il modello della tedesca enyway

Arriva dalla Germania l’AirBnb dell’energia: produttori e consumatori connessi via blockchain

di Elena Comelli


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4' di lettura

«La potenza del vento mi ha sempre affascinato. Da marinaio, il vento in poppa mi ha spinto attraverso i mari. Nel 1999, ho deciso di installare una turbina eolica nella mia città natale di Jessen. Così, dopo essermi goduto la brezza marina, ho potuto approfittare anche dell'aria di terra». Questa è la storia di Thomas Fiedler, marinaio in pensione. «Oltre alla pala eolica in mezzo ai campi, ho anche installato un sistema solare sul tetto di casa, per produrre il massimo di energia pulita: in questo modo, posso dare il mio contributo alla transizione energetica», aggiunge.

Con 600mila kilowattora all’anno di produzione, la sua pala può soddisfare il fabbisogno di 240 famiglie e gli assicura una rendita generosa. Da qualche mese, l’energia pulita di Thomas viaggia dalla riva dell’Elba fino a Berlino per alimentare i consumi di Lisa, che ha scelto il vento dell’ex marinaio fra una trentina di offerte sul primo mercato al mondo in grado di mettere in contatto diretto il piccolo produttore e il piccolo consumatore di energia, senza passare per un operatore elettrico.

Lisa ha optato per Thomas, su una piattaforma peer-to-peer che è stata subito definita l'”AirBnb dell'energia”, un po’ perché la sua pala è abbastanza vicina a Berlino (meno di 100 chilometri) e un po’ perché la sua storia le sta simpatica.
L’azienda dietro a questa piattaforma è Enyway, uno spinoff del gigante di Amburgo Lichtblick, il più grande fornitore di energia verde in Germania, fondato vent'anni fa da Heiko von Tschischwitz e oggi controllato dall’operatore olandese Eneco. L’anno scorso, von Tschischwitz si è reso conto che «in futuro i fornitori classici di elettricità non saranno più necessari, se riusciremo ad offrire lo stesso servizio su una piattaforma di scambio dove far incontrare direttamente produttori e consumatori di energia verde».

Thomas Fiedler, produttore di energia che ha aderito alla piattaforma di Enyway

Così von Tschischwitz, insieme a Varena Junge e Andreas Riekhoff, ha lanciato Enyway, una piattaforma fondata sul protocollo blockchain dove i consumatori possono scegliere di comprare l’elettricità dall’ex marinaio oppure dal tetto solare di una fattoria, così come scelgono il contadino da cui comprare le patate e i pomodori, invece di continuare a finanziare grandi società anonime come Rwe o Uniper. Sul portale di Enyway si raccontano con dovizia di particolari le storie dei piccoli produttori di energia, arricchite da foto professionali come quelle degli alloggi offerti su AirBnb e il kilowattora diventa concreto come le zucchine al mercato.

L’offerta di Enyway arriva nel momento giusto, perché i piccoli proprietari di milioni di centrali elettriche verdi in Germania stanno per arrivare a una svolta decisiva: finora godevano di una tariffa fissa piuttosto vantaggiosa, che gli veniva corrisposta dall'operatore di rete in cambio della loro elettricità, così come succede in Italia. Il governo aveva introdotto a suo tempo questa cosiddetta “tariffa fissa d’immissione” per mettere in moto la transizione energetica, ma ora che la Germania è nel bel mezzo del boom delle rinnovabili, la tariffa feed-in sta gradualmente scadendo e da quest’anno i piccoli produttori possono vendere la propria energia direttamente ai clienti finali.

Al più tardi entro il 2025 (a seconda di quando sono entrati in esercizio), ben 18 gigawatt di piccoli impianti verdi non riceveranno più una remunerazione fissa per la loro energia. Centinaia di migliaia di piccoli produttori di elettricità verde dovranno perciò vendere la propria energia in modo diverso. Thomas è uno di loro.

Von Tschischwitz, 50 anni, ha tagliato la sua startup su misura per soddisfare le necessità di questi piccoli venditori e al tempo stesso accontentare il desiderio di comunità dei compratori di energia verde, stufi di finanziare grandi operatori, che al proprio interno continuano a generare anche energia “sporca” con centrali a carbone o a gas. Saltando questo passaggio, al prezzo dell'energia offerta dai piccoli operatori si dovranno aggiungere solo gli oneri di rete e le tasse, mentre l’iscrizione alla piattaforma costa appena 3,99 euro al mese.

La startup, operativa dall’inizio di quest’anno, sta crescendo rapidamente, soprattutto sul lato dell’offerta. Enyway è presa d'assalto dai piccoli produttori, ma finora ha meno di 10mila clienti finali, mentre avrebbe abbastanza energia per alimentarne almeno 20mila. È difficile guadagnarsi la fiducia dei consumatori su un prodotto così delicato come l’energia elettrica. Molti esprimono paure irrazionali, perché non sanno esattamente come funziona il mercato dell'energia. «Un cliente, ad esempio, mi ha chiesto che cosa succede se si ammala il contadino proprietario della pala eolica da cui proviene la sua energia - racconta Tschischwitz -. Temeva che a casa sua si spegnesse la luce».

In realtà la luce resta accesa anche se si ammala la pala eolica, perché Enyway può sempre attingere all'energia verde di un altro piccolo fornitore del suo pool, che può fare da backup in caso di avaria o di altri problemi di produzione. Nonostante queste difficoltà iniziali, von Tschischwitz è ottimista. Ma la strada per un mercato completamente libero dell’energia è ancora lunga.

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