Asta fra il 18 e il 21 maggio

Arriva il BTp Italia senza limite di offerta per l’emergenza. Durata tra 4 e 8 anni

Nuovo strumento in asta fra il 18 e il 21 maggio. Tutta la raccolta finanzierà il deficit extra per le misure anticrisi. Allo studio gli incentivi per premiare i piccoli investitori. Durata (fra 4 e 8 anni) fissata alla vigilia dell’emissione

di Gianni Trovati

Chi comprerà i Btp (oltre la Bce?)

Nuovo strumento in asta fra il 18 e il 21 maggio. Tutta la raccolta finanzierà il deficit extra per le misure anticrisi. Allo studio gli incentivi per premiare i piccoli investitori. Durata (fra 4 e 8 anni) fissata alla vigilia dell’emissione


3' di lettura

Sarà tutta dedicata al finanziamento dell’extra-deficit da emergenza sanitaria la raccolta del prossimo Btp Italia, che il Tesoro metterà in offerta fra il 18 e il 20 maggio con la consueta «coda» per gli istituzionali il 21. I tre giorni dedicati ai risparmiatori saranno pieni, senza un limite di offerta predefinito perché questa volta l’emissione non prevederà l’ipotesi di chiusura anticipata.

L’annuncio è arrivato dal ministero dell’Economia, con un largo anticipo rispetto all’emissione. Anticipo che ha una doppia spiegazione. La prima è logistica e legata al calendario. Il 23 aprile scade uno dei Btp Italia più grandi della storia, quello che nel 2014 ha raccolto 20,6 miliardi (il 49% dal retail) e ancora oggi, dopo le tre operazioni di riacquisto attuate fra 2018 e 2019, ne conta ancora 15 investiti: la prossima settimana, insomma, si libera dai portafogli dei risparmiatori una grossa dote di liquidità, che il Tesoro punta a tornare a coinvolgere con una comunicazione accelerata anche dall’esigenza di diffondere le informazioni mentre l’operatività delle banche è ridotta ai minimi termini dal lockdown.

Ma c’è una seconda ragione, più sostanziale. Prima del 18 maggio, salvo sorprese, sarà in Gazzetta Ufficiale il prossimo decreto anticrisi in costruzione tra Mef, Palazzo Chigi e gli altri ministeri interessati. E al dipartimento delle Finanze i tecnici stanno lavorando a una serie di ipotesi per aumentare l’appeal anche fiscale dell’investimento in titoli di Stato. Passa da qui infatti una delle vie per costruire quel ritorno (volontario) delle famiglie nel mondo dei Btp pensato a Via XX Settembre come uno degli argini contro i rischi di un mercato del debito in tensione sui titoli italiani.

Il precedente più immediato è quello dei Pir, detassati in base a una serie di parametri aggiornati da ultimo con il decreto fiscale collegato alla manovra 2020. Nel caso dei Btp la strada di una neutralizzazione fiscale completa è complicata da percorrere, sia per la compatibilità con le regole Ue sia per l’esigenza di non creare distorsioni con i titoli “ordinari”. In campo potrebbe però entrare qualche aiuto premio giocato di sponda, per esempio con detrazioni di una quota delle somme investite dalle persone fisiche.

Il fisco non è comunque l’unica leva a disposizione del ministero dell’Economia per tornare ad avvicinare i piccoli investitori ai Buoni del Tesoro. Il Btp Italia ne conosce di classiche, dall’indicizzazione (oggi in realtà di interesse scarso con un’inflazione ulteriormente appiattita dalla crisi) alla cedola fino al «premio fedeltà» per chi tiene il titolo in portafoglio fino alla scadenza. Il resto lo metterà il rendimento, in una fase in cui la crisi del Coronavirus e gli occhi degli investitori internazionali puntati sul debito italiano stanno ridando vivacità ai tassi. Dipenderà ovviamente dalla durata del Btp, fra quattro e otto anni come scritto nelle Linee guida di dicembre, sarà decisa e comunicata alla vigilia dell’emissione perché un mese abbondante di anticipo è decisamente troppo, soprattutto in un mercato agitato come l’attuale. E sarà compito del Tesoro trovare il bilanciamento giusto: perché l’esperienza del novembre 2018, quando gli italiani disertarono un Btp Italia insaporito dalla battaglia sul deficit fra il governo Conte-1 e Bruxelles che gonfiava lo spread, conferma che le famiglie italiane non amano il rischio.

Il Btp Italia sarà comunque solo il primo dei bond governativi chiamati a coinvolgerle. Perché dopo la metà di maggio sono destinati ad arrivare sul mercato gli altri titoli per piccoli investitori con cui si dovrà dare gambe alla strategia domestica del Tesoro. L’idea è di cancellare il carattere di «eccezionalità» dell’offerta, con emissioni ripetute nel corso dell’anno più o meno come accade per i bond classici: da calibrare una volta definito il sistema degli incentivi.

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