L’INCHIESTA

L’Ucrainagate si allarga: arrestati due faccendieri vicini a Rudy Giuliani

Lev Parnas e Igor Fruman due collaboratori vicini all’avvocato personale del presidente Trump sono stati arrestati negli Usa per la campagna di pressione verso i vertici politici ucraini per investigare John Biden e suo figlio

di Riccardo Barlaam


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(Reuters)

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK – Sono stati arrestati negli Stati Uniti due uomini d'affari vicini Rudolph W. Giuliani, l'ex sindaco di New York, repubblicano, ora avvocato personale di Donald Trump, nell'ambito delle indagini sul cossiddetto Ucrainagate.

Le pressioni esercitate dal presidente americano sul presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, nella telefonata che ha portato all'avvio della procedura di impeachment, per collaborare con il segretario alla Giustizia William Barr e con Giuliani per investigare sulla società ucraina che ha nel board Hunter Biden, il figlio del candidato democratico Joe Biden, l'ex vice di Obama, e cercare prove da usare contro il suo avversario politico.

I due uomini, Lev Parnas e Igor Fruman, sono stati arrestati all’aeroporto di Washington con l'accusa di aver aiutato a cercare fondi per indagare sui rivali politici di Trump. I due faccendieri dovrebbero apparire nella giornata di oggi, 10 ottobre, in un tribunale della Nord Virginia, secondo quanto riferito dal portavoce del procuratore generale degli Stati Uniti dall'ufficio di Manhattan.

Le tre commissioni della Camera che sanno conducendo le indagini contro Donald Trump sull'Ucrainagate hanno emesso due mandati di comparizione (subpeona) per i due faccendieri. La deposizione di Lev Parnas era prevista nella giornata di giovedì, mentre Igor Fruman sarebbe dovuto essere ascoltato dai deputati venerdì. Ma finora si erano rifiutati di collaborare.

I due partner di Rudy Giuliani sono stati arrestati con l'accusa di aver violato la legge sul finanziamento elettorale versando fondi alla campagna di Trump e a candidati repubblicani. Parnas e Fruman sono due imprenditori americani di origine ucraina e bielorussa che vivono in Florida. Sono accusati in concorso con altre due persone, Andrei Kukushkin e David Correia: il primo arrestato in California, il secondo per ora irreperibile.

Gli arresti e il timore di una condanna potrebbe ora convincere ora i due emissari di Giuliani - che quando erano emersi i particolari delle indagini su Hunter Biden si era definito un eroe - a collaborare con la Camera, dove sono già pronti i mandati di comparizione. Entrambi si attivarono come emissari di Giuliani per scoprire le informazioni compromettenti sui Biden, mettendo in contatto il legale di Trump con l'ex procuratore generale Viktor Shokin e con il suo successore Iuri Lutsenko.

Secondo il capo d'imputazione, i quattro hanno «cospirato per aggirare le leggi federali contro l'influenza straniera usando uno schema per far arrivare soldi stranieri a candidati per cariche statali e federali», tutti repubblicani. Parnas e Fruman sono accusati di aver versato nel 2018 350 mila dollari a un comitato elettorale pro Trump nascondendosi dietro la società energetica da loro fondata in Florida, la Global Energy Producers. Una donazione fatta due giorni dopo aver ricevuto un bonifico sospetto di 1,2 milioni di dollari da un conto intestato a Russell Jacobs, un avvocato immobiliare specializzato nell’assistere clienti stranieri che acquistano proprietà negli Usa.

Tra le accuse riportate a Parnas e Fruman ci sarebbe anche la raccolta di fondi per un deputato non precisato con lo scopo di far rimuovere l’ambasciatrice Usa a Kiev, Marie Yovanovitch, come poi avvenuto, perché poco avvezza a collaborare alla campagna contro i Biden sollecitata da Trump: la diplomatica testimonierà venerdì al Congresso e sarà interessante ascoltare la sua versione dei fatti.

Silenzio per ora da Trump e Giuliani, che sembrano aver accusato il colpo nel pieno di una crisi costituzionale, dopo che la Casa Bianca ha deciso di non collaborare con l'indagine della Camera, sperando in un intervento favorevole della Corte suprema, ora a maggioranza conservatrice. Un sondaggio di Fox News, la tv favorita del tycoon, indica che la maggioranza degli americani è a favore dell'impeachment del presidente. «Fox News non è più al servizio degli Usa. E' molto diversa da come era solita essere», si è lamentato il presidente.

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