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Arriva in Italia O’Tacos, la catena con carne halal

Il gruppo internazionale della ristorazione veloce QSR Platform (Burger King, Go!Fish) non abbandona la crescita organica dei brand e punta sulle strategie di ripresa post Covid con nuovi canali di distribuzione

di Roberta Miraglia

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l primi punti vendita di O’Tacos arriveranno in Italia nel 2021

Il gruppo internazionale della ristorazione veloce QSR Platform (Burger King, Go!Fish) non abbandona la crescita organica dei brand e punta sulle strategie di ripresa post Covid con nuovi canali di distribuzione


3' di lettura

Arriverà anche in Italia, nel 2021, la carne halal di O’Tacos, la catena nata in Francia oltre dieci anni fa e già presente in Belgio dove solo l’anno scorso sono stati aperti 40 punti vendita. La crisi economica provocata dalla pandemia non ha fermato i piani di crescita di QSR Platform, gruppo internazionale della ristorazione veloce da più di un miliardo di euro di vendite l’anno e una crescita annuale del 10 per cento. QSR è l’acronimo di Quick Service Restaurant.

«Stiamo valutando l’apertura in Italia di O’Tacos, nel 2021, dopo l’espansione dalla Francia al Belgio» dice Alessandro Preda, amministratore delegato della società. «O’Tacos ha un target di ragazzi tra i 12 e i 22 anni – continua il manager – e una presenza molto forte sui social media. Si sviluppa nelle periferie delle metropoli per poi spostarsi nei centri delle città» e punta su un’offerta muslim friendly, adatta a società multiculturali.

Brand in espansione

Presente con i suoi brand principalmente in Italia (che vale circa il 25% delle vendite), Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Francia e Polonia, il nuovo gruppo QSR Platform Holding (QSRP), controllato da Kharis Capital, fondo di investimento diretto concentrato sul mercato dei consumatori, ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo internazionale di brand di successo quali Burger King, Quick, O’Tacos, NordSee, Go!Fish. La piattaforma gestisce un network operante nel mercato della ristorazione veloce, composto da oltre mille ristoranti in sette Paesi in Europa, dove lavorano 6mila dipendenti.

«Siamo un’azienda orientata alla crescita sia organica che sistemica. Da tre anni a questa parte – racconta Preda – abbiamo effettuato tre acquisizioni: nel 2016 Quick in Belgio e Lussemburgo; nel 2018 O’Tacos in Francia e Nordsee in Germania, in master franchising o con l’acquisizione del marchio. E ora stiamo ragionando su altri brand. Inoltre, il secondo pilastro della strategia, la crescita organica, ci ha portato ad aumentare i punti vendita: per esempio Burger King in Italia ha incrementato i negozi con un ritmo di 30 all’anno. Il nostro è per definizione un business di scala, di ”size” e la crescita è fondamentale per conquistare visibilità».

Go!Fish, catena di ristoranti di pesce dal format innovativo, di proprietà di QSR Platform Holding, sul mercato dal 2019, ha visto nascere in Italia, a Orio Center, il suo primo locale dove i piatti di tradizione nordeuropea – il brand è legato a Nordsee, catena di ristoranti di pesce in Germania e Austria, fondata nel lontano 1896 – vengono adattati al mercato locale.

Offerta base e premium

Le nuove aperture rappresentano una scommessa su un mercato ancora scosso dalla pandemia che ha colpito da subito la ristorazione. «Tra febbraio e marzo – ricorda l’amministratore delegato di QSR Platform – abbiamo chiuso tutti i Burger King in Italia e nel giro di tre-quattro settimane tutti i ristoranti in Europa». Passata l’emergenza, il gruppo ha cercato una strategia per la riapertura in sicurezza e per intercettare la domanda ai tempi del Covid. Home delivery, take away e anche punti drive-thru hanno permesso di recuperare terreno. Per quanti vogliono consumare nei punti vendita è stata creata una app che permette di prenotare il tavolo.

«È un business resiliente – spiega Preda – e la curva è in miglioramento ma siamo ancora lontani dai livelli pre-Covid. Abbiano visto un cambiamento nei flussi degli orari di vendita (day part) che sono calati a ora di pranzo e saliti la sera, a causa del lavoro da casa; gli scontrini medi sono aumentati; il nostro price positioning, inoltre, ci permette di avere un ampio spettro di clienti, dalla prima offerta a prezzo basso fino a quelle premium».

Già in periodo pre-coronavirus si erano verificati i primi fenomeni di spostamento di flussi dal casual dining alla ristorazione veloce, grazie all’evoluzione degli ultimi anni che ha dato più attenzione al prodotto e alla sicurezza alimentare e ha puntato sul digitale permettendo di ordinare da casa. Tutte caratteristiche che aiutano in questo momento la ristorazione veloce a risalire la china.

L’incertezza globale ha portato la piattaforma QSR a rivedere la strategia di sviluppo mantenendo invariata quella di crescita. In futuro peseranno le differenze tra i vari Paesi europei: la diffusione dei contagi e di conseguenza le limitazioni e le normative sono infatti molto diverse e richiedono strategie differenziate.

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