Le novità della manovra

Arriva la «flat tax»: ecco le 5 vie per entrarci

di Cristiano Dell'Oste


Flat tax, dalla prima fattura alle opzioni: cinque vie per il forfait nel 2019

3' di lettura

Cinque strade per entrare nella flat tax nel 2019. Cinque percorsi per sfruttare il potenziamento del regime forfettario previsto dalla manovra di Bilancio in via di approvazione. Per alcuni contribuenti la via d’accesso non richiede alcun adempimento; per altri serve il comportamento concludente, cioè l’emissione di fatture senza Iva; per altri ancora, bisogna chiedersi se l’opzione esercitata per la contabilità semplificata sia o no vincolante.

Per approfondire:
Dalla prima fattura alle opzioni: cinque vie d'accesso;
VIDEO/ Flat tax, dalla prima fattura alle opzioni: cinque vie per il forfait nel 2019 (di Cristiano Dell'Oste e Paolo Meneghetti)

Ma andiamo per gradi e partiamo dall’ultima versione della manovra. Il testo conferma innanzitutto – a partire dal 1° gennaio 2019 – l’aumento a 65mila euro della soglia di ricavi e compensi per accedere al regime forfettario. Viene ribadita anche l’eliminazione dei paletti attualmente previsti per le spese per il personale (5mila euro), i beni strumentali (20mila euro) e i redditi di lavoro dipendente o assimilati (30mila euro).

Lo stesso testo attenua uno dei limiti che più avevano preoccupato gli operatori nelle ultime settimane: il possesso di quote in Srl e imprese familiari (si veda l’articolo in basso). In pratica, le quote in società di persone, associazioni e imprese professionali restano incompatibili con il forfait, mentre le quote in Srl e associazioni in partecipazione fanno da blocco solo se sono di controllo e riguardano strutture che svolgono attività riconducibili a quella su cui si applica il forfettario.

Viene però introdotto un nuovo “stop” all’ingresso, per chi svolge l’attività autonoma o d’impresa nei confronti del proprio datore di lavoro o di un soggetto ad esso riconducibile, anche indirettamente (e lo stesso vale per l’ex datore di lavoro nei due anni precedenti). In virtù di queste modifiche, ad esempio, un impiegato con un reddito di 40mila euro potrà entrare nel forfait – oggi sarebbe escluso – a patto di non ricavare la maggior parte dei proventi del proprio “secondo lavoro” dallo stesso datore per cui è assunto (o da una sua controllata). Lo stesso vale per l’artigiano che paga 12mila euro a un collaboratore saltuario e ha ricavi per 60mila euro.

Così definiti i requisiti d’ingresso, le vie per accedere dipendono dalla situazione di partenza. Chi è già oggi nel forfait non dovrà fare nulla e beneficerà nel 2019 dei nuovi requisiti. Di contro, chi è già nel forfait, ma quest’anno supera i requisiti – ad esempio arrivando a 25mila euro di beni strumentali perché acquista un nuovo furgone – dovrebbe poter rimanere nel regime, alla luce dell’orientamento su casi analoghi.

Più complicato il percorso per chi è oggi in contabilità semplificata (o, più raramente, ordinaria) e ha le carte in regola per il salto al forfettario nel 2019. Il nodo è la possibilità di revocare le opzioni per le due formule contabili, che hanno durata triennale: in passato è stato ritenuto possibile, in presenza di cambi normativi come quello annunciato per il 2019.

C’è poi il caso di chi non ha ancora una partita Iva e la aprirà l’anno prossimo proprio per entrare nel forfait. Qui l’elemento decisivo è l’appuntamento con la prima fattura: se sarà senza Iva (e non elettronica) spalancherà le porte del forfait.

LE VIE D'ACCESSO
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