Una casa digitale da 14 a 35 anni

Arriva “Giovani 2030” per orientarsi su formazione, lavoro, volontariato

Il portale, spiega la ministra Dadone, vuole essere «una guida per chi non ha ancora deciso quale strada intraprendere»

Covid: varianti minacciose anche per i giovani

2' di lettura

Arriva un portale, una “casa digitale”, con informazioni utili ai giovani da 14 a 35 anni. «Qui trovi tutti i progetti, le iniziative e gli eventi per fare esperienze e formare il tuo futuro», si legge nella home page di “Giovani 2030” del Dipartimento per le Politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei ministri. Voluto dalla ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, «come primo punto di accesso nell’ambito della formazione, del volontariato, del lavoro, delle iniziative internazionali e di quelle culturali». Ma anche orientamento al lavoro, agevolazioni, incentivi.

Una guida per chi deve scegliere la strada da intraprendere

Si tratta, spiega la ministra, di «una guida per chi non ha ancora deciso quale strada intraprendere». Il portale contiene numerose informazioni: da come aprire la prima Pec a come fare per ottenere il primo mutuo. Dalle offerte formative alle possibili esperienze internazionali. «Con questo progetto - sottolinea la ministra Dadone - speriamo di coinvolgere quanti più giovani per costruire insieme il percorso di crescita di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno. Il nostro obiettivo è quello di favorire lo scambio di esperienze, informazioni e idee grazie alla partecipazione a progetti e iniziative, già presenti nelle sezioni dedicate e messe a disposizione dale istituzioni pubbliche, le università, gli enti del terzo settore e le associazioni». Far parte di questa community è semplice: basta registrare il proprio profilo o accedere con le proprie credenziali Spid. «E si resta in costante aggiornamento anche grazie alla newsletter che mensilmente rimanderà a tutti le nuove iniziative, storie e testimonianze che popoleranno questa innovativa casa digitale».

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Giovani generazioni tra le più penalizzate dalla pandemia

«Le giovani generazioni sono tra le più penalizzate dalla pandemia e dalle conseguenze della pandemia: penso che la vita quotidiana solitaria vissuta nel contesto della pandemia abbia deprivato giovani e giovanissimi di ciò che piú li fortifica e contribuisce alla loro crescita e anche a loro dobbiamo “ristori”, “sostegni” e” indennizzi”, per non indebolire il loro spirito e il loro futuro, che coincide con quello del Paese», ha detto la ministra delle Politiche giovanili durante l’audizione dinanzi al la commissione infanzia e adolescenza della Camera.

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