CARNE CHE NON LO E'

Arriva in Italia il filetto vegano che “sanguina” come quello vero

di Maria Teresa Manuelli


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3' di lettura

Si cuoce sulla griglia senza sbriciolarsi e, una volta cotto, ha l'aspetto di un filetto di manzo, con caratteristico bruciacchiato. Anche il profumo che si sprigiona dalla griglia è di carne, così come il sapore e la consistenza sotto ai denti. Come la carne, inoltre, “sanguina” quando viene tagliato. Eppure, è totalmente vegetale: gusto e consistenza sono ottenuti grazie a un mix di soia e di proteine del frumento, arricchito con ferro e vitamina B12. Il “sangue” altro non è che succo di barbabietola. Dopo aver sbancato, letteralmente, gli scaffali di Tesco - nella prima settimana del lancio del filetto vegano in 400 punti vendita della catena britannica ne sono state vendute circa 40.000 unità, con un conseguente incremento della produzione di 100.000 unità a settimana - è arrivato anche in Italia e sarà acquistabile a partire dal 24 giugno in 64 punti vendita Sigma in Emilia Romagna e Liguria, per poi raggiungere il resto della penisola e altre insegne entro il 2019.

L'azienda produttrice è l'olandese Vivera, specializzata nella produzione di alimenti a base vegetale e con un potenziale di offerta superiore a 1 milione di prodotti sostitutivi della carne, fra i quali polpette, cotolette, hamburger e tagliate. “E' composto dall'80% di soia e frumento. La particolarità è che all'interno contiene barbabietola ed è questa che dona la colorazione simile alla carne, oltre a dare morbidezza e l'impressione che sanguini mentre lo prepariamo e lo tagliamo. Il mix di cartamo e spezie, inoltre, conferisce il particolare gusto davvero simile alla carne. Con 17,3 gr di proteine ogni 100 gr è fonte di fibre e ad alto tenore proteico”, spiega Stefano Gandini, Legal Dept. Manager di Atlante che ne cura la distribuzione italiana. La società (150 milioni di euro nel 2018) opera nel settore della grande distribuzione come partner delle principali catene italiane per l'import di prodotti alimentari da tutto il mondo e che esporta le specialità italiane all'estero.

Presto sugli scaffali anche i fish burger di soia
“Il filetto vegano – spiega Natasha Linhart, ceo di Atlante – più che destinato ai vegani, che di certo non vanno alla ricerca di prodotti che ricordano la carne, è stato studiato e realizzato per tutti quei consumatori che vogliono o hanno necessita di ridurre il consumo di carne, senza però dover rinunciare al gusto e al sapore”. In Europa, inoltre, sempre più persone ricercano prodotti derivanti da una produzione sostenibile e in uno scenario dove, secondo le proiezioni della FAO, Food and Agricultural Organization, entro il 2050 la richiesta di carne raddoppierà, il consumo di alimenti alternativi alle proteine animali può rappresentare una soluzione. La novità sarà presto affiancata dagli altri prodotti Vivera, come gli stracetti di pollo vegani e i fish burger vegani. “Il processo è simile anche per questi piatti. I simil fish burger sono composti per il 60% da soia e frumento e, in questo caso, il gusto è conferito dall'olio di lino che contiene molti Omega3 e dà il sapore del bastoncino di pesce. Gli straccetti di simil pollo sono degli estrusi all'85% di soia e frumento con aggiunta di proteine e vitamine per dare maggiori qualità nutritive al prodotto, mentre le spezie portano a un gusto davvero vicino a quello del vero pollo”.

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