arte tedesca e americana del dopoguerra

Arrestato il gallerista berlinese Michael Schultz

Arrestato e rilasciato per ragioni di salute è accusato di aver ingannato i clienti con documentazione falsa. In corso procedura di insolvenza

di Silvia Anna Barrilà


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2' di lettura

È stato arrestato giovedì scorso e poi rilasciato per motivi di salute il gallerista berlinese Michael Schultz , classe 1951, accusato di ingannato i suoi clienti per milioni di euro, vendendo opere con certificati falsi e non consegnando opere prepagate. Un nome ben noto nell'alta società, amico di personalità come l'ex cancelliere Gerhard Schröder, l'ex ministro degli esteri Joschka Fischer e lo stilista Wolfgang Joop. La sua galleria sulla Mommsenstraße, aperta nel 1986 nel ricco quartiere di Charlottenburg, centro della ex-Berlino ovest, è chiusa. Secondo quanto riporta la stampa tedesca, già a settembre il tribunale distrettuale di Charlottenburg ha avviato una procedura preliminare di insolvenza, la scorsa settimana la polizia criminale di stato ha perquisito cinque indirizzi a Berlino e due nel Brandeburgo. Durante le indagini sono state recuperate le prove e i suoi beni sono stati sequestrati.

Il sospetto. Pare che Schultz abbia offerto ai collezionisti, a fronte di pagamenti anticipati, opere di artisti famosi che non ha mai consegnato e che abbia falsificato documenti. Si tratterebbe di dipinti, disegni, sculture e stampe. Il gallerista è stato scoperto nel momento in cui un collezionista suo cliente, rivoltosi ad una casa d'aste per rivendere un'opera acquistata dal gallerista, si è ritrovato con un falso in mano. La casa d'aste, infatti, ha interpellato l'artista presunto autore dell'opera, che non l'ha riconosciuta.
La notizia non ha destato stupore in molti player della scena artistica tedesca. Il gallerista, che nel 2006, all'apice del boom del mercato asiatico, ha aperto una filiale a Seul e l'anno dopo una a Pechino, già in passato si è trovato ad avere problemi con la giustizia, per esempio nel 2015, quando ha dovuto rispondere dinanzi al tribunale distrettuale di Tiergarten (altro quartiere di Berlino) per appropriazione indebita. Un articolo del quotidiano «Berliner Zeitung» ricostruisce la vicenda: Schultz aveva prestato 35.000 euro a un commerciante d'arte e aveva ricevuto in pegno una fotografia di Gerhard Richter. Quando il debitore non è riuscito a ripagare in tempo, il gallerista ha venduto l'opera a 300.000 euro, ma questa in realtà apparteneva alla moglie del commerciante d'arte. Accusato, Schultz ha affermato che il lavoro era “scomparso” dalla sua galleria, ma successivamente ha ritirato la denuncia fatta presso la polizia e l'assicurazione. L'opera è stata recuperata e restituita al proprietario, mentre la procedura è stata archiviata a fronte del pagamento di una penalità di 15.000 euro.

Il lavoro in galleria. Il gallerista è famoso per aver lanciato la carriera di artisti come il tedesco Norbert Bisky, Cornelia Schleime e la sudcoreana Seo. Nella lista degli artisti trattati dalla galleria, che si concentra sull'arte tedesca e americana del dopoguerra, compaiono nomi come Richter, Baselitz, Warhol, Penk, Rauschenberg, Lüpertz. In passato ha preso parte a fiere prestigiose come Art Basel, Art Cologne, The Armory Show , e a fiere minori o regionali come Vienna Contemporary , Contemporary Istanbul, Art Berlin e Art Miami.

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