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Arriva il film sul terrorismo a Venezia e in sala si annuncia Salvini. Favino: «Non lo abbiamo invitato»

Stasera la proiezione ufficiale di «Padrenostro» di Claudio Noce sull’attentato nel ’76 al vicequestore di Roma. Il leader della Lega presente

di Cristina Battocletti

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Da sinistra, Claudio Noce con Pierfrancesco Favino (Afp)

Stasera la proiezione ufficiale di «Padrenostro» di Claudio Noce sull’attentato nel ’76 al vicequestore di Roma. Il leader della Lega presente


2' di lettura

Matteo Salvini con la compagna Francesca annuncia di essere in sala questa sera per la prima di Padrenostro di Claudio Noce, film italiano in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. È la storia, vista dagli occhi di due bambini, di un attacco di terrorismo subito nel ’76 dal vicequestore di Roma, Alfonso Noce, interpretato da Pierfrancesco Favino.
Il Sole 24 Ore ha chiesto come attore, regista e cast abbiano appreso la notizia dell'arrivo alla Mostra del leader della Lega per la proiezione ufficiale. «Noi non l'abbiamo invitato», commenta subito Favino. «Ognuno è libero di andare alle proiezioni», escludendo la possibilità di un incontro con il politico. L’attore ha rimarcato il valore narrativo molto forte del film e «conoscendo la capacità di Salvini di esserci nei momenti importanti» ha espresso soddisfazione per il solo fatto che il film venisse considerato centrale. «Se invece Salvini segue un desiderio di manipolazione farà un viaggio a vuoto».
Il film è basato su un fatto realmente vissuto dalla famiglia del regista, Claudio Noce, che si è trovato a subire l’attentato da parte dei Nap, Nuclei Armati Proletari, contro il padre.

La pellicola (nelle sale dal 24 settembre) è vista attraverso lo sguardo del figlio del vicequestore, Valerio (Mattia Garaci), e di Christian (Francesco Gheghi), figlio del terrorista, morto nell’attentato. «Non è un film pro poliziotti o pro Nap. è un film sui bambini, sui figli» ha precisato ancora Favino.

Il regista ha parlato soprattutto del tema della rimozione, del tentativo di una generazione di riappropriarsi di una vicenda storica vissuta lateralmente, ma nella piena cognizione della violenza subita. I genitori di Noce questa sera non ci saranno «Hanno visto il film in proiezione privata ed erano molto contenti. Mio padre era molto emozionato», ha spiegato il regista.

Pierfrancesco Favino, che è anche protagonista di un di un cortometraggio, coprodotto dal brand icona della nautica internazional, ha rafforzato il concetto: «Io sono stato uno di quei bambini, che ascoltavano dietro la porta. A letto dopo il carosello, ricordo la paura di quando quei fatti sono iniziati. È stata una generazione messa di lato».

Padrenostro sembra però che mescoli troppi piani: quello infantile emotivo, quello fantastico di una riconciliazione possibile tra le nuove generazioni divise dall’odio, quello della figura paterna eroica e solitaria, e infine quello della tormentata, e non ancora risolta, stagione del terrorismo. Che è ancora tirata infatti per la giacchetta dalla politica.

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