale, certo la più temuta, è la sottrazione dei beni mobili e immobili illeciti. L’attività di sequestro e confisca è strategica, chirurgica. Ma va intensificata e incrementata di continuo. Davanti alle alte cariche dello Stato Nistri mette l’accento su un profilo cruciale: «L’aggressione ai patrimoni illeciti è parte integrante della cultura investigativa dell’Arma a tutela del tessuto socio-produttivo del Paese». Carabinieri in prima linea, dunque, per tutelare l’economia legale dall’inquinamento dell’imprenditoria criminale.

«Accesso diretto alle banche dati»
Il comandante generale snocciola i numeri degli specialisti formati: «Solo negli ultimi cinque anni abbiamo specializzato 434 unità» di militari proiettati ad aggredire i patrimoni delle cosche. «Altri 175 seguiranno nel 2020». Sono circa 600 carabinieri, dunque, specialisti in indagini patrimoniali. Ma in proposito Nistri risolleva un tema affrontato da tempo. «Per dare ulteriore vigore allo sforzo in questo settore nevralgico auspichiano l’accesso diretto alle banche dati operative di settore». La questione si trascina da anni ai tavoli “interforze” del ministero dell’Interno oggi guidato da Luciana Lamorgese.

Un «modello di prossimità»
Il cuore dell’Arma, la sua identità autentica e indiscussa, resta la rete delle tenenze e stazioni in 7.416 comuni. Sottolinea il comandante generale: «Nell’insieme, la rete presidiaria dell’Arma nel 2019 ha perseguito il 73% di tutti i reati denunciati scoprendo il 63% dei casi risolti da tutte le forze dell’ordine». Se «i dati attestano la valenza del nostro sistema organizzativo e la consistenza del nostro impegno» Nistri rimarca come «lo scorso anno tre militari hanno perso la vita e 2.033 sono rimasti feriti o contusi, vittime di resistenze e aggressioni». La conclusione è amara: si tratta «del 28% in più rispetto al 2018».

Per approfondire
Nistri: «Per i Carabinieri accesso diretto ai dati del fisco»

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