FASE 3

Arriva la mascherina per fare sport: dal Politecnico di Torino prototipo gratuito

L'obiettivo è di arrivare alla definizione di standard replicabili e adottabili dai produttori entro l’autunno, per avere in commercio prodotti a prezzi accessibili e che garantiscano la pratica delle attività sportive in piena sicurezza

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L'obiettivo è di arrivare alla definizione di standard replicabili e adottabili dai produttori entro l’autunno, per avere in commercio prodotti a prezzi accessibili e che garantiscano la pratica delle attività sportive in piena sicurezza


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In questi giorni in cui in alcune regioni riaprono gli sport di contatto - nelle ultime ore è scattato il via libera alle partite di calcetto in Lazio e Toscana - il progetto di una mascherina da indossare quando si fa sport, e in particolare in quelle attività che prevedono contatto, non passa inosservato.

Mascherina per fare sport, prototipo gratuito

Un team multidisciplinare del Politecnico di Torino sta lavorando per realizzare le mascherine per lo sport. Il prototipo sarà disponibile gratuitamente per tutte le aziende interessate alla produzione: «Sarà un modo anche per sostenere la ripartenza e l’economia», sottolinea il professor Marco Barla, referente del Rettore per lo Sport.

«L’idea - continua Barla - nasce dalla stesura del Rapporto per la ripartenza in sicurezza delle attività sportive, al quale il Politecnico ha lavorato con il Coni e con diverse Federazioni». «Dal rapporto - mette in evidenza Ada Ferri, che ha coordinato lo sviluppo tecnico del progetto - emerge la necessità di adottare dispositivi di protezione, soprattutto nel caso di attività di contatto e in tutte le altre in cui sia impossibile mantenere la distanza di sicurezza; la mascherina deve essere adeguata alle particolari condizioni della pratica sportiva, deve garantire cioè due caratteristiche in contrasto tra loro: respirabilità e filtrazione».

I tempi del progetto

L’obiettivo è di arrivare alla definizione di standard replicabili e adottabili dai produttori entro l’autunno, per avere in commercio prodotti a prezzi accessibili e che garantiscano la pratica delle attività sportive in piena sicurezza. «Si tratta di un contributo che abbiamo voluto dare ad un settore estremamente penalizzato nel periodo dell’emergenza sanitaria - osserva il Rettore Guido Saracco - importante non solo per gli atleti professionisti, ma anche per chi pratica sport come attività ricreativa. Non dimentichiamo, poi, che tutto l'indotto rappresenta anche un settore economico importante, che può essere sostenuto se si riprenderà ad effettuare attività sportiva a tutti i livelli».

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