Venture capital

Arriva la holding per investire nelle startup dei cervelli in fuga

Excellis nasce con un obiettivo di raccolta di 5 milioni di euro: robotica industriale, cleantech, medtech e tecnologie di frontiera gli ambiti di intervento

di Gianni Rusconi

Ansa

2' di lettura

I suoi fondatori sono due “veterani” del venture capital all'italiana, Loris Lanzellotti e Alberto Emprin, investitori seriali in campo tech e una lunga lista di startup sulle quali hanno scommesso, fra cui nomi noti come D-Orbit, Everli e Satispay.

La nuova avventura si chiama Excellis ed è una holding di partecipazioni la cui missione è quella di investire in quote di minoranza di startup estere fondate da ricercatori e scienziati italiani partendo dei centri di ricerca delle più prestigiose università tecnologiche europee (Svizzera e Regno Unito in primis) e nordamericane.

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Che vi sia una sottovalutazione di questo fenomeno lo dicono i numeri: negli ultimi anni quasi tre quinti dei fondi dell'European Research Council (Erc) assegnati a ricercatori del Belpaese per progetti di ricerca applicata hanno finanziato laboratori di università estere dove questi stessi ricercatori lavorano e insegnano.

Alberto Emprin e Loris Lanzellotti

Excellis nasce per l'appunto con la finalità di mantenere il legame con l'Italia delle aziende che nascono all'estero per opera dei talenti nostrani e di fornire nel contempo un'opportunità unica per gli investitori italiani.

«Partiamo con una dotazione finanziaria significativa - spiega in proposito Lanzellotti - che ci consentirà di chiudere e di annunciare i primi investimenti già a partire dal mese prossimo, con l'obiettivo di raccogliere 5 milioni di euro per finalizzare un aumento di capitale entro la prima metà del 2022».

I settori di maggiore interesse a cui guarda l'iniziativa, sono il mondo della robotica industriale, del cleantech e del medtech e in generale le tecnologie di frontiera (come intelligenza artificiale e quantum computing) destinate a cambiare il mondo nel prossimo decennio.

Nel piano operativo a 18 mesi, ha aggiunto Lanzellotti, sono 15 i progetti (una parte dei quali già individuati) sui quali scommettere, mentre per arrivare alle prime exit l'orizzonte temporale è fissato a 36 mesi, «con il target del rimborso del capitale conferito appena possibile e la valorizzazione dell'intero portafoglio delle partecipate entro la fine di questo decennio».

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