Fintech

Arriva in Italia Trade Republic, fintech tedesca per il risparmio personale

Chiuso un round da 900 milioni di dollari per l’app per investire in piani di risparmio a zero commissioni su azioni internazionali, Etf e criptovalute

di Pierangelo Soldavini

3' di lettura

L’obiettivo è “la democratizzazione della ricchezza”: niente a che vedere con chi vuole rubare ai ricchi per dare ai poveri. Ma l’idea alla base di Trade Republic è quella di risolvere quel “pension gap” tra pensione futura e livelli di stipendio che soprattutto in Europa costringe le persone a integrarla con investimenti privati. «I mercati dei capitali sono oggi la fonte principale per generare ricchezza sul medio-lungo periodo. L’idea da cui siamo partiti è che bisogna offrire alle persone una modalità semplice e flessibile per accedere a questi mercati», spiega Christian Hecker, Ceo e cofounder della startup tedesca con base a Berlino.

Trade Republic ha chiuso a fine maggio una round di finanziamento da 900 milioni di dollari, guidato da un colosso del venture capital come Sequoia, insieme a Tcv e Thrive Capital, con una valutazione lievitata a cinque miliardi di dollari che ne fa una delle fintech private a più alta crescita in Europa. Con questi fondi ora la startup, che conta oggi 1,1 milioni di utenti attivi in Germania, Austria e Francia, fa rotta sull’Italia, in cui punta a sbarcare entro fine anno: «Per noi è un mercato cruciale per lo sviluppo, un investimento di lungo termine dove poter fare breccia nei consumatori con un’offerta profilata e agile che faccia breccia in un mercato caratterizzato da alti costi e bassa qualità», sostiene Hecker.

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Al pari di altre iniziative nell’ambito del trading, Trade Republic offre un servizio di investimento senza commissioni su un parco di oltre 8mila azioni internazionali, 1.500 Etf e quattro criptovalute, con una velocità operativa che permette di aprire un saving account in dieci minuti e acquistare azioni con meno di tre tap sullo schermo del cellulare: «Puntiamo a essere una piattaforma di investimenti e di risparmio, non una app di trading. Per questo privilegiamo una logica di lungo periodo, non speculativa. I nostri clienti, che per più della metà non hanno mai fatto un investimento, per l’80% investono su Etf piuttosto che su singole azioni».

I tre fondatori di Trade Republic: da sinistra Marco Cancellieri, Thomas Pischke e Christian Hecker

In questa logica l’investimento in saving account, piano mensile di risparmio, è a commissioni zero, mentre gli acquisti di singoli titoli sono caricati di una fee di un euro per operazione: «Non facciamo consulenza, ma la spinta con cui educhiamo i clienti è quella di investire per il loro futuro, in una logica di lungo periodo e con una forte diversificazione del portafoglio», aggiunge il 31enne Hecker, che ha fondato la società insieme a Thomas Pischke e all’italiano Marco Cancellieri, responsabile dell’app mobile.

A oggi Trade Repubblic, forte di una licenza bancaria tedesca, ha raggiunto un patrimonio in gestione da sei miliardi di dollari, che significa una media di poco inferiore ai 6mila dollari a utente. «Anche con il lancio in Italia puntiamo a raggiungere un pubblico potenziale di milioni di persone a cui offrire servizi di investimento convenienti ed efficienti rispetto a quelli offerti dalle banche tradizionali». Se tutto è gratuito, da cosa guadagna la startup che si definisce neo-broker? «Quando non guadagna dalle commissioni – spiega il Ceo -, un broker genera ricavi dagli sconti garantiti dalle piattaforme per accaparrarsi l’esecuzione degli ordini, le quali approfittano di una maggiore liquidità e Trade Republic garantisce ai propri clienti il best price senza guadagnare sullo spread»

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