HUMANITAs-POLITECNICO DI MILANO

Arriva il medico 4.0

di Luca Orlando


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2' di lettura

Faccio il medico? Oppure l’ingegnere? Non che le due vocazioni siano proprio sovrapponibili ma ad ogni modo d’ora in poi gli “indecisi” non saranno più costretti a scegliere. Da settembre, a Milano, i giovani potranno infatti optare per MedTec School, nuovo corso di laurea risultato della partnership tra Humanitas University e Politecnico di Milano. Accordo innovativo, che al termine di un percorso di studio di sei anni produrrà laureati in Medicina in possesso al contempo di una triennale in Ingegneria biomedica.

Una rapida occhiata a ciò che accade negli ospedali, all’utilizzo sempre più pervasivo dei big data, alla diffusione della robotica in chirurgia, ai passi avanti della stampa 3D di tessuti e apparati biomedicali, evidenzia ormai il connubio sempre più stretto tra medicina e tecnologia, contaminazione che MedTec va a formalizzare in un percorso strutturato.

«La sfida - spiega il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca - è quella di sfruttare la tecnologia per rendere sostenibile la sanità e questo accordo può davvero fare la storia dell’education. Le statistiche delle pubblicazioni scientifiche ci dicono che in questo territorio il capitale umano rappresenta un evidente punto di forza: Milano e la Lombardia sono il motore che può rendere l’Italia propulsore di una sanità all’avanguardia e accessibile a tutti, facendo leva sulle competenze esistenti e sulle loro sinergie».

Sinergie ricercate in modo evidente nello svilupp0 del nuovo corso, che nel primo triennio vedrà un’alternanza di frequentazione tra i due atenei, per poi proseguire nei successivi tre anni approfondendo la formazione clinica presso Humanitas, prevedendo tuttavia moduli specifici tenuti da docenti del Politecnico per garantire l’integrazione delle competenze ingegneristiche nel percorso.

«Ciò che vediamo intorno a noi - commenta il rettore di Humanitas University Marco Montorsi- ci dimostra come le barriere tra i saperi stiano crollando e questa iniziativa è una risposta a questo cambiamento. Per arrivare al medico del 2030, quello che stiamo progettando, è fondamentale sviluppare competenze nuove che consentano di affrontare situazioni di complessità crescente».

«La fortuna di tutti noi - aggiunge il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta - è quella di essere a Milano, il che consente di ricercare e trovare alleanze strategiche di grande qualità, come in questo caso. Io e Montorsi abbiamo iniziato a parlarne a febbraio del 2018 e appena un anno e mezzo il progetto diventa realtà. Il che dimostra quanto sia sbagliato nascondersi dietro l’alibi della burocrazia per non fare. I nuovi profili? Io credo avranno un ampio ventaglio di possibilità, dagli ospedali alle aziende private, dai centri di ricerca alla sanità pubblica».

I posti disponibili per il nuovo corso sono al momento 50 all’anno, giovani che verranno ospitati in prospettiva in un nuovo edificio costruito ad hoc presso Humanitas, con laboratori aperti e modulabili collegati in modo diretto con le aule in cui si svolgeranno le lezioni frontali.

Il percorso sarà interamente in lingua inglese, accessibile dopo un test d’ingresso (anche questo in inglese, il sei settembre, ) con domande di cultura tecnico-scientifica, logica verbale, fisica, chimica, biologia. E matematica, ovviamente. Materia che il medico 4.0 non potrà più permettersi di trascurare.

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