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Arriva Mastersense, il «naso elettronico» che vaglia la freschezza degli alimenti

Sicurezza alimentare

di Michele Romano

2' di lettura

Si chiama Mastersense ed è l'ultimo progetto nato all'interno di Senior, startup marchigiana, all'interno della quale operano 13 super specialisti, che realizzano prodotti altamente innovativi nel campo della sensoristica, implementando soluzioni applicabili in diversi contesti. È un vero e proprio naso elettronico, un'idea nata da un progetto in ambito food relativo alla maturazione della frutta in atmosfera controllata: «Abbiamo intravisto la possibilità che la tecnologia dei nasi elettronici fosse applicabile anche per rilevare altre caratteristiche degli alimenti, tra i quali la freschezza», spiega Ivan Allevi, che in azienda si occupa tra l'altro dello sviluppo di partnership strategiche globali.

È stato lui a coinvolgere nel progetto anche DeFENS, il dipartimento di Scienze per gli alimenti la nutrizione e l’ambiente di UniMi, attraverso il quale è stato possibile analizzare quattro famiglie di alimenti (manzo, pollo, salmone e platessa). Questa collaborazione ha permesso di selezionare la tipologia di sensori più adatta per lo scopo e di effettuare i test microbiologici sui campioni di cibo, necessari per definire le classi di freschezza degli alimenti. «Gli esseri umani sono in grado di percepire circa un trilione di fragranze diverse, ma la sovrapposizione, ma la lunga esposizione, l'incapacità di percepire odori a concentrazioni molto basse o molto alte limitano le capacità olfattive». Ecco che interviene il naso elettronico, in grado di rilevare diverse famiglie di composti volatili rilasciati dal cibo attraverso un array di quattro sensori MOS (Metal Oxide Semiconductor): la combinazione dei valori di uscita determina a quale delle tre classi di freschezza appartiene il campione. Il sistema di acquisizione consiste in un software utilizzabile da PC e in una app: per iniziare l'analisi basta cliccare sull'icona del campione scelto e attendere il risultato; sul dispositivo collegato a Mastersense apparirà icona verde per alimenti freschi, arancione per quelli accettabili e rossa per i cibi degradati.

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Due anni di studi e progetti per arrivare al prototipo finito, presentato in diversi contesti internazionali, dal CES di Las Vegas ad Expo 2020 a Dubai. «Mi sono reso conto dell'alto interesse riguardo il nostro naso elettronico – spiega Allevi -, sia da parte del consumatore finale, ma soprattutto delle aziende coinvolte nella supply chain alimentare, che necessitano di verificare i prodotti in ogni step della catena».

In questi giorni, una parte del team sta lavorando alla fase di ingegnerizzazione del prototipo, che dovrebbe concludersi entro l'anno, mentre coloro che si occupano di ricerca e sviluppo stanno prototipando una nuova famiglia di sensori pensati per tracciare l’origine dei prodotti alimentari: identificando il luogo di produzione è possibile certificare l'autenticità degli alimenti. La versatilità dei sensori utilizzati in Mastersense – conclude Allevi - rende lo strumento declinabile in diversi ambiti: da qui la spinta nel settore del lavoro, che senza dubbio necessita di maggiore sicurezza e attenzione».

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