maltrattamenti a borsiste

Arrestato ex giudice Bellomo, anche calunnia e minacce a Conte

L’ex giudice barese del Consiglio di Stato, direttore dei corsi per la preparazione del concorso in magistratura, imponeva a borsiste e ricercatrici un “dress code” e il divieto di matrimonio


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2' di lettura

Una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stato notificata a Francesco Bellomo, ex giudice barese del Consiglio di Stato, docente e direttore scientifico dei corsi post-universitari per la preparazione al concorso in magistratura della Scuola di Formazione Giuridica Avanzata 'Diritto e Scienza'. Bellomo risponde dei reati di maltrattamento nei confronti di quattro donne, tre borsiste e una ricercatrice, alle quali aveva imposto anche un dress code, ed estorsione aggravata ai danni di un'altra corsista.

L'ex giudice è indagato anche per i reati di calunnia e minaccia ai danni dell'attuale premier Giuseppe Conte. L'accusa, contenuta nell’ordinanza di arresto, risale al settembre 2017, quando Conte era vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e presidente della
commissione disciplinare chiamata a pronunciarsi su Bellomo.

A borsiste dress code e divieto di nozze
I fatti contestati risalgono agli anni 2011-2018. L'arresto dell’ex giudice è stato disposto dal gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna. Il reato di maltrattamenti sarebbe stato commesso da Bellomo nei confronti di donne con le quali aveva avuto una relazione sentimentale, in concorso con l'ex pm di Rovigo Davide Nalin, coordinatore delle borsiste.
Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal procuratore aggiunto di Bari Roberto Rossi e dal sostituto Iolanda Daniela Chimienti, Bellomo, con «l'artifizio delle borse di studio offerte dalla società» che consentivano tra le altre cose la frequenza gratuita al corso e assistenza didattica individuale, «per selezionare ed avvicinare le allieve nei confronti delle quali nutriva interesse, anche al fine di esercitare nei loro confronti un potere di controllo personale e sessuale» si legge nell'imputazione, avrebbe fatto sottoscrivere un «contratto/regolamento» che disciplinava i «doveri», il «codice di condotta» ed il «dress code» del borsista. Ad alcune ragazze era imposto «il divieto di contrarre matrimonio a pena di decadenza automatica dalla borsa».

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